Crookers - Che cos'è un dj? Intervista

Crookers al festival Tomorrowland - crookers djsetCrookers al festival Tomorrowland - crookers djset
08/10/2015 di

Continua la nostra serie di interviste basate su un'unica domanda: che cos'è un dj? Risponde Crookers.

Partirei dalla fidget house di cui Crookers è stato ambasciatore nel mondo insieme a nomi inglesi come Switch, Sinden e Hervè... Di quella nuova ondata di musica da club è rimasto ben poco.
Si è trattato di una bella bolla che alla fine è esplosa. Chi è stato veloce a cambiare direzione è sopravvissuto, altri invece ci sono rimasti sotto. Vedi proprio Sinden che ad un certo punto sembrava dover fare tutto lui e invece non gli è andata molto bene... Ora c'è questo tizio che fa i dj set vestito da prete e suona questa cosa che chiamano future house che ha un po' quel piglio lì... Tchami si chiama. Io francamente non ho proprio il tempo di occuparmi della cosa! (Ride, NdA)

Tu ora che cosa stai producendo? Che cosa suoni ai tuoi dj set?
Per quanto riguarda i dj set dipende. Se suono ai festival so che la gente viene lì per via del nome Crookers e quindi metto molti classici come “Day 'n' Night”, il remix di Chemical Brothers e via dicendo. In altre situazioni metto house con molto groove, da party un po' adulto se vuoi, che è anche il tipo di sound sul quale mi sto concentrando in studio come Crookers. Vocals un po' R&B, moderni, nessuna pausa, pochissimi strati di suono... Voglio far muovere i culi, basta con il pogo che mi sono succhiato in alcuni dj set! Che poi davvero quando ho cominciato a vedere la gente pogare mi sono chiesto “Ma che cazzo sta succedendo?”…
Eh sì, ma perché quelli sono stati un po' gli inizi della cosa. Poi il tutto ha preso una piega scherzosa e all'inizio stai dietro allo scherzo, poi ti rendi conto che diventa persino peggio dell'EDM e allora quello è il momento di volgerti altrove. Ora secondo me si intravede un po' lo spazio per andare a fare dei set che siano un po' più intelligenti. Il fatto che ci sia talmente tanta gente che sembra voglia prendere in giro il pubblico - sia per la musica che mette che per come la mette - sta creando degli spazi per proporre delle alternative, sempre all'interno della musica da club. Non ti dico di mettere solo Jazzanova, però neanche le cose caciarose che attirano gli undicenni. Ci sta, ormai stiamo diventando vecchi! (Ride, NdA)

I festival hanno aiutato molto ad arrivare allo scenario attuale: hanno sottratto la parola 'club' all'espressione 'club culture'. Ma forse anche sulla 'culture' ci sarebbe da dire...
Guarda, io quando ho fatto il primo festival ero un po' spaesato. Meglio: mi sentivo un po' un coglione a stare sul palco. Soprattutto se arrivi da un retroterra come il mio, abituato a suonare in club o in posti che hanno una dimensione da club, non importa che si tratti di una warehouse o che altro… Credo che manchi la consapevolezza di che tipo di musica stai ascoltando e di dove dovrebbe essere fruita. Lì ovviamente c'entra la speculazione di chi dice «Bella lì, ora metto i dj perché fanno venire la gente», e allora per forza che la musica da club diventa quella della palestra, per forza che esiste l'EDM, che è proprio la musica del festival: tutta uguale, sai già che cosa succede… È un po' come andare ad un festival di musica di Michael Jackson dove mettono sempre le stesse canzoni in loop: ovvio che la gente se la canta e se la balla, perché conosce già tutto!

Tornando al discorso fidget house, c'è da dire che in una prospettiva italiana è servita a dare un po' una svecchiata al mondo dei club nostrani dove spesso erano sempre e solo gli stessi dj a suonare.
Beh ma quello è normale no? Dico, quando arrivi ad un certo livello e guadagni determinati soldi, chiaro che ti dici «Col cavolo che me la faccio scappare!», e allora ti ingegni per rimanere nel giro. Si tratta di lavoro e sappiamo quanto sia difficile mollare la cadrega, che ti piaccia o meno quello che fai… A meno che uno non arrivi al punto da non riuscire nemmeno a prendere un aereo, allora devi mollare per forza.

