I Giardini di Mirò erano dei giardini pubblici Intervista

15/02/2001 di

Alla tastiera, dall'altra parte del monitor, ecco Corrando, una delle chitarre del gruppo reggiano a rappresentare la formazione che ha appena pubblicato il primo disco sulla lunga distanza intitolato "Rise and fall of academic drifting".



Rockit:Innanzitutto rendeteci partecipi della scelta del vostro nome...

GDM: I "Giardini di Mirò" erano dei giardini pubblici posti di fianco a via Joan Mirò a Cavriago, paese in provincia di Reggio Emilia dove viviamo io e Jukka. Questi giardini hanno sempre avuto una notevole importanza per noi; ci si trovava la sera per fare due chiacchere o a berci una birra con gli amici. Purtoppo alcuni anni fa li hanno sostituiti con un centro commerciale. Così noi ci siamo accaparrati quel nome, come a custodire l'essenza di quel ricordo.

Rockit: Ma anche i titoli scelti per l'ep e il vostro ultimo, nonché primo, album sono abbastanza particolari...

GDM: La possibilità che abbiamo di essere slegati dall'obbligo di riferimenti ai testi ci dà la possibilità di giocare sulle parole liberamente. Cerchiamo spesso dei titoli con più significati o nessuno; così "Rise and Fall of academic drifting" è un titolo che evoca qualcosa senza definire precisamente un significato. Stimola la fantasia ma non la imprigiona...

Rockit: Avete girato in lungo e in largo prima di approdare alla Homesleep. Cosa mi dite delle vostre precedenti peregrinazioni?

GDM: In ambito indipendente è molto usuale che i gruppi cambino etichetta frequentemente. Così anche per noi il cambio è stato un naturale passaggio verso una label che si sposava molto bene con i nostri intenti, non una bocciatura delle esperienze passate. Ma anche per concorrenza sleale, non potrei parlare male di Gammapop e sopratutto di Filippo Perfido che considero un amico oltre che un ottimo label-manager. Infatti i rapporti con tutti i gammapoppari sono, ahimè, molto buoni. Non riusciamo a non essere amici di Julie's Haircut, Cut, e Laundrette.

Lo so, non dovrebbe essere così: la rivalità fa notizia e diverte. Faremo in modo di creare dualismi più marcati, perchè così si devrebbe fare. Quindi la sfida è aperta...

Rockit: La scelta di invitare degli ospiti a cantare mi è sambrata una mossa azzecatissima, soprattutto perché la voce viene usata come uno strumento (per la serie: non sempre occorre il cantato).

Cosa mi dite a proposito?

GDM: Sì, sono d'accordo, sopratutto quando la voce in questione ha la bellezza cristallina di quella di Paul Anderson o la stralunata dolcezza di Matteo degli Yuppie Flu.

In effetti "Pet life saver" e "Little victories" non erano stati propriamente concepiti per avere delle parti vocali; l'aggiunta è arrivata in un secondo tempo e questo ha creato uno strano effetto di amalgama. Per cui la voce c'è ma duetta alla pari con gli altri strumenti e con altre linee melodiche creando questo effetto di complementarietà.

Rockit: Com'è stato concepito questo lavoro? Intendo dire: quali dinamiche, secondo voi, hanno fatto sì che il disco avesse questo suono?

GDM: Il disco doveva suonare bene, questo era l'obiettivo di tutti! E non starebbe a me dirlo, ma mi sembra un traguardo raggiunto. Questo grazie al lavoro enorme di Giacomo Fiorenza dei Mirabilia, che ha prodotto e registrato il disco dimostrando tranquillamente che anche fonici e produttori italiani possono essere all'altezza di quelli più rinomati esteri.

Il disco suona, a mio giudizio, molto caldo ed avvolgente: coinvolge chi lo ascolta, rendendo accessibile questa musica, che nella forma strumentale e nella lunga durata potrebbe risultare ostica.

Aggiungerei, infine, che la nostra musica, non avendo partcolari significati astratti, si identifica con la melodia che la compone; pertanto si esprime esclusivamente attraverso il suono che la costituisce. In altre parole, una buona qualità di registrazione. e per tanto una buona resa sonora, è per noi discriminante tra un bel pezzo e un pezzo non riuscito, anche se il lavoro di stesura del disco è stato attuato in maniera abbastanza tradizionale. Scrittura dei pezzi in sala prove, lunghe registrazioni in studio, mixaggio e mastering.

C'era però la consapevolezza e la necessità di dover fare qualcosa di importante, per noi, ovviamente.

Rockit: Mi piace molto l'artwork, che sembra rispecchiare benissimo le atmosfere del disco. Concordate?

GDM: Certo. Mi piace molto l'immagine che Giacomo Spazio ha scelto per convertire in immagine i suoni del disco. Un abbraccio, emblematica rappresentazione dell'affettività moderna, a mezza via tra l'erotico e il sensuale, tra ironia e sogno. Incanto e disillusione.

