Bachi da pietra - Uomini Soli Intervista

Foto di Gabriele Spadini - Bachi da pietra IntervistaFoto di Gabriele Spadini - Bachi da pietra Intervista
04/02/2013 di

Con Quintale hanno stupito tutti, migliaia e migliaia di click in pochi giorni, e soprattutto perchè sono passati dal blues fossile all'hard rock, quello più cafone. Una lunga chiacchierata: si parla del disco, del suono, dei gradi di separazione che ci sono tra l'Italia e l'America (per come è andata con Sons Of Anarchy e non solo). Piani quinquennali, Manuel Agnelli, Paolo Conte, i Pooh e tutto il resto. L'intervista a Giovanni Succi dei Bachi da Pietra.

Il passaggio all'hard rock possiamo considerarla una mossa di marketing ben riuscita?
Si, assolutamente, sta pagando bene, abbiamo un piano quinquennale di spesa sulla base degli investimenti che prevediamo. Il rock'n'roll paga, ci siamo comprati un piccolo aereo così possiamo spostarci rapidamente tra Ravenna e Forlì. Ma tu per caso ti occupi di marketing?

No, figurati, sono provocazioni, mi interessa capire cosa si può inventare una band per attirare l'attenzione e come si rapporta con il suo pubblico. Ad esempio: “Enigma”, lo potresti vedere come un modo per coinvolgere tutti quei nomi citati, che a loro volta ne parleranno (sui propri social network o altrove). In un colpo solo puoi raggiungere moltissime persone.
Ci mettiamo tutti insieme e creiamo attenzione su una cosa... dovresti lavorare per noi, mi sa che hai delle buone idee. Quella non era che una fotografia di gruppo, una polaroid delle persone che abbiamo attorno in questo momento. Io non mi pongo minimamente il problema del pubblico, se no non avrei fatto per nove anni i Bachi da Pietra e dal 94 i Madrigali Magri. Ci si confronta con il pubblico, ma ti chiedo: come giustifichi il rapporto con i precedenti album?

Magari questa volta volevate semplicemente fare un po' più i cazzoni. Ti faccio un altro l'esempio: quando ho scoperto che il quinto disco si chiamava “Quintale”, quello prima era “Quarzo”, il terzo era “Tarlo Terzo”, il secondo “Non io”, quindi Tu, seconda persona singolare; insomma, credo che a volte vi dipingano più difficili, più criptici, di quanto siate in realtà. C'è una vena ironica/leggera che non sempre viene colta, adesso l'avete esplicitata anche con la musica.
Si, questa mi piace. Siamo un gruppo concettuale di cose difficili, siamo un gruppo di ricerca minimalista e ermetico. (ride, NdA)

Ermetico è una parola che non ti piace.
Ti sei preparato, grande.

Quanto ci metti a scrivere una canzone?
Dipende dal regalo che decide di farmi quella canzone, a volte viene giù nel giro di un giorno, a volte la rimugino per tanto tempo, anche anni. Se proprio l'idea non fa schifo, perché a volte è meglio eliminarle sul nascere, non butto via niente. Come del porco, assolutamente, non si butta via niente.

“Brutti versi” è una canzone dedicata all'editoria a pagamento?
No è dedicata a uno che mi doveva dei soldi e invece di darmeli mi ha mandato il suo libro di poesie e io questo l'ho trovato davvero un atto orribile nei confronti della società, e così ho fatto questa canzone di denuncia con un messaggio socio-politico connesso, che è: se mi devi dei soldi, dammeli e non scrivere cazzate. Ma tu vai in giro nel mondo pensando che si debba dare una spiegazione alle cose?

No, ma non è facile parlare di voi: i testi dei Bachi da pietra sono poesie e spiegare le poesie non è mai granché bello. Mi piace molto lo storytelling...
Anche a me.

Allora mi racconti la storia di “Fessura”?
Cos'è secondo te?

