Cosmo intervista Immanuel Casto Intervista

Immanuel Casto e CosmoImmanuel Casto e Cosmo
15/10/2012 di Marco Bianchi (Drink To Me)

E di Laura Panerai, della poesia, Battiato e DeAndrè, la satira, le tecniche sessuali più avanguardistiche (Licia Colò e il gerbilling, il filching con la variante snowball). Immanuel Casto è un personaggio da studiare, è il primo musicista italiano su cui il Senato ha aperto un'interrogazione parlamentare (la senatrice Emanuela Baio ha portato in discussione il suo gioco Squillo). Marco dei Drink To Me l'ha intervistato.

Io ti ho conosciuto penso 5-6 anni fa. Un mio amico mi aveva fatto sentire “Sniffate rettali e gocce di piacere”, se non sbaglio. Mi ricordo che mi era piaciuta l'estetica che metteva insieme l'osceno e al tempo stesso qualcosa che aveva dell'altisonante, non so come dirti.
Cavolo, erano proprio agli albori.

Beh i miei amici sono sempre stati alla ricerca di cose abbastanza particolari, diciamo.
Ho capito dei pionieri (ride, NdA). E' vero, già all'epoca nonostante tecnicamente non ci fosse una produzione dietro c'era questo connubio su cui poi ho sviluppato tutta la mia poetica.

Io trovo che nei tuoi pezzi ci sia della poesia, anche quando si va a ritrarre una ragazza che spompina due slavi nei cessi di un autogrill.
Secondo me “Broken girl” è un pezzo estremamente poetico, è veramente un pezzo di poesia post moderna. Ho voluto che la voce femminile lo interpretasse con un un distacco totale, brechtiano direi. Sicuramente non doveva apparire come un troione sfatto, lei si limita a denunciare queste situazioni in cui si trova coinvolta, ne esce il ritratto di una donna, che è una donna intelligente, che si rende conto del suo stato di degrado ma non ha la forza di uscirne. Si ritrova appunto in un preservativo usato o accartocciato, abbandonato ai piedi del suo letto.

"Squillo" chi l'ha inventato?
E' tutta farina del mio sacco, ce l'avevo nel cassetto da anni. L'avevo inventato per mio divertimento personale, all'inizio ambientandolo nel mondo pornografico. Poi un giorno, per scherzo, ne parlo con il mio manager e lui mi ha detto che dovevamo produrlo assolutamente.


Nello spot dici "sono biondo e bellissimo, con un fisico perfetto"... ma a te non viene mai da ridere quando dici o canti certe cose?
Certo che sì, la regola in studio è darsi sempre le spalle: mai incrociare lo sguardo di un altro, se no è la fine, non smetti più di ridere. Ma permettimi di dire una cosa: quel video è veramente una perla. Io che dico: solo perché sono biondo e ho un fisico perfetto posso permettermi di ridicolizzare questi argomenti così seri? Si. Ecco, questo è per prevenire le critiche. Ho messo una cosa talmente stupida da spiazzarli. Eppure qualcuno è riuscito a dire qualcosa di ancora più stupido. Ad esempio, su Adnkronos hanno pubblicato un articolo che definire giornalistico sarebbe un complimento altamente immeritato. Ad un certo punto dell'intervista la giornalista mi ha detto: si, però i contenuti di questo gioco sono obiettivamente osceni. Ho risposto: No, un attimo. È un gioco di satira sociale, se proprio dobbiamo parlare della bontà dei contenuti, proviamo a parlare di giornalismo. Perchè il giornalismo è la dimostrazione che i topoi dell'intrattenimento sono questi: il sesso, la violenza, la prostituzione, il gioco non fa altro che costruirci sopra una satira. In definitiva nell'intervista non hanno pubblicato una sola mia parola, hanno riportato le dichiarazioni di alcune associazioni femministe e hanno concluso estrapolando quella frase dalle spot: Immanuel Casto si difende dicendo, sono biondo e ho un corpo perfetto posso, permettermelo.

Però qualcuno potrebbe dire che gli stessi temi che loro usano per vendere copie, tu li usi per vendere dischi.
C'è un discorso di denuncia implicito in quello che faccio. E poi c'è finzione, nella finzione artistica, come diceva Oscar Wilde, non ha senso esprimere un giudizio. Sull'operato dei giornalisti invece si, loro parlano di realtà, le due cose non sono minimamente confrontabili.

