Modena City Ramblers - Colere (BG), 18-04-1998 Intervista

18/04/1998

Torno in questa landa scalvina dopo pochi mesi dall'ultima volta, quando suonai con i Box 46, e mi accade qualcosa che da tempo non provavo..i muscoli si tendono e un dolce fremito, chilometro dopo chilometro, accarezza la mia pelle....eh si perchè è il 18 aprile e a Colere suonano i Modena City Ramblers. Arriviamo al Palacolere ed i volti che ci accolgono sono quelli amici di sempre, l'umiltà di chi con grande impegno è riuscito a realizzare tutto ciò....si perchè la settimana prima a Colere cera Joe Ely (e scusate se è poco). Dopo aver assaporato un irripetibile panino alla porchetta preparato dal Fiorenzo, convinco quest'ultimo a portarmi nel back-stage per salutare i Modena...e a forza di dai e dai il Fiorenzo impietosito mi porta, così come in un sogno, con le mani e la voce che mi tremano mi trovo davanti a Cisco e company a confessare il mio amore per il lavoro che svolgono e per come lo svolgono, è Francesco Moneti, il violinista, il primo che mi saluta e mi dice:



- "Ehi ciao..come va?"
- "Bene, ora che vi vedo!" gli rispondo e aggiungo: "Sai..anche io suono in un gruppo (con molta meno fortuna di voi) e faccio alcune vostre cover..." - "Davvero?" mi dice Francesco "io è da poco che sono con loro, sono di Arezzo ed è curioso sentire che qualcuno fa delle nostre cover..che cosa canti dei Modena?

- "Faccio Clan Banlieau e Great song of indifference che considero vostra, e fino ad un po' di tempo fa anche Il fabbricante di sogni..."
Seguono gli autografi di tutti mentre Cisco mi racconta come sono nati i Modena:
- "Noi non ci conoscevamo, ma tutti amavamo l'Irlanda e tutti ci siamo andati, ci siamo conosciuti una volta tornati, allora tutti hanno raccolto le proprie esperienze e incontrandoci abbiamo dato il via a quello che vedi ora"
- "Ok ragazzi, grazie a tutti, vado di là a mettermi in prima fila, ci vediamo dopo!"

Passano pochi minuti e comincia il concerto, i Modena sono proprio loro, un insieme di sonorità altissime e difficilmente ascoltate altrove, Con il Macondo express è arrivato a Colere uno spettacolo che il resto della provincia invidierà per un bel po'. I pezzi si succedono uno dietro l'altro con la tensione che rimane altissima, ed il pubblico che risponde benissimo.

E` bello notare come i Modena siano un gruppo nel senso più corretto del termine, non ci sono personalità prevalicanti, anche Cisco (acclamatissimo) ha un ruolo centrale ma allo stesso tempo è una parte perfettamente integrata nel contesto musicale della band. Cottica alla fisarmonica detta le note che Franco D'Aniello al flauto, Massimo Giuntini al banjo e Franceso Moneti al violino legano in un tutt'uno che non può che stupire per perfezione armonica e quel suo prenderti e disorientarti per come ti sembra di essere a casa tua a suonare con amici di fronte a litri di lambrusco e ragazze gentili. A completare l'opera una sezione ritmica, con Massimo Ghiacci al basso e Roberto Zeno alla batteria, capaci di adeguarsi a sonorità irlandesi, messicane, al rock qua e la accattivante. Infine Giovanni Rubbiani, una delle menti, chitarrista e corista come quasi tutti i componenti del gruppo. I momenti di massimo entusiasmo si sono visti durante l'esecuzione dei pezzi nuovi (sopra a tutti "Il ritorno di Paddy Garcia") ma anche su alcuni pezzi che ormai possiamo a ragione definire dei classici ("Morte di un poeta", "Al diavel" e la splendida "Ninna nanna") e di altri pezzi che classici già lo erano come "La locomotiva" e "Contessa" che chiude lo splendido spettacolo.

Alla fine c'è ancora il tempo per qualche foto con Francesco e Cisco, al quale colgo l'occasione per chiedere:

- "A quando un nuovo CD?"
- "Per ora suoniamo e basta, abbiamo avanti a noi sei mesi che ci vedranno girare per tutta l'Italia, fino a Palermo ed alla Calabria, poi abbiamo qualche data in Spagna ed in Svizzera"
Gli ribatto:
- "Adesso cosa farete?"
E con un bel sorriso di saluto si allontana dicendomi:
- "Gli altri non lo so...io mi sparo un panino e un arancio"
(Ho una foto fatta lì mentre Cisco tira le bucce di arancia al fotografo...quindi confermo che ha mangiato una arancia).

Dopo avere salutato gli amici di Colere, risalgo in macchina e mi ascolto il CD che ho acqistato al Palacolere, si perchè in effetti un CD nuovo è uscito....per l'esattezza si tratta di un MINICD di cinque pezzi intitolato "Cent'anni di solitudine" e contiene il pezzo omonimo tratto dall'ultimo album "Terra e libertà", poi tre pezzi registrati dal vivo al Palavobis di Milano il 22 novembre del 97 (e sono "Morte di un poete", "Al dievel", "Contessa") ed un inedito registrato per il nuovo spettacolo di Paolo Rossi (Rebelais) intitolato "Il tempio di Theleme". Superfluo dire che questo mini album è una piccola chicca che, per quel poco che offre, è un fedele sunto dei live dei Modena. Torno a casa a notte inoltrata, stanco ma contento...oggi ho visto qualcosa, ho ascoltato qualcosa, che veramente valeva la pena di vedere e..di ascoltare!

a cura di kevin boom.

Articolo regalatoci dalla fanza 360 gradi, a cura di Renato Zanotti, ecco l'indirizzo del sito:
http://www.geocities.com/Paris/Rue/1427/index.htm

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