Drink To Me - I Drink To Me raccontano l'addio alle loro canzoni, venerdì al MI AMI Festival Intervista

24/05/2017 di

Dopo 10 anni di carriera, i Drink To Me danno l'addio alle loro canzoni. Ci tengono a far sapere che questo non vuole dire che si scioglieranno, ma al contrario che hanno deciso di dedicarsi a suoni diversi, strumentali. Come la colonna sonora di "2night", film di Ivan Silvestrini che esce in questi giorni nelle sale italiane. Questo venerdì al MI AMI Festival daranno quindi l'addio alle vecchie canzoni: sarà l'ultima occasione per ascoltare i Drink To Me come li conosciamo.

 

Quattro dischi, alcuni EP, tour in Europa, percorsi solisti. Siete nati nel 2002, siamo nel 2017: quindici anni dopo, chi sono i Drink To Me?
Un trio composto da Marco, Pierre e Rob. Marco è l'unico che ci è dentro fin dall'inizio, Pierre dopo alcuni anni di “pausa” è rientrato e Rob c'è dal tour di “S”. Quindi si è creato un mix di strutture vecchie e nuove, tornando a essere un trio (come già in passato per una lunga fase) ma recuperando un membro che era uscito e perdendone poi altri per strada (prima Carlo e poi Fra). Sono una band che ha iniziato ad andare in giro a suonare 10 anni fa e che sta per cambiare radicalmente, ma non più nella formazione.

Il 19 maggio è uscita la vostra colonna sonora per “2night”, film diretto da Ivan Silvestrini con Matilde Gioli: com’è nato questo progetto?
Ivan ci conosceva e voleva lavorare con noi, dapprima l'interesse era verso una canzone in particolare, "Future Days", poi abbiamo deciso di lavorare su tutta la colonna sonora. Abbiamo accettato volentieri questa proposta, il mondo delle colonne sonore ci interessa e ci piacerebbe continuare a frequentarlo in futuro.


In più interviste avete raccontato che spesso i vostri pezzi nascono da jam: a livello compositivo, avete riscontrato differenze in questo progetto strettamente legato al visivo? 

Questa cosa dell'improvvisazione è stata vera per oltre dieci anni ma ultimamente questo dogma – non si può arrivare in sala prove con niente di preparato! – è finito. Ora, solitamente, lavoriamo a materiale musicale proposto da Pierre, che a livello di strumentazione utilizza solo synth: veri, finti, analogici, modulari, FM, auto-costruiti, scaricati da internet, davvero non c'è limite a quello che può fare. Rob si dedica più all'aspetto ritmico mentre Marco fa più da art director, regista a livello produttivo, oltre a metterci le linee vocali, qualche synth, parti di basso, ecc. Paradossalmente rispetto al passato ci sono più ruoli definiti ma contemporaneamente c'è più lavoro di squadra. Per la colonna sonora è andata più o meno così, anche se alla fine chi si sbatte di più resta sempre Marco.

Avete qualche aneddoto curioso rispetto alla realizzazione della colonna sonora e al vostro cameo nel film?
Per fare le riprese del cameo Marco e Pierre si sono sbronzati...

La musica che ruolo ha avuto e ha nella vostra vita? Quanto è servita a sfogare delle paure e quanto è stata un mezzo per realizzare delle aspirazioni?
Penso sia diverso per ognuno di noi, che in fondo ognuno se la viva a modo suo e personale, e che ognuno abbia le sue ragioni, le sue aspirazioni, i suoi motivi sul perché fa musica. Quello che sicuramente ci unisce è però proprio la nostra storia in quanto individui: tutti e tre facciamo musica da quando abbiamo 16/17 anni e non abbiamo mai smesso né realmente pensato di smettere. È semplicemente quello che siamo: gente con la fissa per la musica. Punto.

Avete annunciato che non state per tornare in tour e che nei prossimi tempi prevedete solo pochi concerti speciali, fra cui il nostro MI AMI Festival venerdì 26 maggio. Quali sono dunque i vostri progetti per il futuro, sia sul breve che soprattutto sul lungo termine?
Questi concerti sono anche un modo per rivederci e stare insieme per un po', ma soprattutto sono l'addio a queste canzoni, a questo modo di intendere la band. Non ci sono progetti orientati verso nuovi dischi e nuovi tour. I Drink To Me diventeranno un gruppo molto più libero dalle strutture della canzone pop e più orientato verso la sperimentazione. In questo gruppo hanno sempre convissuto un animo molto pop e un'attitudine più arty, freak, weird. E forse in questo momento sta prevalendo la seconda. Abbiamo diversi progetti individuali a cui stiamo dedicando un lavoro intenso, lo stesso lavoro che abbiamo in passato dedicato alla band. Oggi non vediamo altro futuro per i Drink to me se non nel fare musica più libera da tutte le dinamiche produttive/promozionali tipiche di una band “indie”. Insomma non ci scioglieremo, perché è ancora troppo bello trovarci a suonare e creare, ma lo faremo in modi nuovi.

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