Sei il primo musicista ad essere stato citato in Senato.
L'articolo di Adnkronos, poi è stato riportato sull'Avvenire e titolato “Gioco osceno”. Si parlava di gioco di carte on line accessibile ai minori. E non è vero, anche eludendo il disclaimer iniziale, un bambino potrebbe comprarlo solo con una carta di credito. Ed è un gioco da tavolo, non online. Fa satira con un gusto estremamente cinico, alla "South Park", se volessi fare un riferimento culturale che tutti possono vedere in TV. Nonostante questo la senatrice Baio si è sentita particolarmente offesa e durante una seduta del Senato ha tirato fuori l'argomento Immanuel Casto e il suo gioco Squillo. Come artista mi ha anche lusingato, non credo che nella storia della musica italiana un artista sia stato discusso in Senato; come italiano mi fa vergognare che in Senato, pagati con i soldi pubblici, discutano di giochi di carte. Ad ogni modo ha aperto una raccolta di firme per proibire la vendita del gioco, oscurare il sito e lo spot. A suo parere il gioco incita allo sfruttamento della prostituzione, all'uso di eroina, all'omicidio e al traffico di organi. A mio avviso, o la senatrice non sa di cosa sta parlando e le sue argomentazioni sono basate sul sentito dire, o mente sapendo di mentire.

Di cosa vivi?
Bella domanda, me lo chiedo spesso anche io (ride, NdA). Il mio business musicale si autoproduce, e tu mi dirai: non sarà una grande soddisfazione essere ancora autoprodotti... in realtà lo è, in ambito artistico c'è gente che passa anni e anni...

...a spendere soldi per la propria musica anche se c'è un'etichetta dietro.
Esatto. Il fatto che io abbia già un margine di profitto è per me un motivo d'orgoglio. Poi io reinvesto molto per superare quello che ho appena fatto, invece che sedermi sugli allori cerco sempre di reinvestire i soldi in nuovi progetti. E poi sono un art director, ho diretto diversi spot pubblicitari, ho lavorato per servizi fotografici, quindi diciamo che mi prostituisco e faccio anche per gli altri quello che faccio per me stesso. Sono ulteriori introiti per sbarcare il lunario.

Anche Immanuel Casto sente la crisi.
Ci sono aziende serissime per cui ho lavorato che faticano a saldami le fatture, forse faccio meno fatica io ad andare a cantare "Broken Girl" dal vivo, riscuotere il mio cachet, vendere Squillo, che non lavorare in un call center.

In un'intervista ti sei definito un candido giglio sbocciato in un vaso di feccia.
Era un riferimento al mio contesto culturale, io sono nato in un paese nella provincia di Bergamo, poi mi sono spostato a Bergamo città, che è la base della Lega. Parliamo di un contesto culturale davvero bassissimo, stiamo parlando davvero della morte dell'ispirazione artistica.

Come gran parte delle province.
Si, ma una provincia del centro, una provincia emiliana, la provincia toscana, nella graduatoria del male, sono meglio di una provincia veneta o bergamasca. Nell'estremo nord c'è la vera feccia.

Stando alla tua biografia arrivi dal teatro
Come per la maggior parte delle persone che hanno passione per l'ambiente dello spettacolo, anche io ho iniziato facendo teatro. Nella mia musica c'è una forte componente rappresentativa, "Adult Music" è un po' barocco, ma secondo me è adatto a i nostri tempi, c'è tutta una rappresentatazione di un universo valoriale. Non necessariamente sono valori positivi o condivisibili, però ci sono tutti. Io interpreto solo un personaggio.

Ultimamente ho ragionato molto sull'idea di bellezza. Sono sempre più convinto che sia oltre l'armonia, l'equilibrio. C'entra con il dolore, con la bruttezza, con lo sporcarsi le mani. Capisco che non sia un pensiero molto orginale per l'Occidente, tu che ne pensi?
Per quanto possa non essere un pensiero completamente originale, lo trovo un pensiero estremamente acuto. Ci sarà un motivo se nella storia dell'umanità nessuno abbia trovato una definizione univoca, soddisfacente, di arte. Evidentemente non si può dare, lo stesso vale per la poesia, è possibile trovare una definizione univoca che metta d'accordo tutti per definire cosa è poesia e cosa non lo è, si può dare solo un'interpretazione soggettiva ma questo è secondo me è uno degli aspetti più interessanti dell'arte. E io non potrei che essere d'accordo con te se dici che la vera poesia sta nella verità, sta nella sozzura. Siamo tutti capaci di dire: guardo treni che partono in lontananza su binari che non percorrerò mai. Con immagini di questo tipo, grazie, siamo tutti poeti. Ma parlami, al posto di treni in lontananza, parlami di frecce rosse con condivisioni in quarta classe, quella è la vera sfida. Se riesci a fare una poesia con delle immagini e dei contenuti realmente contemporanei, allora il risultato diventa realmente valido, contiene qualcosa di veramente vibrante. Ad esempio, il tipo di poesia edulcorata che ti ho citato prima è la versione artistica della signora che a casa dipinge le tazzine, nessuno ha il diritto di dire che quella non è arte, però insomma, ti coinvolge fino ad un certo punto.

