Skiantos - Darsena - Castiglion del Lago, 27-08-2002 Intervista

07/09/2002 di Simona Cortona

Imperdibile lo spettacolo di sabato 17 agosto alla Darsena di Castiglion del lago. Scioccante per i neofiti degli Skiantos, ma memorabile per quel pubblico che da 25 anni li segue e fa parte del loro “pubblico di merda”. Nel caso degli Skiantos la definizione di “duri a morire” si può considerare spesa bene e serve indubbiamente a definire i membri di una band che ha percorso, remando sempre controcorrente, oltre vent'anni di storia della musica e della kultura italiana. Roberto Freak Antoni, la voce degli Skiantos è da sempre il solito “corrosivo poeta metropolitano”. Le sue battute dal palco: “date agli Skiantos un vitalizio e si toglieranno di mezzo”, “ringraziamo la USL 27 di Bologna che con tanto amore ci ha curati”, “gli Skiantos promuovono lo scaccolamento come disciplina: liberate le caccole dal naso” e le sue numerose magliette: “sono positivo, sono un fenomeno, odio il brodo, sei fuori, ex bambino prodigio, bevo solo quando guido…”, tutte rigorosamente indossate una sull’altra, hanno regalato al loro “pubblico dissentito, che dice sempre la sua e non è un pubblico televisivo” una serata assolutamente esilarante. Uno spettacolo dove l’ironia e il sarcasmo l’hanno fatta da padrone ma dove anche si è risentita una buona dose di sano rock italiano.



Rockit: Cominciamo subito con la domanda più importante: come stanno le tue sbarbine?

R. Freak A: Mah…. le mie sbarbine stanno piuttosto bene, sono sempre vitali, vivaci. Mi piacciono le sbarbine intese come giovani adolescenti e, a questo proposito, vorrei anche chiarire che viste le vaghe ma possibili eventuali critiche rispetto alla pedofilia del pezzo, che il brano si esprime attraverso il gergo giovanile della nostra generazione: laddove “sbarbina” significava giovane donna, ragazza, dunque adolescente e non bambina. Ci tengo a chiarire questo equivoco.

Rockit: Perché hai avuto noie?

R. Freak A: No, ma sai nell’aria succede sempre di tutto, ci sono sempre i maliziosi, i maligni e quelli in mala fede che colgono sempre l’occasione per dire che “Mi piaccione le sbarbine” è un brano pedofilo. No! Si riferisce alle signorine adolescenti che sono tutto furchè bambine, anzi si sà che sono molto più avanti dei maschietti… molto più avanti di certi uomini di mezza età…… e di mezza tacca…….. insomma.

Rockit: Mmmmmmhhhh non credo tu abbia risposto alla mia domanda però….

R. Freak A: Quale domanda?

Rockit: Io volevo sapere PROPRIO come va a sbarbine<>/i? Ci sono?

R. Freak A: Si…. ci sono….. Io ho sempre un rapporto dialettico, talvolta complicato, e comunque stimolante direbbe Marzullo con l’altro sesso, esiste un rapporto in essere. La mia attuale sbarbina era qui un attimo fa, l’hai vista forse, è spartita nonostante sia gelosissima per fingere di non badarci, di non curarsene e per lasciarci in qualche modo in pace.

Rockit: Ok, ora passo alla domanda seria. Ironici, demenziali, esilaranti. 25 anni di concerti rock, di spettacoli sempre legati a quel sottile filo rosso del sarcasmo. L’ironia che usi sul palco è anche quella che hai nella vita?

R. Freak A: Non sempre, nel senso che nella vita è molto più difficile usare sempre l’ironia e quindi nella vita mi scappa spesso anche la tragedia e a volte scappa anche la farsa. Ci sono tanti generi di spettacolo che recito nella vita. L’ironia e soprattutto l’auto-ironia è uno degli esercizi più difficili che si possano tentare. Non è sempre possibile visto che la vita con i suoi colpi bassi spesso ti coinvolge e non riesci a mettere in atto la giusta distanza per cui precipiti in realtà nella “serietà” della situazione.

Rockit: Oggi però il mondo offre parecchi spunti per un sano sarcasmo. Non trovi? Non hai per caso un curioso personaggio che ti stimola in modo particolare?

