Drimer, Il mio stile a statuto speciale

Nel suo nuovo singolo "Alarm", il rapper trentino, formato a suon di battle di freestyle, mixa barre serrate a sonorità tecnho. Lanciando un avvertimento: l’mc delle vette è pronto a scendere a valle

Drimer - foto di Giordano Mattar
Drimer - foto di Giordano Mattar

"Ho scelto questo nome perché ero stufo di fare incubi. Sono sempre stato una persona molto chiusa e grazie alla musica riesco a dire tutto quello che penso e a fare tutto quello che voglio senza troppe ansie. Diciamo che per me il rap è un po' come il mondo dei sogni, ma reale. Una specie di Inception".

ALARM (Autodistruzione) è il nuovo singolo di Francesco Marchetti aka Drimer, un giovane ragazzo della provincia di Trento che si appassiona al rap, come tanti suoi coetanei, grazie alla sorella maggiore, già da tempo, sfegatata fan di Eminem. A dodici anni comincia a cimentarsi con i primi testi, rigorosamente in inglese. L’idea del rap in italiano non è mai stata neanche lontanamente contemplata, sino a che Applausi per Fibra non fece capolino su tutti gli schermi nazionali: "Da quel momento ho iniziato ad approfondire l’argomento. Grazie a Internet ho scoperto non solo che esistessero persone che rappavano in italiano, ma che addirittura ci facevano freestyle".

Francesco muove i suoi primi veri passi da artista all’interno del circuito delle battle. Un percorso che, ammette, si rivelerà fondamentale per conoscere la cultura che sta alla base di questa musica, riuscendo anche a mantenere un legame con un’autenticità che sta a poco a poco svanendo.

Quella di Trento è una scena in costante fermento e, per quanto riguarda il rap, ha il suo maggiore esponente locale in Ares Adami. "Ares è semplicemente la colonna portante della scena trentina. Quando ho iniziato ad approcciare timidamente al rap, lui era già un’icona a livello locale. Per me è stato un onore realizzare insieme Antigravity nel 2018. Quel disco, oltre a rappresentare il punto più alto raggiunto dalla musica hip-hop in Trentino, segna la chiusura perfetta di una parte del mio percorso, quella locale. Avevo iniziato da fan, e anni dopo ho concluso da amico e collaboratore".

Sul piano del freestyle, invece, secondo Drimer, l'Italia sta vivendo il suo momento di massimo splendore. Lo confermano eventi come quello di Mic Tyson o la creazione di organismi come la FEA, la Freestyle Élite Agency, che riunisce i migliori interpreti nazionali tutelandone i diritti e occupandosi delle pubblicazioni musicali.

"Originalità e spontaneità sono due delle caratteristiche principali che ho rubato al mondo del freestyle. Aspetti che si sono rivelati importantissimi anche dal punto di vista compositivo: in un mondo ormai saturo come quello del rap, essere originali e portare qualcosa di nuovo è fondamentale. A sua volta, realizzare musica in maniera spontanea annulla tutte quelle sovrastrutture che spesso bloccano anche gli artisti più navigati. Ovviamente dietro ad ogni uscita c’è grande lavoro, ma non per dare al pubblico ciò che ha già, bensì per fargli arrivare al meglio quel che ho io".

Il nuovo singolo di Drimer mixa barre serrate e sonorità techno. Alarm è il primo tassello che corona un percorso già intrapreso con Pluggers, etichetta milanese che si è distinta per mischiare l’hip-hop a elementi provenienti dallle più disparate correnti elettroniche. Da questo punto di vista è stato fondamentale Ric De Large, storico produttore di Federico, proveniente dall’ambiente "dance".

"Per me rappare sulla techno o sulla musica classica non fa differenza: sono alla costante ricerca del suono migliore per esprimere un determinato concetto. Le sonorità di Alarm si prestavano perfettamente a quella voglia di spaccare tutto che avevo quando l’ho scritta. Sulla cassa dritta in Italia ci rappava già Fibra dieci anni fa, e le sonorità o le tematiche da club le hanno sdoganate i Dogo ancora prima dei trapper. Per questo non mi sono fatto alcuna particolare idea su quest’unione: per definizione il rap, che nasce campionando un altro genere, finisce per contaminarsi con tutti gli altri. È solo questione di quale contaminazione, tematica o sonorità va di più in un determinato periodo".

Nelle provincie più recondite, ancor più se dispersi nelle montagne, lontano dalle mode dei grandi centri – forse anche per la mancanza di spazi adeguati – la mentalità underground trova terreno fertile. Un principio che non vale solo per il rap, ma anche per il punk, l’hardcore e qualsiasi altro movimento: "La miseria stimola l’uomo. Se cresci musicalmente in una regione che ti offre pochissimi spazi allora te li devi inventare. Spesso è proprio questo che ti permette di creare uno stile tuo, veramente unico e originale".

Uno stile a statuto speciale.

---
L'articolo Drimer, Il mio stile a statuto speciale di Marco Beltramelli è apparso su Rockit.it il 2020-09-24 10:15:00

Tag: singolo

COMMENTI

Aggiungi un commento Cita l'autore avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia
IL TUO CARRELLO