HLMNSRA - La coppa dei campioni Intervista

HLMNSRA - Tipo che quando la sua ragazza dorme lui prende il campionatore e smanetta, il mattino si sveglia, completa il beat e va a lavorare - mai mollare il lavoro, dice. Musica troppo sghemba per chi ascolta hip hop, troppo hip hop per chi ascolta altro. Non ancora un ep all'attivo, tantissime collaborazioHLMNSRA - Tipo che quando la sua ragazza dorme lui prende il campionatore e smanetta, il mattino si sveglia, completa il beat e va a lavorare - mai mollare il lavoro, dice. Musica troppo sghemba per chi ascolta hip hop, troppo hip hop per chi ascolta altro. Non ancora un ep all'attivo, tantissime collaborazio
19/08/2013 di

Tipo che quando la sua ragazza dorme lui prende il campionatore e smanetta, il mattino si sveglia, completa il beat e va a lavorare - mai mollare il lavoro, dice. Musica troppo sghemba per chi ascolta hip hop, troppo hip hop per chi ascolta altro. Non ancora un ep all'attivo, tantissime collaborazioni - sta lavorando sul nuovo disco di Mecna - ma si farà notare; talenti così di solito non passano inosservati. Marcello Farno l'ha intervistato. 

Agrigento - Londra solo andata?
(Ride, nda) No dai, non è andata proprio così. Ho studiato prima a Bologna per quattro anni. Poi avevo la necessità di imparare l'inglese e così, 800 pound in tasca, ho fatto le valigie e son partito.

Com'è la vita nella city?
Guarda, Londra, se usi un po' il cervello, riesci a imparare cose in tempi così veloci, riesci a migliorare il tuo stile di vita che nemmeno te ne accorgi. Pensa, io mi sono ritrovato dal fare il lavapiatti a lavorare adesso come designer. Ed è stato tutto molto casuale, cioè ho iniziato che facevo durante le pause i disegnini, o locandine col programma delle serate per i posti fuori dove lavoravo. Uno dei capi mi ha notato, e ho iniziato così.

E la musica in tutto ciò? Cerchiamo di costruire un attimo un percorso di chi sei, cosa fai.
Allora, io suono, faccio musica, da quando ero bambino. Punk, rock, basso, chitarra, rappavo, facevo graffiti. Agrigento, quando ero ragazzo io, era molto attiva come città. Poi un giorno ho preso da un amico una versione crackata di Cubase ed ho iniziato a fare i primi beat stupidini. Ho iniziato con la dub, quella più roots, la jamaicana, facendomi chiamare Rah. Sono finito anche dentro la prima compilation dell'Italian Dub Community. Le tracce giravano, erano suonate anche da parecchi pezzi grossi, però per me rimaneva sempre una cosa molto amatoriale. Anche a Londra, la musica è iniziata come qualcosa che mi prendeva bene fare dopo il lavoro, facendomi un cannino, prendendo l'MPD. Adesso è diventata un'ossessione maniacale.

Com'è la tua giornata tipo?
Mi sveglio, cerco di finire un beat che ho iniziato la notte, vado a lavoro, torno a casa, quando non devo beccare la mia ragazza mi butto sulle macchine, se devo trovarmi con lei, torno a casa prendo l'SP e vado da lei, di modo che quando dorme la accendo e inizio a programmarmi due cose. Poi ritorno a casa il giorno dopo e me le riregistro sul computer, editing, cose così.

Smanetti un sacco di notte, ah?
Di brutto. La notte di solito la dedico a HLMNSR404, che è un progetto estremo di puro resampling. Praticamente registri in presa diretta senza alcun metronomo tutto quello che suoni. La limitazione è che puoi al massimo suonare quattro sample alla volta, come i metodi dei vecchi tape recording, e quindi vai traccia su traccia e poi hai il risultato finale. Come i vecchi beat di Madlib, J Dilla. Funziona molto quando trovi quei dischi dove c'è il campione perfetto, che gira a novanta. Tre minuti di loop uguale con sopra tutte le batterie e le sirene.