Rockit: L'incursione di strumenti come violino e tromba é stata una scelta dettata da qualche necessità?

GDM: Dalla necessità di trovare altre derive al nostro suono che non fossero solo quelle chitarristiche. Oltre a ciò l'amicizia con Emanuele, bravissimo musicista, ha semplificato la realizzazione pratica del tutto. Violini, trombe e tastiere d'ogni tipo sono diventate controcanto fondamentale alle nostre strutture basso-batteria-chitarra. Tutto questo per complicare le traiettorie, senza tuttavia modificare l'impostazione inizale perchè in noi è presente una volontà assopita di sperimentazione.

Rockit: Ditemi un po' delle varie collaborazioni?

GDM: Chiamare Matteo è stata una cosa naturale; lui è un amico e un gran musicista. La sua voce ha dato un tocco di narcolessia alla stesura immodestamente velvettiana (alla Goodsped Your Black Emperor!)di "Pet life saver", caratterizzandolo in maniera, direi, unica.

Paul Anderson è stato fortemente voluto da noi e da tutti quelli che hanno collaborato al disco perchè ha una voce staordinaria. E grazie a Dio in "Little victories" non ne ha fatto segreto...

Rockit: In termini di soddisfazioni, cosa vi aspettate da questo disco?

GDM: Bella domanda! Non so... suonare in Italia, a prescindere dal genere che fai, non è semplice. Ma io non amo i piagnistei, pertanto ti dico senza false modestie che mi auguro che questo disco possa piacere e venire apprezzato da più gente possibile e non solo in Italia. Perchè credo che la scena alternativa italiana non si possa liquidare solo con Marlene Kuntz o Afterhours. Ma gruppi come Yuppie Flu e Brutopop possono, a pieno titolo, inserirsi in un contesto musicale europeo. Infatti è una grossa bugia che sia la lingua a segnare i confini nazionali. Non si spiegherebbe in questo caso il folgorante successo mondiale dei Sigur Ros, che non cantano propriamente in inglese.

Rockit: Avete spesso suonato di spalla a gruppi di spessore (vedi Goodsped Your Black Emperor! su tutti). Cosa avete imparato da queste esperienze?

GDM: Tante cose. In fatto di attitudine, di necessità di credere nei propri mezzi, di poter vedere da vicino come sono questi grandi gruppi ma sopratutto abbiamo avuto la possibilità di instaurare tanti bei rapporti umani. Che alla fine dei conti credo siano la cosa più importante per esperienze di quel tipo. Tirando le somme dai concerti con Ulan Bator, Karate, Unwound, Goodsped Your Black Emperor, Billy Mahonie e Yuppie Flu abbiamo instaurato tante importanti amicizie. Tant'è che Matteo canta nel nostro disco e incidiamo per la stessa label del suo gruppo; coi Billy Mahonie ci sentiamo regolarmente.

I Goodsped Your Black Emperor! sono più impegnati e di natura un pò più schiva, però quando hanno suonato al Covo, quest'anno, hanno voluto invitarci personalmente al concerto, Olivier degli Ulan Bator era alla presentazione del nuovo disco al maffia alcuni giorni fa...

Tutte cose che non cambiano la storia della musica, ma solo apparentemente...

Rockit: Che rapporto avete con internet? Siete coscienti che la rete possa portare dei vantaggi ai gruppi underground come fattore promozionale a 'spese zero'?

GDM: Un bel rapporto, direi. Per noi l'utilizzo della rete è stato di vitale importanza, permettendoci di entrare in contatto con etichette straniere e musicisti fuori dall'Italia. Come è successo nella realizzazione del 10" split con Pimmon, prodotto in Germania, con al suo interno un gruppo italiano (hmm... noi) e un musicista australiano. Questa è la potenza di Internet: collegare ed unire realtà un tempo isolate.

Stessa cosa succederà quando in estate uscirà un 7" split tra GDM e Yuppie Flu per jonathon wiskey, cult label inglese.

Oltre a ciò esiste anche la possibilità di promuoversi a bassissimi costi e questo non è che di gran vantaggio per le realtà indipendenti. Per questo motivo è in costruzione il nostro sito presto visitavile all'url www.giardinidimiro.com

Rockit: I vostri live prevederanno ospiti d'eccezione in ogni serata?

GDM: I nostri concerti partiranno da marzo e toccheranno molte delle città più grosse d'Italia. Vogliamo pensare ad un live che sia all'altezza delle aspettative, quindi troveremo delle soluzioni nuove. E c'è già qualcosa in programma, ma è inutile che vi spieghi ora di cosa si tratta.

Di sicuro metteremo on-line le date esatte appena queste saranno definite, perciò vi aspettiamo numerosi.

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