R. Freak A: Ah no, no, devo dire che la realtà attuale supera di molte tacche e di molti punti la fantasia dell’ironia. Mi sembra che la realtà abbia decisamente superato la fantasia. Viviamo in tempi molto interessanti, estremamente pericolosi e, per certi versi, l’unica arma di difesa è l’umorismo. E’ una forma di sopravvivenza e di resistenza. La mia resistenza, il mio 25 aprile, io lo vivo attraverso l’ironia. Lo vivo, traslato, modificato, sostenuto dall’ironia che è una grossa arma di difesa; quando l’ironia ha effetto ecco che riesci a prendere le distanze giuste. Ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli, la nostra, era una tragedia prevista. L’italiano medio non ha voluto guardare fino in fondo la realtà e del resto l’opposizione è stata molto blanda, molto impaurita, con il complesso della democrazia, con il complesso di colpa nei confronti della democrazia e quindi poco virile, poco determinata, per cui si è creata una situazione così estremamente poco fallica.

Rockit: Bologna è la vostra città e di cambiamenti Lei ne ha visti…
R. Freak A: Lei mi stando del Lei?

Rockit: Ti ho dato del Lei?

R. Freak A: Mi sta dando del Lei?

Rockit: Ma forse perché la domanda magari sembrava un po’ più seria del solito e allora…
R. Freak A: Ahhhh, mi stava dando del…
Rockit: Allora torno a del Tu
R. Freak A: Anche del Tè…….. Se vuole darmi del Tè…. …
Rockit: Io ho un coca e rhum se vuoi…
R. Freak A: No, no io coca semplice….. Sono un rigoroso analcolista
Rockit: Quindi è tutta natura sul palco?

R. Freak A: E’ vita reale….... E’ disagio mentale vissuto realmente. E’ una forma di psicoterapia, di terapia liberatoria, di psicodramma vissuto sul palco in modo da liberarsi dalle depressioni che ci affliggono quotidianamente. Io ho tentato il suicidio parecchie volte perché questa vita non la capisco e a sua volta mi annoia parecchio….

Rockit: Allora parliamo di musica?

R. Freak A: Parliamo di musica
Rockit: Voi…
R. Freak A: Ma chi sono questi Skiantos? Questi Skiantos io li trovo decisamente esilaranti, li trovo anche molto preparati dal punto di vista tecnico. Trovo che siano una grande band di rock-blues all’italiana, misconosciuta perché non c’è promozione su di loro, del resto hanno sempre avuto dei problemi con l’industria discografica, e quindi è inevitabile che siano sottovalutai, ecco! Ma comunque ci va bene così, Lei almeno signorina parli bene di noi…… Fateci promozione almeno voi, ve ne scongiuro amici…..…
Rockit: Ma non ci credo dai! Dopo 25 anni di rock, definito demenziale è vero, però…
R. Freak A: LO ABBIAMO DEFINITO NOI ROCK DEMENZIALE, perdonaci! Sapevamo benissimo che ai mass media, ai giornalisti, ai mezzi di comunicazione serve, serviva e serve un gancio…. di tranio, serve una bandiera, uno slogan al quale attaccarsi, una sintesi che possa in qualche modo funzionare da slogan: “veicolare il messaggio al pubblico”, per cui demenziale ci è sembrata una sintesi perfetta di un concetto che voleva essere l’ironia stravolta, stralunata, non particolarmente demenziale nel senso moderno. Attuale, goliardica ma anche intelligente e colta e comunque sempre spiazzante nelle nostre intenzioni. Sapevamo che c’era bisogno di un’etichetta che fungesse, non in senso micotico, ma in senso comunicativo, fungesse da traino e cosi ci siamo inventati il rock demenziale. Non trovi che siamo estremamente colti, forbiti, intelligenti, particolarmente avanti?

Rockit: Assolutamente si! ……Paura!

R. Freak A: Grazie, grazie. Siamo il tuo gruppo rock preferito?

Rockit: Mi hai spiazzato…
R. Freak A: Ti ringrazio. Ecco era quello che volevo, tu hai capito che l’effetto era quello…. grazie per averlo detto e anche per questo prestito di 50 euro che stai per farmi……. grazie….

Rockit: Lo farò…. Ehm…….. Ma mi sono scordata la domanda…
R. Freak A: Era quello che speravo succedesse…
Rockit: Ahhhhhhh……… praticamente ti sei stancato ehhhh? Volevi finire qui l’intervista???

R. Freak A: No, no era tutto molto stimolante….

(Freak comincia a russare pesantemente…….)

R. Freak A: Dai che scherzoooooo… daiiiiiiiiiii …….non ti offendere………
Rockit: No, no, per carità……. No, no anzi io voglio sapere da un veterano come te del palco e del rock quanto e come è cambiato il rock e tu quanto hai contribuito in questo?