Quando si arriva a fare anche centinaia di date l'anno però è difficile mantenere sempre l'entusiasmo per quello che si fa.
Mi ricordo che una volta, saranno stati ormai quattro anni fa, Tiga mi ha detto: «Puoi fare anche duecento serate l'anno, alla fine saranno solo due o tre quelle davvero perfette che ti danno la spinta, l'onda lunga, per fare anche quelle storte». Per fortuna di gente interessata alla musica ce n'è tanta, gente che con il suo feedback ti fa dire «Che figata fare 'sta roba qui».

Come ascoltatore, che cosa ti sta facendo dire «che figata questa roba qui»?
Guarda, io sono emozionato come se fosse il 1994. Te lo giuro. Sento il disco di Joey Bada$$, o quello di Prhyme, e mi sento prendere proprio alle budella. Non so se è perché si tratta del tipo di musica con la quale sono cresciuto, ma a me questo ritorno dell'hip hop in stile Golden Age mi sta facendo tornare voglia di scratchare, di fare tutta una serie di cose che era da un pezzo che non prendevo in considerazione. Poi ci sarebbe da fare un discorso a lato su come ormai prevalga la tecnica nella produzione musicale. Spesso mi sono chiesto: ma da quand'è che siamo così ossessionati da come suona la musica e non da che cosa c'è dentro? La bella canzone è bella anche se non suona bene, la brutta canzone è bella solo se suona bene. La brutta canzone che non ha nulla di interessante dentro ti fa fare «Wow!» se suona bene, però l'effetto svanisce presto.
Se è musica di merda, pure se è tecnicamente valida la gente non tornerà ad ascoltarla, questo è il punto. Da Skrillex in poi sembra tutto prodotto nello stesso modo, che se non hai 100 layer di suoni non è figo: a me quella roba lì ha un po' rotto le palle. Poi, detta tutta, è pure diventato facile farla quella musica! È molto più complicato avere gusto nel fare musica: e quello purtroppo nei tutorial su Youtube non te lo insegnano!

Il discorso del gusto musicale si applica facilmente anche ai dj set: ora che con la funzione 'Sync' dei software per il djing non è più necessario concentrarsi sul mettere a tempo due brani, dovrebbe prevalere l'attenzione sulla selezione musicale, sulla costruzione di una narrazione sonora.
Io ho provato una volta per sbaglio ad usare la funzione 'Sync' perché mi sono ritrovato in console con un tipo prima di me che la stava usando e devo dire che mi sono trovato malissimo: mi faceva mixare i pezzi in maniera sbagliata, per questo gli ho detto subito «Toglimela perché non ci sto capendo un cazzo!»… Io vengo dal djing di matrice hip hop, poi da giovane a causa di un incidente alla mano mi sono ritrovato mio malgrado a non poter scratchare più perché mi faceva malissimo ed è stata una vera sofferenza… Ora, come ti dicevo, sto ricominciando, anche su consiglio di DJ Craze che mi ha detto «Provaci, se hai passione devi ricominciare». E così sto facendo infatti.
Tornando al discorso della selezione musicale, ti posso dire che secondo me è una cosa di cui la gente si accorge: la personalità di un dj è fatta da quello che mette e questa cosa non finirà mai, secondo me. Il dj sarà sempre quello che si fa lo sbattimento di fare ricerca musicale per te che lo vai ad ascoltare, che vai a ballare. La passione spropositata per la musica è il primo movente di un dj. Poi c'è anche la questione tecnica, e infatti personalmente mi appassiono ai dj che ci mettono anche la tecnica.

Se dovessi rispondere allora alla domanda secca «che cos'è un dj?» come risponderesti?
Il dj non è quello che stanno cercando di venderci. Per me un dj è gusto, passione, tecnica, ricerca, capacità di tenere l'interesse del pubblico facendo la tua cosa. Quello che invece stanno cercando di venderci è una trovata, un 'gimmick' come dicono gli inglesi: è una cosa più vicina al cabaret, secondo me. E stanno cercando di convincerci che quella cosa sia una figata… La vita da superstar, la Bugatti, i jet privati ecc. Che poi la foto con il jet privato l'ho fatta anche io: che cazzo, fa ridere! (Ride, NdA) Per riassumerti insomma: oggi ci sono i dj che vanno molto bene perché sono molto belli, ci sono i dj che vanno molto bene perché hanno delle strutture alle spalle che lavorano bene, e poi ci sono i dj che vanno bene perché sono davvero bravi a fare i dj!

Tag: che cos'è un dj?

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