La figa?
Mi piace che sia anche questo, sì, ci sta. Tutte le cose hanno diversi piani di lettura, se parliamo di fessura e tu ci hai visto la figa, non vuol dire che io non ce l'abbia messa, è ovvio che è un'immagine così limitrofa, che prima o poi te la immagini, se la rendevo davvero una figa allora diventava una canzone di Elio e le storie tese.

Che sia la figa o meno, il “fammi fesso”, il “lascia entrar frescura in questa testa dura e chiusa”, sembra quasi un effetto placebo, alleggerire la testa fino ad arrivare ad uno stadio catartico, “Né speranza né paura.”
Che è una cosa che tu proprio non riesci a fare?

Cos'è un'intervista o una seduta psicoanalitica?
(Ride, NdA) No. Mi piace come l'hai sentita, va benissimo.

“Mari lontani” è una canzone d'amore?
Si è anche una canzone d'amore, è un canto di marinai, è sicuramente una canzone d'amore. Sono le possibilità che non abbiamo praticato, le persone che ci sono piaciute e che non abbiamo frequentato, quelle che abbiamo perso per inerzia ed ora siamo soli. Ovviamente ci sono anche altre chiavi di lettura...

Mi racconti “Dio del suolo” e di quel “Nessun perdono”: tu che giochi a fare Dio uccidendo gli insetti?
L'immagine è semplicissima: l'uomo nel momento in cui può mettersi nella posizione di Dio, lo fa ed è un Dio bastardo, quindi non pratica il perdono che in realtà vorrebbe ottenere da altri.

Da dove nasce questo tuo fascino per gli insetti?
Non lo so, è una cosa che ho sempre avuto e su cui non mi sono mai soffermato più di tanto. Ti potrei dire mille cose sugli insetti, tutte straordinarie. Sono quegli animali così straordinari che tutte le volte che parli di insetti sembra di parlare di uomini, e tutte le volte che parli di uomini sembra di parlare di insetti.

Se ti chiedessi una definizione di Uomo moderno sapresti darmela?
No, chi sono io, Capovilla?

Chi scrive belle canzoni oggi?
Emidio Clementi, poi Manuel Agnelli, secondo me scrive molto bene, ha un uso spregiudicato delle forme che usa, mi piace molto. Poi non sono uno a cui fare domande del genere, non ne so niente, le cose che piacciono a me di solito non piacciono agli altri, e vice versa, ci sono tanti bravi cantautori, che scrivono tante cose graziose.

Chi scriveva bene?
Il campione assoluto è Paolo Conte. Non è per una questione di campanilismo (anche Succi è della provincia di Asti, NdR), è che l'assoluta originalità che trovi nei testi di Paolo Conte non la trovi in nessun altro cantautore italiano.

Non è una cosa fondamentale ma mi interessa un tuo parere: noi spesso pubblichiamo i testi in anteprima di determinati album, questa cosa è stata criticata perché secondo molti scindere musica e parole non si fa. Tu che ne pensi?
Penso che si possano dividere tranquillamente, in Italia c'è quest'andazzo per cui tutte le cose diventano delle questioni ideologiche per scannarsi da una parte o dall'altra di una barricata che non esiste, anche su idiozie pazzesche.

Siete in una puntata di Sons Of Anarchy, come ci siete finiti?
Semplicemente rispondendo ad una mail che ci chiedeva l'autorizzazione.

Ma come vi hanno scoperto?
Ce lo chiediamo anche noi, ed è molto significativo che noi, da italiani, non crediamo che questo genere di cose possa accadere, io stavo ovviamente buttando la mail in spam, e tu ovviamente sei incredulo.

