Spiritual Front - Cuore di tenebra, 02-12-2010 Intervista

02/12/2010 di

Dopo quattro anni di silenzio tornano gli Spiritual Front. Quello che è, a tutti gli effetti, uno dei gruppi dark più interessanti d'Italia. Hanno da poco pubblicato "Rotten Roma Casinò", ulteriore evoluzione del loro suono e della loro poetica: sfumature pop, provocazioni a sfondo sessuale, la consueta aurea cineamografica. Andrea La Placa ha intervistato Simone Salvatori.



Un disco a suo modo coraggioso. Il vostro nuovo album, "Rotten Roma Casino", segna una marcata evoluzione stilistica rispetto allo scorso "Armageddon Gigolò". Le scure ballate di passione che tanto successo vi hanno portato si sono come aperte e risultano decisamente più vitali e pop, perlomeno in musica. Questo disco sembra reclamare una propria identità, si prende i propri spazi e segue la propria strada. Qualcosa è cambiato dall'ultima volta?
Spiritual Front: Credo che lo spirito che anima Spiritual Front sia lo stesso di sempre. Abbiamo solo imparato a gestire meglio le nostre risorse, a curare di più i dettagli, a spendere maggior attenzione riguardo la produzione. Sono passati quasi 5 anni da "Armageddon Gigolò", è cambiata la line up, sono cambiate le nostre anime, forse più corrotte, forse più purificate. "Rotten Roma Casino" è certamente più pop in termini di sound, quello è innegabile, ma pop perché è diretto, parla con il cuore ed al cuore, e sì, certamente più vitale, deflagrante quanto crudele. C'è il conflitto interiore, una propria identità conquistata ma anche sofferta.

"Rotten Roma Casino", forse proprio perché prodotto ed arrangiato con molta cura, ha avuto una gestazione travagliata. Quanto tempo ha richiesto la sua realizzazione e quali sono stati i problemi che avete incontrato?
Spiritual Front: Certamente posso dirti che non siamo il gruppo più prolifico della storia del rock! In realtà finimmo il disco due anni fa, ma non soddisfatti dal risultato finale buttammo tutto, suscitando le ire dell'etichetta e del nostro manager. Ci accusarono di essere menefreghisti e non rispettare i tempi discografici, ma francamente ce ne sbattemmo. Meglio aspettare e fare qualcosa di cui sei soddisfatto che soddisfare le leggi infami del marketing. Cambi di line up, cambi di studio, diatribe interne, molte cose hanno giocato contro di noi, ma alla fine siamo qua, più decisi che mai.

"Darkroom friendship", la canzone più catchy e pop tra tutte, la più diversa, apre il disco ed è il primo singolo estratto. Come è nato e cresciuto il brano? Come si è guadagnato lo status di portabandiera?
Spiritual Front: Devo dirti che quel brano ha suscitato non poche polemiche, è un brano rischioso se lo valuti in termini di dark sounds, ottimo se vuoi approcciare un pubblico diciamo normale… i vecchi fans, probabilmente influenzati dal videoclip, hanno storto il naso, accusandoci di essere dei traditori e cazzate del genere, ignorando che "Darkroom friendship" non si scosta di tanto da "Armageddon gigolò", visto che è un pezzo composto poco dopo quel disco, mentre abbiamo guadagnato molti consensi tra quelli meno duri d'orecchi. L'ho scelto come portabandiera perché volevo spiazzare la scena, e visti i risultati ci sono riuscito… forse anche troppo; volevo qualcosa che smuovesse le menti stantie di chi gravita nella scena oscura, di chi vuole tutto come sta, di chi ha paura dei cambiamenti, esteriori ed interiori. L'immobilità è un sintomo del male.

Anche questa volta vi siete avvalsi della partecipazione del quartetto d'archi di Morricone. Ed ancora sono le fascinazioni western, il tango, le colonne sonore, ed a tratti le ballate alcoliche e dannate ad illuminare i vostri pezzi. Come mai Spiritual Front trova in uno stile così crudo e barocco, lascivo e curato la sua dimensione?
Spiritual Front: Perché rispecchia la mia personalità, la mia vita… ma allo stesso tempo rispecchia la vita di ogni uomo con le sue contraddizioni, le sue sconfitte, la sue aspettative, gioia e dolore, peccato e santità. Abbiamo voluto creare una sorta di colonna sonora di questo frammento di vita. Riguardo al quartetto posso dirti che lo abbiamo voluto ancora per rimarcare il nostro amore e la nostra devozione, se pur in maniera lontana, forse solo un richiamo, alla musica di Morricone.