Abbiamo parlato poco di musica: come nasce una tua canzone? Quali sono i tuoi riferimenti musicali?
Allora, Immanuel Casto è una società. Di solito io ho un'idea, sul testo oppure qualche breve cenno di linee melodiche, la passo al mio partner Stefano Maggiore che si occupa di tutta la parte musicale. Insieme creiamo dei demo che poi diamo ad un producer esterno e questo gli rifà un po' il look. Amo molto la musica anni 80, anni 70, un po' di dance commerciale e l'elettronica. Senza fare nessun paragone qualitativo, ogni tanto mi ritrovo in qualcosa di Battiato o di De André. De André ai tempi faceva musica popolare, se De André avesse fatto musica pop dance...

Conosci l'underground italiano?
Lo conosco poco, ti parlerei del passato, di Ivan Graziani... Sui gruppi di oggi, devo ammetterlo, sono ignorante.

Visto che più di una volta sei stato inviatato in tv come esperto, ho una domanda da farti: quali sono le pratiche sessuali che ritieni più avanguardistiche?
La triste verità è una: le pratiche sessuali esotiche ci divertono tanto, ma alla fine si fanno sempre quelle solite due cose. Se però vogliamo abbandonarci alle pratiche più avanguardistiche, una di quelle che fa più discutere è il filching: consiste nel suggere l'eiaculato dallo sfintere in questione, che può essere la vagina piuttosto che l'ano. C'è una variante snowball che prevede il passarsi di bocca in bocca il succo. Un'altra pratica, per cui si mobilitò anche Licia Colò, ma che è al limite della fantascienza è il gerbilling. La pratica che prevedrebbe (perché per me affonda un po' nel mito) l'inserimento di un piccolo roditore nella vagina della propria amante. Roditore che, a causa degli spasmi inizia a contrarsi con delle convulsioni causando grandissimo piacere. Su Wikipedia si dice che una leggenda metropolitana afferma che cultore di questa pratica sia Richard Gere. In "Broken girl" canto "dopo un pissing party e l'ennesimo gerbilling" e lei urla "no, basta criceti!".

Giusto per togliermi una curiosità, ma Laura Panerai (pornostar che ha partecipato al video "Che bella la cappella" di Immanuel Casto, NdR) è davvero fuori di testa?
Lo è. Vorrei avere qualche aneddoto divertente su di lei, ma purtroppo è una ragazza con un problema di ritardo mentale. Nel video fatto insieme doveva interagire, ma è ingestibile. È anche carina come persona, ma non posso dire altrimenti. Quel "voglio sborra" tratto dal suo primo provino porno rimarrà nella storia, ripetuto così tante volte, quasi fosse una tautologia, potrebbe anche essere definita anafora se ci pensi. Ha un preciso valore narrativo, che esprime questo sentimento di amore universale di origine sessantottina, che parla di questa voglia di dare e ricevere parti del corpo umano con una generosità che forse si è un po' smarrita nella nostra era.

Chiudiamo alla vecchia maniera: progetti per il futuro?
Ho partecipato a diversi festival con un cortometraggio girato da me, "A Wonderful Life", in rete trovi il trailer. Sono arrivato in finale a tre festival: uno so già che non l'ho vinto, gli altri due devono ancora annunciare i vincitori. E' un progetto molto diverso, molto serio, molto drammatico, al contrario del resto della mia produzione, che tende spesso alla goliardia. Poi c'è un album in lavorazione di cui ti posso rivelare il titolo in anteprima, “Freak and Chic”, uscirà in primavera e sarà seguito da un tour.

Tag: intervista

Pagine: Immanuel Casto Cosmo

Commenti (9)

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  • Satanasso 18/10/2012 ore 08:46 @Satanasso

    Peccato che Soldati è Soldati, e Blasetti è Blasetti... tautologico ma tant'è.

  • Laura Panerai 21/10/2012 ore 17:16 @LauraPanerai

    Se c'è un ritardato mentale quello sei tu, caro Immanuel Casto; prima di riportare il mio nome sciacquati la bocca e vergognati.
    Ah dimenticavo dopo i video fatti con me mi sembra che il tuo successo sia molto diminuito.

  • Cesar P. 21/10/2012 ore 21:46 @cesareparmiggiani

    Giovanni Continanza

    Oltre a come ti ha risposto satanasso, dipende anche dai contenuti...

  • Giovanni Continanza 22/10/2012 ore 00:52 @nickwire

    Ragazzi, ma io mica dico che deve essere cultura altissima!
    Per fortuna esistono le sfumature: i contenuti ci sono, e Casto è musicalmente quello che Blasetti fu cinematograficamente nel 1958 con Europa di Notte, iperealismo e critica al moralismo: siete sicuramente abbastanza colti per cogliere il parallelismo, inutile che spendo battute.
    Oh, giusto per puntualizzare il concetto....

  • Cesar P. 22/10/2012 ore 03:14 @cesareparmiggiani

    Giovanni Continanza

    Erano personaggi e tempi diversi, non si può metterli a confronto.

    Personalmente nell'intervista non ho letto niente di particolarmente interessante, nessuno spunto su cui riflettere. E non è questione di cultura altissima.

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