La cosa stupenda è che hanno usato giusto un frammento della canzone, la si sentiva appena come sottofondo, quindi per lo sceneggiatore quella era davvero la musica adatta per rappresentare il negozio di un tatuatore.
Si è fantastico. Vorrei realmente far riflettere su questa cosa, sui metodi, noi quante volte... di solito il giovane alternativo italiano si scaglia contro l'imperialismo degli Stati Uniti, noi ci dimentichiamo un piccolo particolare, un piccolo dettaglio, che cose come la libertà e la democrazia e l'opportunità hanno un senso, il merito ha un senso. Significa che io sono un produttore di Hollywood, sento una canzone e dico “sai che quella starebbe nella scena” non faccio come farebbe un qualsiasi romano o un milanese, o dimmi tu cosa, che chiama suo cugino e gli dice “senti ho trovato una cosa che farebbe al caso nostro non è che hai qualcuno che ce la rifà? Tanto questi stanno dall'altra parte del mondo non se ne accorgono, fammela te”, questo succederebbe da noi. Noi non siamo capaci ad attribuire neanche... non siamo nemmeno capaci di...

...ed è' sempre stato così o una volta ne eravamo capaci?
L'Italia è una repubblica feudale fondata sul favore, e noi trasciniamo avanti la farsa in nome di queste cose. E tutti quelli che si credono al di fuori di queste cose quando arriva il loro turno le perpetuano e fanno in modo che questa cosa sia immutabile. Quando arriverà il tuo turno fatti fesso, cambia il codice d'accesso a te stesso. (sorride, NdA)

Come hai imparato a suonare la chitarra?
Ho preso le prime lezioni da un amichetto quando avevo 14 anni e lui ne aveva 16, forse 17. Io speravo che mi insegnasse le cose che ascoltavo allora, Ramones, AC/DC, invece lui veniva da me portandomi gli accordi della canzoni dei Pooh. E poi non stupitevi se uno nella vita fa i Bachi da pietra.

E come si passa da quello che è stato definito il “suono fossile” dei primi quattro album all'hard rock cafone di quest'ultimo?
Siamo diventati fossili noi, sai, sono reminiscenze dei primi linguaggi musicali appresi. Penso sinceramente che a vent'anni non sarei riuscito altrettanto disinvoltamente a giocare con gli stilemi dell'hard rock o del metal. Quando invecchi tutto sommato ti avvicini alla morte e non te ne frega più un cazzo di niente e puoi fare quel cazzo che ti pare.

Come gli ultratrentenni che vanno a ballare la disco-trash?
Ecco si, esatto, quelli vanno a ballare la disco-trash mentre io ho fatto un disco metal.

Come ha lavorato Giulio Favero?
Allora, qui il discorso potrebbe essere: se ti dico la verità i dietrologi, e tutti quelli che si fanno le pippe su questo genere di cose, penseranno che sto dicendo delle cose false, in realtà sto dicendo solo delle cose banali. Per questo motivo mi diverto a dire che noi eravamo andati con l'intenzione ferma di fare un disco sul frullo dei passeri alle diverse condizioni atmosferiche. Solo quando siamo riusciti a incatenarlo e imbavagliarlo, e dopo averlo picchiato a sangue, abbiamo inciso qualcosa di buono. Le cose banali sono che, ovviamente, abbiamo lavorato nel massimo della serenità, che ci ha lasciato liberi di fare cosa volevamo, come è ovvio, lui è solo il registratore umano.

Quindi non è uno di quei produttori molto invasivi che propongono mille idee o si mettono in contrapposizione al gruppo per stimolarlo.
Ragazzo, io ho 44 anni, non dimenticarlo mai.

Nelle ultime interviste pubblicate (qui e qui, ad esempio) traspare un certo odio per i giornalisti musicali, loro fanno le domande e tu rispondi a tutt'altro.
Non c'è nessun odio. Mi sono divertito, di solito quando vedi qualcuno che si diverte, ti diverti anche tu.

Sono consapevole della poco professionalità che c'è in giro, ma qui li definisci analfabeti.
Tieni presente anche la noia di rispondere sempre alle stesse domande. Ma, poi, non sono opinioni legittime? Il blogger medio giudica la mia musica, io giudico come scrive, se sbaglia i congiuntivi posso dire: questo qui sbaglia i congiuntivi? Lui giustamente ha espresso i suoi giudizi sulla mia musica, io esprimo il mio legittimo giudizio sul fatto che molte di queste persone non sanno scrivere, non sanno il significato delle parole, non sanno ascoltare, fanno un lavoro che richiede l'ascolto ma non sanno ascoltare e me ne accorgo da come scrivono. E questo non è cattedratismo, è solo esprimere un parere.