Ma un rework o un resampling di un pezzo può veramente dare un altro senso alle tracce, o rimane solo lì, fermo, come un esercizio di stile e niente più?
Per me è un bambino che ha comprato un giocattolo nuovo. Non ha un significato vero e proprio. A Londra la chiamano technical discovery. Non ha nulla di profondo, è solo sperimentazione che cerca di sfruttare tutti i limiti della macchina, in questo caso l'SP 404 che è una macchina moderna costruita con una tecnologia del '90. Assieme a questo poi ho anche altri progetti più oscuri, come Byherself, con Iamseife e un nome x. È nato tutto in un pomeriggio che sono venuti a trovarmi a casa a Londra Millelemmi e Dre Love, fumatissimi, eravamo andati a vedere Hudson Mohawke e Dam-Funk e il mattino dopo mi ero messo a fare 'sti beat trap alla cazzo ma non riuscivo a continuarli, li ho girati ad Iamseife che a sua volta poi li ha girati a terzi e sono uscite delle bombe che. Ora c'abbiamo un EP in lavorazione.

Si, va bene, però principalmente ancora mica s'è capito cosa produci.
Per me HLMNSRA suona hop-hip come dice Knxwledge, il ragazzo americano che droppa un EP al minuto. Perchè sono poco hip-hop per gli hiphoppari, troppo hip-hop per chi non è hiphopparo. Però in realtà l'hip-hop è l'unica costante fissa della mia vita. Anche se ho sempre tenuto gli occhi aperti. Ho apprezzato la techno, la drum'n'bass, e penso che HLMNSRA raccoglie in un certo senso queste eredità qui, anche se il metronomo è sempre stato questo maledetto background hip hop.

Quindi la solita trafila di ascolti immagino, dagli Articolo 31 a J Dilla.
(Ride, Nda) Non proprio. Fino ai 21 anni il mio producer preferito è stato DJ Premier, che è uno quadrato come la madonna. Poi come dici te ho scoperto J Dilla, Madlib. E sostanzialmente quella roba lì all'inizio mi ha lasciato spaesato. Perchè sono di quelle cose che non hanno limiti. E quindi hanno mutato proprio il modo di approcciarmi alla musica. E poi ha avuto un sacco di influenza anche il jazz dei vari Duke Ellington, Charles Mingus, Thelonius Monk.


E il dub è diventato nostalgia.
Si, se n'è andato quando ho tolto la h, e sono diventato prima Ra, poi Hellomynameisra e adesso HLMNSRA. Il nome così è venuto dopo una discussione con Patrick dei Casino Royale, che mi ha detto ma tu sei troppo figo per rimanere con un nome così lungo, togli tutto e metti un triangolo alla fine. E in effetti aveva ragione, perchè il mondo in cui viviamo adesso è fatto di trend. Si fa carriera con una foto fatta bene. È tutto filtrato dall'immagine.

Non che prima non lo fosse, però 'sta cosa qui non la trovi limitante?
In realtà giova, e anche un sacco, se riesci a giocare bene su questo fattore, se riesci a mantenere credibilità e onestà. La coerenza no, che di per se è abbastanza limitativa. Ricordo un'intervista de La Pina su Aelle dove parlava proprio di questo, la coerenza per come la intendono molti non può mica esistere, ogni artista è destinato ad evolversi, cambiare, è proprio una questione genetica.

Tu di genetico c'hai questo vizio di caricare di sentimento i pezzi.
È vero. Pensa che a volte ho crisi di panico perchè c'ho la tachicardia mentre produco, perchè mi prendo così tanto sopra i beat. Io non ho mai visto in nulla di quello che faccio qualcosa di tecnico. È tutta una jam, poco editing, niente mixaggio, mastering fatto con un preset. L'ho sempre detto senza alcuna paura, perchè questo è il mio approccio. E rapportarmi con una label mi ha sempre dato ansia perchè io un master come vogliono loro non lo so fare. Adesso ho imparato ad arrivare a un volume accettabile per le label, però non ho una conoscenza tecnica, non ho mai studiato l'approccio al mix di una traccia. Perchè non ne ho mai sentito la necessità.

