Intervista via email ai Vallanzaska: Difficile vivere di musica Intervista

19/12/2000 di Antonio 'Zanna' Zanoli

E’ sabato sera e alla Fonderia “Tempo Rock” di Reggio E., stanno per esibirsi due band inserite nel panorama italiano della musica ska: Meganoidi e Vallanzaska.

Prima delle rispettive performance ho il piacere di incontrare La Dava, voce di Vallanzaska, che catturo al bar mentre cerca disperatamente di farsi fare un caffè: ci riesce, ci sediamo e comincia quella che poi sfocerà in una vera e propria chiaccherata su tutto e di più.



Rockit: Dopo il discreto successo di Cheope, siete già alle prese con materiale nuovo?

Vallanzaska: Noi siamo sempre alle prese con materiale nuovo, ma se intendi dischi in uscita, nei prossimi mesi ci saranno cose interessanti a nostro nome. Intanto una ristampa del nostro primo lavoro “OTTO ETTI DI OTTAGONI NETTI”, uscito originariamente nel 1994, ma che continuano a richiederci un sacco. Per dare qualcosa in più a questa edizione abbiamo pensato di inserire 6 tracce live registrate appositamente durante il concerto all’Indian Saloon di Bresso (MI) dello scorso anno. Proprio per questo il titolo sarà “OTTO ETTI DI OTTAGONI NETTI PLUS”.

Poi siamo entrati in studio per la pre-produzione di quello che sarà il nostro nuovo album e che presumibilmente uscirà nei primi mesi dell’anno prossimo.


Rockit: Un nuovo album per la Face rec. della famiglia Sony dunque?

Vallanzaska: Pare proprio di no: abbiamo avuto alcune interessantissime proposte da parte di alcune major ed ora sta a noi decidere quale di queste proposte accettare…una bella soddisfazione se si pensa che fino a qualche anno fa non c’era nessuno che ci considerasse seriamente: ora abbiamo addirittura la possibilità di scelta e questo ci consentirà certamente di lavorare in maniera più serena.

Rockit: Quali sono le pretendenti?

Vallanzaska: Eh! Eh!…ti piacerebbe!!!

Scherzi a parte per il momento preferiamo non parlarne anche perché in effetti non abbiamo ancora deciso con chi lavoreremo.


Rockit: Qualche anticipazione sul nuovo disco…almeno questo!

Vallanzaska Nessun problema.

Come ti dicevo non ci sono ancora brani definitivi, ma solamente bozze su cui continueremo a lavorare. Siamo molto precisi e ci teniamo a non fare brutte figure, quindi non abbiamo fretta di fare uscire dischi di cui magari ci potremmo pentire dopo pochi mesi. Lo dimostra il fatto che in quasi dieci anni di attività questa sarà solo la nostra terza produzione.


Rockit: Comunque sempre di ska si tratterà…?

Vallanzaska: A questo punto potrei stupirti, perché in effetti il nostro nuovo lavoro avrà diverse variazioni rispetto a quello che abbiamo proposto finora.

Rimarranno naturalmente il ritmo in levare e i fiati a buttare la base, ma stiamo cercando di fare qualcosa di estremamente orecchiabile e alla portata di tutti, anche di quelli finora distanti dal nostro genere.

Non pensare male, non vogliamo diventare banali o “commerciali”, ma il mio grande sogno è vedere lo ska come uno dei generi di punta, mi piacerebbe sentirlo nelle grandi radio: insomma che fosse considerato maggiormente dal grande pubblico.

Proprio per questo il nostro nuovo disco sarà condito da ritmiche più rock e più “radiofoniche”, sarà dunque un disco SKA-POP…almeno a noi piace definirlo così….ma sempre ska rimane!!!

A questo punto si inizia a parlare del più e del meno e si arriva sull’argomento “elettronica”


Rockit: Avete un buon rapporto con le nuove sonorità elettroniche?

Vallanzaska: Decisamente sì! Già nel prossimo lavoro ci saranno piccole cose sparse qua e là fatte coi sintetizzatori: poca roba però.

Il fatto è che tutti noi sentiamo la necessità di inserire questo tipo di sonorità all’interno delle nostre canzoni, ma non vorremmo farlo in maniera pacchiana e così aspettiamo il momento in cui avremo anche in questo caso le idee ben chiare.


Rockit: Cosa ne pensi della situazione musicale in Italia?

Vallanzaska: Non è facile lavorare con la musica in Italia. Pensa che la maggior parte di noi oltre a suonare deve anche lavorare e così il tutto diventa molto impegnativo.

Purtroppo non si vende molto… per favore però non facciamo una discussione sul prezzo dei dischi, altrimenti non andiamo più a letto!

Comunque io rispetto tutti - anzi devo dire che a differenza di molti non mi sento artisticamente superiore alle realtà più in voga della musica italiana, decisamente distanti dalla nostra, anche perché se certi personaggi sono arrivati in alto un motivo ci deve essere.

Un grande problema per band come la nostra rimane comunque la promozione, che probabilmente è la cosa che aiuta a vendere qualcosa in più: ma se non piaci non c’è spot che tenga!

Le chiacchiere continuano ancora per un po’, ma non sempre rimangono nell’ambito musicale…passano due biondine e così potete immaginarvi come finisce. Prima di salutare il gentilissimo La Dava scopro anche che di mestiere fa l’autore per il programma televisivo “Zelig”, ma ormai il palco lo attende e non c’è più tempo per i nostri pettegolezzi.

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