La finale dell’edizione 2025 di Musica da Bere, andata in scena l’11 ottobre, ha visto la Giuria Live del contest — composta dai rappresentanti dei live club e dei festival parte della Rete MdB — decretare la vittoria di Dalila Kayros. Artista eclettica di Cagliari, ha conquistato la giuria con una proposta unica, capace di coniugare l’elettronica a voci ancestrali che affondano le radici nella terra. Noi abbiamo avuto la fortuna di scambiare quattro chiacchiere con lei, per approfondire il suo percorso e le emozioni di questa vittoria.
Com’è nata la tua partecipazione a Musica da Bere e cosa ti ha spinto a iscriverti al contest?
La partecipazione al contest è nata perché ero alla ricerca di call per festival a cui presentare il progetto, e così ho scoperto Musica da Bere. Ho approfondito attraverso i vari canali e sono stata subito attratta dal modo in cui veniva presentato l’evento e dalla qualità delle artiste e degli artisti che hanno partecipato alle edizioni precedenti.
Durante la gara, qual è stato il momento più emozionante o memorabile per te?
Sicuramente quello sul palco, durante la performance. Sentivo quella particolare vibrazione che accade quando la concentrazione è massima. L’ascolto sul palco era perfetto e si è creata una bellissima connessione con il pubblico.

Come hai preparato la performance finale? C’è stato un momento specifico in cui hai capito che avresti potuto davvero vincere?
Abbiamo passato molto tempo in studio a curare la performance, con l’obiettivo di connettere i primi tre brani del disco Khthonie in una suite di 15 minuti (il tempo previsto per l’esibizione al MDB), per rappresentare un susseguirsi di emozioni diverse che si integrano in un unico corpo. Abbiamo portato sul palco lo spirito del concept dell’album: l’utopia di una terra senza confini, in cui gli opposti dialogano in armonia.
Non c’è stato un momento preciso in cui ho pensato di poter vincere, ma ho accolto con gratitudine tutto il calore delle persone che, dopo la performance, si sono avvicinate per parlarmi. Questo mi ha fatto capire che siamo riuscitə a trasmettere l’energia e la forza che avevamo sul palco, e questo mi ha resa davvero felice.
Quali sono le tue principali influenze musicali e come si riflettono nel tuo stile artistico?
Le mie principali influenze sono i suoni e i rumori del mondo che mi circonda. Tra quelle musicali, che potrebbero riassumere una lista chilometrica, ci sono Mysteries of the Macabre di György Ligeti cantata e diretta da Barbara Hannigan, Diamanda Galás e i Portishead per me; mentre per Danilo, Autechre, Godspeed You! Black Emperor e i Pan Sonic.
Questo insieme di influenze si riflette in una combinazione quasi surreale: una voce che unisce timbri estremi, dal suono soffice e arioso agli acuti portati allo stremo, fino a sonorità più dure e graffiate, accompagnate da un’elettronica organica, materica e viva. Il risultato ricorda i cyborg di Blade Runner: corpi meccanici dotati di coscienza, alla ricerca di un’anima.
Da vincitrice del contest, quali opportunità pensi che questa vittoria possa aprirti?
Sicuramente la possibilità di suonare in festival e club in cui non mi sono ancora esibita, oltre all’opportunità di ampliare il team con professionisti che possano lavorare con noi alla crescita del progetto.
Cosa ti aspetti o quali progetti hai già in programma per il prossimo futuro dopo questa vittoria?
Continuare a fare musica e aumentare la qualità del lavoro. Nel prossimo futuro sono previste nuove produzioni musicali a cui stiamo lavorando, oltre a una nuova ricerca che unisce musica e psicologia per la mia tesi magistrale, di cui parlerò più avanti. Più che avere aspettative, sento una forte motivazione a portare avanti il progetto e ad amplificare il più possibile una voce che nasce dalle periferie dell’isola e attraversa i mari.
Hai collaboratori (musicisti, produttori, autori) con cui hai lavorato per i brani che ti hanno fatto vincere? Com’è stata l’esperienza?
Collaboro con Danilo Casti, con cui compongo, produco e suono dal 2020. Testi e concept sono curati da me. I brani che abbiamo portato al MDB, tratti dall’album Khthonie (2025), sono nati in parte sul palco durante i tour precedenti (2022–2024) e in parte durante sessioni in studio, in cui abbiamo scelto di lasciar andare le sovrastrutture e far emergere ciò che tremava nelle viscere. È stata una delle esperienze più belle, perché ho trovato una maniera viva e autentica di comporre.
Che consiglio daresti a chi ha intenzione di iscriversi al Musica da Bere negli anni successivi?
Fate ciò che sentite davvero autentico.
Guardando indietro, c’è qualcosa che cambieresti o rifaresti diversamente nella tua partecipazione al contest?
In realtà è andata molto bene: abbiamo conosciuto tante persone nuove, ci siamo divertitə sul palco, siamo tornatə a casa con la scatola del merch vuota e abbiamo ricevuto un bellissimo premio. Non posso che dire grazie!
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L'articolo Dalila Kayros tra suono, visioni e utopia: la vittoria a Musica da Bere di Redazione è apparso su Rockit.it il 2025-11-12 08:33:00
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