Vi siete inventati “Baratto”: nella canzone dici che se non dovessi pagare uno studio per registrare gli album saresti il primo a regalarli e per questo chiedete a chiunque scarichi un mp3 dei Bachi senza pagarlo di essere altrettanto generoso con il proprio lavoro e di offrirne un po' in cambio. Mi è venuto in mente Beck che ha pubblicato l'album solo su spartito. Ovvio, nulla di realmente rivoluzionario, ma in un colpo solo ha: a) coinvolto migliaia di persone che di loro iniziativa hanno registrato la loro versione e caricata sul suo sito; b) ha creato attesa sui suoi live perchè adesso tutti vorranno sentire come le suona lui; c) non ha speso nulla per registrarlo; d) pare che lo usino anche i cori di bambini o le bande; e) ecc, ecc... Mi dai un parere? 
Ma certo che è una cosa figa. Ed è figa perchè l'ha fatto un americano, credici. L'avesse fatta Benvegnù non sarebbe stato lo stesso. Non trovi?

Quindi è solo esterofila?
Visto che ti piace lo storytelling ti racconto una storia. Quando siamo andati in giro con Jason Molina abbiamo capito da alcuni dettagli dei suoi discorsi che c'è una scala di misura che a volte ci sfugge. Molina ci raccontava che con la sua etichetta, la Secretly Canadian, aveva preparato un cofanetto in legno di suoi inediti, l'avrebbero venduta sul mercato a 50 dollari per riuscire a rientrarci delle spese e avere un legittimo guadagno. Ne hanno vendute centomila copie, hanno ricavato 500.000 dollari. Noio, volevan, volevon savuar, Noio... per andare dove volevamo andare, dove volevamo andare? Non cogli la sproporzione? Certo Molina vende in tutto il mondo, ma stiamo parlando di una nicchia di una nicchia e con una sola operazione fanno 500.000 dollari. Il punto dove voglio arrivare io è che noi ci troviamo in difficoltà su cifre al di sotto dei 5.000 euro, quindi le nostre scelte che tu poni al pari di Beck, è come paragonare la Repubblica delle Banane al pianeta Marte, e tutto va di conseguenza.

Vai a fare il musicista là?
La mia lingua è l'italiano, io non devo per forza diventare Beck. Io batto sul mio chiodo, scavo la mia fossa, e sono felice, se vi va di unirvi, prego, qui c'è il badile.

Commenti (10)

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  • pmkgarten 06/02/2013 ore 13:11 @pmkgarten