È più qualcosa che somiglia a uno sfogo.
Esattamente, è lo sfogo delle mie frustrazioni. Forse riconosco che quando la mia frustrazione a livello lavorativo arriva a un livello molto alto, nello stesso tempo inizio a mettere più passione nella musica. Inizialmente la trovavo solo una via di fuga da quello che faccio, adesso sta diventando qualcosa di sempre più grosso. Ma allo stesso tempo ho vissuto senza un soldo e non mollerei tutto per fare musica domani. Perchè senza soldi non riuscirei a comprarmi la schedina di memoria, il jack nuovo.

Da cosa ti fai ispirare?
Guarda, ti dico, la cosa che a me ispira di più è l'amore. Adesso sto con la mia ragazza ma ne abbiamo passate tante, è tutta questa storia è dentro il mio Soundcloud. Se fossi uno bravo con le parole sarei Ghemon.

Come ti approcci al beat?
Ho un negozio di dischi vicino casa, quando passo e trovo quello che mi piace inizio prima a smanettare con la puntina cercando di sentire dov'è il sample che piace a me. Altrimenti parto dalle batterie. Poi amo registrare gli accendini che sbattono sull'SP, i colpi di gomito, le chiusure di borse, qualsiasi cosa faccia rumore. Quando non c'è il sample è perchè qualcuno mi ha prestato la tastiera MIDI.

Quando dobbiamo aspettare prima che ti metta fare il producer per qualcuno?
In realtà prima lo facevo, in coppia con Jason Rader. Adesso ci provo ma in realtà mi chiedono troppo spesso di raddrizzare le batterie, il che snaturerebbe quello che faccio. Ho delle collaborazioni in corso con mc losangelini, che sono i più legati alla scena di Blu, uno che non si preoccupa di rappare sulle robe di Flying Lotus per dire. Piacerebbe anche a me fare questo nell'hip-hop italiano, dare un gusto nuovo ma non ci riesco con tanti. Cioè tanti me lo chiedono, io gli mando i beat e poi mi dicono non è che potresti raddrizzare un attimo le batterie, perchè così proprio non riesco a starci dietro. Alcuni di loro ci sono riusciti e dovrebbero uscire presto delle robe, gente come Don Diegoh, Stokka. E poi soprattutto ci sono in ballo un po' di cose per il disco nuovo di Mecna, che è un altro dei miei preferiti.

In effetti sei freschissimo, non hai ancora pubblicato neanche un EP a nome tuo.
Fresco si, freschissimo no dai, ho pur sempre 27 anni. Il punto è che finora non sono mai riuscito a fare una cosa che fosse organica, avesse un filo logico. Forse è il mio lato maniacale, perchè sono fissato coi dettagli, però se non sono convinto in pieno ho un blocco, non riesco a lanciare il prodotto. Ora finalmente mi sono deciso ed ho pronta la prima release, che esce per Fresh-Yo, che è la realtà più hip-hop che ho trovato per come la intendo io. Hanno una visione trasversale e poi credono nel free download, come me.

Con tutto il rispetto per loro, ma vivi a Londra, perchè non cerchi di ambire anche a qualcos'altro, di più grosso magari?
Ti dico la verità, a Londra ho suonato due volte, in quattro anni che ci vivo. Non ho mai fatto tanto networking, non sono bravo in queste cose. Quello che sto vedendo è che senza una label, sto arrivando comunque in culo al mondo solo con l'aiuto del Soundcloud. Questa necessità di dare all'Inghilterra Ra, che è di Agrigento, non la sento. Io sento l'identità di casa mia. Io voglio coltivare qui qualcosa, fare crescere delle scene. Qui in Sicilia ad esempio ci sono altri venti giovani producer che fanno paura, gente come Dusty, Rudy nme, Kero The Giant.

Chi altro ti piace in Italia?
Tanti, veramente tanti. Gente che stimo più di tutti ti direi Kappah, Railster, Grovekingsley, Godblesscomputers, Lvnar.

Qualche anno fa avevi anche partecipato a "Beat.It", questa compilation che cercava di raccogliere e mappare il meglio della scena abstract italiana. Cosa è rimasto di quella cosa lì, intendo delle radici forti, dei legami reali, oppure siete finiti tutti a fare i cani sciolti?
"Beat.it" è si una realtà collaborativa, di amatori più che di gente che ci campa, ma si, ha creato una scena forte e competitiva al livello mondiale. Cani sciolti manco per scherzo (ride, NdA).

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