R. Freak A: E’ cambiato si lo sappiamo. Bè noi come Skiantos, adesso non posso rispondere al singolare altrimenti sarebbe troppo presuntuoso e molto immodesto e quindi devo fingere modestia e per tanto devo parlare al plurale. Se noi abbiamo contribuito ad un cambiamento è quello dell’ironia in musica cioè di introdurre questa formula che credo unica nel suo genere. Nel suo piccolo ha attecchito perché, bene o male, in ogni regione d’Italia, oggi, c’è almeno un gruppo rock-pop demenziale. Quindi credo che, al di la del successo di un gruppo come Elio e le storie tese, che si è molto ispirato agli Skiantos per fino nel nome, gli Skiantos dicevano: “Ho delle storie pese” che nel gergo bolognese significa pesante, loro lo hanno milanesizzato in tese, direi cha la formula ha attecchito e quindi certamente ha funzionato.

Rockit: Però loro sono anche andati a Sanremo e di conseguenza hanno avuto un grosso successo. Ma voi?

R. Freak A: Guarda noi aborriamo ogni forma di successo, noi siamo per la sconfitta continua e permanente, per l’insuccesso coerente. Secondo noi c’è molta più personalità nell’insuccesso che nel blando successo, effimero dei nostri tempi, molto superficiale, molto canzonettaro, e conzonettiero. Noi siamo un gruppo di intellettuali, come tu hai potuto constatare, un gruppo decisamente avanti, ti prego anche di scriverlo e siamo anche dei bei ragazzi insomma. Spero che ci farai anche un po’ di corte…...

Rockit: Ti chiedo l’ultima cosa....

R. Freak A: Ahhh….. pensavo fosse la penultima….. Mi trovo bene con te baby…..

Rockit: Ti ricordo che la tua sbarbina è gelosa…
R. Freak A: Lo so ma in questo momento non è presente per cui….

Rockit: Quando è nata la definizione di “Pubblico di merda”?

R. Freak A: Ma guarda è nata tanti anni fa. Volevamo uno slogan di rottura, di grande rottura… Devi sapere che noi siamo un gruppo di rottura, un gruppo di avanguardia, di grande rottura di meccanismi tradizionali del buon senso comune e amiamo rompere gli schemi. Amiamo rompere le convenzioni, amiamo rompere le scatole il più possibile: siamo certamente un gruppo di rottura…….. Da sempre predichiamo il pubblico di merda, tant’è che nel nostro sito personale www.skiantos.com noi abbiamo la “pubblico di merda card” che il fans può benissimo procurasi e che da diritto ad un aumento del biglietto, quindi, presentando la “pubblico di merda card” aumenta il biglietto di almeno un paio di euro…. Che mi sembra veramente demenziale……..…

Rockit: Insomma……….E il tempo della verdura…??? E’ finito?

R. Freak A: Ma abbiamo smesso perché il gioco diventava risaputo. A metà concerto tiravamo la verdura al pubblico poi il pubblico si preparava e la tirava di rimando. Poi si organizzava con sportoni di verdura e ce la tirava. Era diventato un gioco finto per cui dopo i primi anni di “scherzamento” abbiamo ripiegato su altre cose tipo il momento del caffè sul palco, il lancio dei vermicelli da pesca, insomma altre formule più scioccanti…

Rockit: L’ultima domanda demenziale: quali le cinque cose che vorresti in questo momento?

R. Freak A: Parto con la fellatio. Prima di tutto vorrei che la mia sbarbina mi facesse godere tantissimo con una fellatio… immagino che dopo lo cancellerai????? Al secondo posto metterei la fellatio, al terzo posto la fellatio……… Chissà perché agli uomini piace tanto la fellatio……… Forse perchè alle donne piace tanto il cunilingus ….…. (spero di averlo scritto bene… perdonate il latino non è il mio forte, ndr) Quindi per contrasto? E poi vorrei….

Rockit: Siamo alla quarta….

R. Freak A: E poi vorrei….…. Vorrei imparare il segreto della vita ed essere felice. E’ per questo che adesso stò leggendo Epicuro, un grande filosofo frainteso. Si è detto che Epicuro era un gozzovigliatore, un perditempo, un avvinazzato, pigro, beone, un furbo ozioso bighellone. In realtà trovo che Epicuro fosse, davvero, un grande filosofo, una filosofia al di là dell’edonismo, del piacere immediato, molto facile ad ottenersi. Credo che sia profondissimo. Non è che io abbia una fiducia grandissima nella filosofia, so che è tutta celebrale e ha dei limiti clamorosi però mi piacerebbe realizzare il senso della vita attraverso la meditazione. Direi che al primo posto metto il senso della vita, dopo di che al secondo, terzo, quarto, quinto posto la fellatio…..…

Sinceramente?

Non ho mica capito se sono stata presa per il culo dall’inizio alla fine…??? Però, né è valsa la pena…

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