    Caro Giovanni, si potrebbe anche essere d'accordo con le tue parole se non fosse che parti da un assunto purtroppo fondamentalmente errato, ovvero compi l'equazione Bachi da Pietra = Musica. Intendo Musica come assoluto.
    Sarò più chiaro, e mi riferisco in particolare alla canzone Baratto. L'esigenza di una sedia e l'esigenza di ascoltare musica sono due cose ben diverse. E soprattutto l'esigenza di ascoltare musica non equivale all'esigenza di ascoltare i Bachi da Pietra. Il sistema che schifi è quello che ti permette ancora a quarantaquattroanni di girare a fare concerti in Italia semplicemente alzando la cornetta del telefono, cosa che in questo momento storico non è per niente assodata, personalmente se scrivo o telefono a un locale il 99,99% delle volte incontro la classica liquidazione "vi contatteremo noi", senza quasi mai ricevere attenzione, ma non mi sto lamentando, me ne passa per il cazzo onestamente, te lo scrivo per spiegarti che per essere in Italia nel 2013 sei già in una posizione di privilegio.
    La scelta di spendere 4'000 euro per registrare l'album, è sicuramente una cosa ammirevole, l'attenzione artigianale minuziosa verso i propri lavori è una bella cosa, però fondamentalmente nessuno ve lo chiede di spenderli. Esattamente come nessuno chiede a me di suonare, o a nessun altro al mondo. Quello che dici su Jason Molina è un'osservazione intelligente che purtroppo sento molte poche volte fare, ovvero che "senza soldi non si cantano messe", nonostante la famigerata crisi esistono ancora dei paesi in cui oggettivamente si muovono più soldi nell'ambiente musicale, e se si fa una scorreggia lì si ricevono 2000 euro di bonus, invece in Italia se va bene una pacca sulla spalla. Hai ragione. E' il vile denaro che alimenta il business musicale, e un sacco di capolavori anche underground non li avremmo mai avuti adesso prescindendo da ambienti economicamente solidi, dove con economicamente non intendo solo lo scambio di denaro, ma anche l'attenzione, lo sforzo di impegno fisico e intellettuale verso qualcosa che coinvolge una vasta rete di persone e sporadicamente da vita a dei gioielli.
    Però è un dato di fatto che l'Italia è il terzo mondo dell'Occidente avanzato, il sistema di music business a cui noi facciamo riferimento è qualcosa che purtroppo o fortunatamente si sta avviando verso un collasso totale, che ci piaccia o no. E l'Italia essendo tra le ultime della classe è quella anche che sembra accusare i colpi in modo più forte. Ma personalmente una volta capito questo ho deciso di non fottermene proprio, e non voglio neanche pensare che stiamo vivendo in un momento allo sbaraglio di musica di merda senza ispirazione, perché mentre noi in occidente soffriamo di stitichezza basta fare un giro ad esempio su http://sahelsounds.com/ il blog di un americano che nel 2013 si avventura nell'africa sahariana registrando con un ridicolo zoom h2 portatile, (affare che costa molto meno su merca del cellulare che avete usato per Baratto), e fa field recording alla Alan Lomax nella zona Sahariana, registrando materiale molto più interessante, onesto, diretto, bello e fresco e animoso (nel senso dotato di anima) delle cose che cacciamo noi in Europa. E poi ne rilascia a volte vinili e a volte, che suonano alla grandissima e personalmente mi ispirano più di qualunque altra cosa che sento venire dall'europa e dall'america nel 2012-13. (tipo ascoltatevi questo: http://sahelsounds.bandcamp.com/album/ishilan-n-tenere)
    Non è per fare un confronto tra i bachi da pietra e la musica africana, è solo per intavolare una riflessione che non mi pare di avere mai letto, e sia chiaro che questo commento non è una critica alla vostra musica in sé.
    Sperando di essere riuscito a spiegare quello che penso almeno un po' ti saluto.
    (p.s. io sono il ragazzo con cui avesti una discussione molto simile al Rifrullo ad Eboli dopo il concerto dei bachi da pietra)
    Ciao

    sahelsounds « sahelsounds

    http://sahelsounds.com/

  • pmkgarten 06/02/2013 ore 13:15 @pmkgarten

    * [ e a volte, ] digitato in più per errore

  • pmkgarten 06/02/2013 ore 13:25 @pmkgarten

    * costa molto meno su mercaTINO MUSICALE

  • Pain 06/02/2013 ore 16:49 @pain

    "Se ti chiedessi una definizione di Uomo moderno sapresti darmela?
    No, chi sono io, Capovilla?"
    Adoro questa gente... Ottimo lavoro u_u

  • Mr Egn 07/02/2013 ore 14:36 @mregn21

    I concetti espressi in queste due risposte
    "L'immagine è semplicissima: l'uomo nel momento in cui può mettersi nella posizione di Dio, lo fa ed è un Dio bastardo, quindi non pratica il perdono che in realtà vorrebbe ottenere da altri."

    "Non lo so, è una cosa che ho sempre avuto e su cui non mi sono mai soffermato più di tanto. Ti potrei dire mille cose sugli insetti, tutte straordinarie. Sono quegli animali così straordinari che tutte le volte che parli di insetti sembra di parlare di uomini, e tutte le volte che parli di uomini sembra di parlare di insetti."

    li trovate racchiusi in "Insetti" dei Massimo Volume.

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