intervista

DARRN: "La nostra musica animalesca nasce in una cameretta"

"Chimica" è il loro secondo EP, in cui brillano anche le stelle di Venerus e Gemitaiz: abbiamo incontrato i tre ragazzi di Roma che giocano con l'elettronica, i synth e l'italiano
05/12/2019 16:09

Ad inizio del 2019 uscì YODEL come risultato di un nuovo progetto che incrociava più strade dentro un unico centro nevralgico, dietro quelle teste di animali che mascheravano i loro volti c'erano infatti due producer e un cantante sotto un unico nome, DARRN. Qualche mese dopo è stata la volta di MUSICA DA CAMERA, la stessa in cui nascono i loro pezzi, e da una piccola miccia che era stata accesa Dario, Dennis e Cristian con le quattro tracce racchiuse dentro questo primo EP, hanno inziato a fare sul serio, giocando con la techno, l'urban, i synth e le produzioni elettroniche, ma cantando in italiano.

A quasi sei mesi di distanza il progetto dei tre ragazzi romani sta prendendo sempre più forma: esce oggi a mezzanotte il loro secondo EP firmato Asian Fake dal titolo CHIMICA. Anticipato dal singolo ABRA insieme a Venerus e con all'interno un featuring insieme a Gemitaiz: "Con Davide siamo amici, siamo delle stessa zona e una sera davanti ad una birra ci siamo detti -ma quando lo facciamo un pezzo insieme?-".   

Li abbiamo incontrati qualche giorno fa, poche ore prima che salissero sul palco dei Magazzini Generali, seduti davanti ad una birra sui Navigli, e ci hanno raccontato le cose che sono cambiate e quelle che rimangono ancora ad oggi immutate: prima tra tutte la voglia matta di fare musica, insieme. 

 darrn

Insomma, come state? 

Bene, molto bene. Siamo carichi. 

Ho letto che "ABRA" con Venerus è un brano a cui siete molto affezionati, uno dei vostri preferiti.

La struttura del pezzo e il beat purtroppo l'abbiamo fatta senza di lui, in quel periodo Vinny era super preso con il tour ed era parecchio impegnato era praticamente impossibile metterci a lavorare insieme sul pezzo. Qualche mese fa gli abbiamo inviato 4, 5 beat e lui ha scelto proprio quello di Abra, che era il nostro preferito; ci ha girato la sua strofa pochi giorni prima di consegnare il pezzo finito e ha funzionato tutto a meraviglia. 

A luglio nell'ultima intervista che vi abbiamo fatto vi avevamo chiesto dove vi sareste visti tra 6 mesi e voi ci avete risposto "sicuramente con nuova musica". I mesi son passati e la promessa l'avete mantenuta alla lettera, a breve arriva il nuovo EP. 

(ridono ndr) Dai delle informazioni a nostro favore allora! Noi i pezzi ce li abbiamo sempre avuti, erano lì, semplicemente non avevamo le piattaforme dove tirarli fuori. Una volta che abbiamo incontrato Asian Fake è venuto tutto molto naturale, piano piano, a piccoli passi. Ci siamo presi il nostro tempo anche per renderlo il più bello possibile per noi. Lavoriamo in una cameretta, è un approccio di lavoro molto più graduale. 

Giusto definirvi un collettivo? 

Non ancora no, siamo un unicum. Facciamo musica per ora, quando intendiamo un collettivo pensiamo ad un gruppo composto da più figure che fanno cose diverse. In un gruppo o una band ognuno porta in scena il proprio ruolo, noi invece per quanto due di noi siano produttori e uno la penna ci buttiamo a vicenda nei campi degli altri, siamo connessi su tutti i livelli delle cose che facciamo. Ognuno di noi porta il proprio contributo sia sulla produzione che sulla scrittura dei pezzi. Si cerca di fare quello che piace un po' a tutti. 

Potrebbe esistere il progetto DARRN senza una tipologia di grafica come quella che avete presentato fino ad ora? 

Assolutamente sì. Noi ci siamo affidati a Giacomo (ndr:gli artwork dei DARRN sono di Giacomo Carmagnola) nel periodo in cui stavamo nascendo; a posteriori ti possiamo dire che potremmo impaginare anche noi quello che facciamo, il fatto che ci sia stato Giacomo e che lui è un fenomeno è un altro discorso. Il contributo di Giacomo è un plus al progetto bellissimo, ma non lo limita. 

Le teste di animali ve le siete levate ora, ma come mai all'inizio ve le siete messe? 

Noi siamo animaleschi quando facciamo musica, non nel senso aggressivo del termine chiaramente ma nella modalità. Siamo molto istintivi nel fare musica, come ci viene, partendo da un mood. Non ci siamo mai messi a tavolino, siamo sempre partiti dalle nostre sensazioni o stati d'animo di quel momento preciso. Ci basiamo molto sull'improvvisazione, poi magari un giorno diventeremo più focused, chissà. Le teste di animali rappresentavano la nostra istinitività, il nostro scrivere musica viene da un concetto di naturalezza, noi siamo 100% DARRN quando facciamo musica. 

Cosa ascoltano i DARRN? 

Frank Ocean, James Blake e The Weeknd, i primi tre nomi in assoluto. 

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L'articolo DARRN: "La nostra musica animalesca nasce in una cameretta" di Chiara Lauretani è apparso su Rockit.it il 05/12/2019 16:09

Tag: disco

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