Tying Tiffany, Tomas Pettersson, Sonja Kraushofer ed Antonia Plastique. Potete raccontarci la storia dietro queste collaborazioni?
Spiritual Front: Sono artisti che stimiamo, e se pur in maniera diversa, vicini a noi ed al nostro spirito, persone amorevoli e gentili, il che vale molto di più delle capacità professionali; se uno è stronzo tutto il talento vola via…

Il cinema è costantemente omaggiato nella vostra opera, dalle musiche ai titoli. Cosa lo rende una fonte per voi così particolare e centrale?
Spiritual Front: Il cinema offre, più di ogni altra forma d'arte, una somiglianza con la vita impressionante, sa raccontare la vita e l'uomo in maniera dettagliata ed intensa, credo che sia un mezzo fondamentale con cui lasciare una traccia di noi, intendo noi come esseri umani pensanti, nel bene e nel male. Il cinema mi ispira costantemente, mi offre la possibilità di pensare, di vedere, di sentire cose che altrimenti ignorerei, è uno stimolo fondamentale.

L'edizione limitata del disco è accompagnata da un DVD in cui, oltre ad un piccola presentazione dell'album ed ai video realizzati, avete incluso tre letture di pezzi di Pasolini, Majakovskij e Pavese. Cosa vi ha fatto scegliere ognuno? E cosa vi ha portato a renderli in video a quel modo?
Spiritual Front: Nessuna velleità intellettualistica, sono stati scelti perché credo si sposino perfettamente con i contenuti di Spiritual Front, ed allo stesso tempo omaggiano degli artisti che amiamo. La lettura di quei testi e la recitazione del nano vanno a braccetto. Sono soddisfatto di come siano usciti fuori, c'è del grottesco, del sensuale, del macabro, mi piacciono davvero.

Roma deve essere una città ricca di suggestioni in cui crescere, tra simboli forti e volgarità quotidiane. Il progetto Spiritual Front cosa deve a Roma?
Spiritual Front: Hai detto bene: tra simboli forti e volgarità quotidiane! Roma è una città volgare e prepotente, ma allo stesso tempo affascinate e seducente, un luogo che ci ha ispirato molto, la nostra città fa parte della nostra musica. Non credo che Spiritual Front sarebbe la stessa band se fosse vissuta altrove. Pensa a quei film, diversi tra loro ma che ti hanno raccontato tanto di Roma, dal drammatico alla commedia, come "Mamma Roma", "Poveri ma belli", "La dolce vita", "Amore tossico", "Ferie d'Agosto", "Trastevere", "Accattone", "Roma", "L'imperatore di Roma". È una città che offre tante sfumature, tante ricette mortali, meccanismi a cui non possiamo sottrarci.

Ed il sesso, se mai uno solo, che ruolo ha nella vostra poetica?
Spiritual Front: Conta tantissimo, ma privo di quelle etichette come etero, gay, lesbo etc… La sessualità va vissuta nella sua interezza, per una volta dovremmo privarci di maschere, uscire da quei sentieri tracciati per noi dalla religione, dalle istituzioni, da quelli che vogliono regolare anche i nostri comportamenti sessuali, da quelli che vogliono scegliere per noi cosa o come amare. Il sesso è un tema importante in quanto piacevole condanna, è la forma di schiavitù naturale e accessibile a tutti.

Hai dichiarato in passato che la dimensione live, originariamente neanche cercata, ha assunto un ruolo importante nella vita del gruppo, per la sua fisicità e la sua immediatezza. Il suonare dal vivo come ha fatto evolvere lo stile degli Spiritual Front?
Spiritual Front: È stato come iniziare una nuova vita, come rigenerare e rigenerarsi. Suonare live ti fa capire molte cose, molte più di quanto il lavoro in studio possa darti o consigliarti. Il live ti dà il resoconto effettivo di quello che sei, di come ti poni, di come la gente ti percepisce. Credo che là si veda il valore dell'artista. Sono per i pochi fronzoli, per i pochi trucchi, la canzone è la cosa che viene per prima, la seduzione della musica prima del make-up, prima dei vestiti, prima di tutte le altre stronzate. Se sai emozionare lo fai con le canzoni, poi con il resto.

Avete già iniziato il tour per il nuovo disco. Come vi sembra l'accoglienza? Vi sono delle tappe che attendete con particolare attenzione?
Spiritual Front: Abbiamo delle date da fissare ed altre in programma. Devo dire che abbiamo sempre un attenzione costante nei nostri confronti, almeno fino ad adesso, speriamo che duri…

Quali sono le vostre considerazioni personali sulla strada fatta?
Spiritual Front: Cercare di imparare dagli errori e mettercela tutta… come in tutte le cose della vita. Essere autentici paga, mettere se stessi nelle cose che fai vale più di ogni trucco, di ogni moda, di ogni menzogna.

Auspici particolari per il futuro?
Spiritual Front : Lavorare sodo… o almeno provarci.

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