Mutable - e-mail, 02-12-2001 Intervista

20/12/2001 di

Il circolo virtuoso innescato dall’exploit internazionale degli Uzeda ha determinato la fioritura in Sicilia di esperienze musicali tale che, se anche non si può parlare di vere e proprie scene, si rimane sempre più colpiti dalla qualità e quantità di produzioni provenienti da quella regione.

I Mutable sono solo gli ultimi (in ordine temporale), ad aver dato alle stampe un disco in grado di proporsi a testa alta non solo al resto dell’Italia, ma anche in campo europeo.

A colloquio con Dario e Francesca, approfondiamo i contenuti del loro ultimo lavoro.



Rockit: Le cose da chiedervi sono tante, visto che le note di copertina del vostro disco sono ridotte all'osso. Vorrei che innanzi tutto mi raccontaste della nascita del gruppo.

Mutable: In principio furono i Meat-Balls, un gruppo formato da appassionati di musica, ma non musicisti. Animati da febbre creativa, cominciarono a far cozzare suoni fra loro, si procurarono un corso di chitarra in edicola e, nei venti metri quadri di una cameretta, composero delle canzoncine con chitarre accelerate, organetti, collages rumoristi, registrando alla meno peggio su nastri che poi venivano ulteriormente manipolati e devastati. Questo gioco produsse una decina di pezzi di pop ultra lo-fi, rigorosamente mono, qualcosa che suonava come una vecchia radio dentro una acciaieria. Era l'estate del 1998.


Rockit: Del nucleo originale siete rimasti solo voi due (Dario e Francesca), ma nel vostro disco figurano altri componenti.

Mutable: In quel periodo registravamo cassette in continuazione, che poi facevamo ascoltare ad amici perplessi o a persone che si dimostravano incuriosite. Nacque un’amicizia con quei mattacchioni degli Airfish, ottima art-rock band della “scena palermitana”, dapprima con Marco, chitarrista pregevole appassionato di tecniche di registrazione, il quale ci invitò felicemente a registrare nel suo studiolo analogico, e subito dopo con Domenico e Federico, i cugini elettronici , coi quali ci trovammo immediatamente per carattere e gusti musicali e coi quali suoniamo tutt’ora. I Meat-balls divennero Mutable con l’entrata definitiva di Domenico nel gruppo.

Rockit: Come è avvenuto l'incontro con Snowdonia e la pubblicazione del vostro disco d’esordio?

Mutable: Nel 1999 registrammo la prima demo dei Mutable che conteneva le esperienze di quel periodo. Spedimmo 2 cassette 2: una alla rubrica homemade di Blow Up e una a Snowdonia, l’unica etichetta che, secondo noi, avrebbe potuto apprezzare una simile proposta tanto astratta quanto legata alle strutture del pop. Cinzia e Alberto ci hanno telefonato dopo aver letto la recensione apparsa su Blow Up ignari della presenza della nostra cassetta tra le cataste di demo che ricevono ogni settimana. Siamo siciliani ed è stato facile incontrarci e conoscerci.


Rockit: Come giudicate i frutti di questa collaborazione?

Mutable: I ragazzi sono instancabili consumatori di musica, sempre curiosi e attenti e con una spiccata propensione alla melodia e alla sperimentazione. Apprezziamo molto il modo in cui operano e le scelte ardite che compiono promuovendo gruppi dal sicuro insuccesso commerciale perché mossi da sincera passione e lucida intelligenza. Abbiamo stretto amicizia e continuiamo a collaborare. Inutile dire che siamo contenti di far parte del caleidoscopico luna-park snowdoniano.

Rockit: Sono andato a ripescare la recensione di Blow Up e ho notato che quel nastro ha lo stesso titolo del vostro ultimo lavoro. Il cd che è stato pubblicato da Snowdonia contiene quindi le stesse registrazioni?

Mutable: Il disco contiene cinque pezzi, mi pare, provenienti da quel nastro. Alcuni sono rimasti tali e quali, altri sono stati oggetto di ulteriori sevizie e hanno così continuato il processo di filtraggio e stratificazione che può facilmente condurre al caos, all'entropia, all' atonalità ottusa e ottundente. I nostri pezzi sono come congelati, fermati in uno stadio in cui il puro rumore è solamente suggerito, presagito, latente. Il rischio di queste operazioni è di sovrapporre il negativo di un fotogramma tante volte fino a non ricordarsi più dell'originale per approdare a una non-forma (scusa il termine) che si trasfigura all'infinito. Il che è di per sé un' attrattiva che ci affascina diabolicamente, ma, come sai, siamo nel contempo interessati alla costruzione di arrangiamenti e melodie che cerchiamo di semplificare sempre più. Infatti alcuni dei pezzi, che abbiamo inserito nel cd, successivi a quella cassetta sono più semplici e diretti. Siamo ugualmente attratti da suono e rumore, armonia e cacofonia. In definitiva non siamo né carne né pesce, forse siamo una cotoletta che sa di sgombro.

Rockit: Anch’io ho trovato nella vostra musica una convergenza di elementi diversi tra loro. L’aspetto che più mi ha colpito è stata la sensazione che il vostro disco sia sospeso tra un livello comico-parodistico e uno tragico-emotivo. A volte i due piani si fondono a tal punto da diventare indistinguibili.

Mutable: Noi avevamo in mente di fare qualcosa che risultasse piuttosto impersonale, non troppo influenzato dai sentimenti, più che altro giocoso, ma evidentemente traspare un certo coinvolgimento emotivo perché in fondo siamo dei romanticoni. Se alcuni pezzi hanno un carattere tragicomico, questo effetto non è stato ricercato, è piuttosto uno degli aspetti ambivalenti di una situazione che volevamo onirica e fluttuante seppur coi piedi per terra. Come quell’uomo che, non potendo più trattenere la cacca, cominciò a correre e si smerdò addosso, ridendo per la liberazione e piangendo per la vergogna. Non so se prevalga il comico piuttosto che il tragico in un caso del genere, certo è che l’emotività a cui ti riferisci non è da intendersi come necessariamente dolorosa o tristemente malinconica. E’ la lontananza dello sguardo a smorzare e sublimare le emozioni. Non prendiamoci troppo sul serio.

Rockit: Trovo che un’altra qualità del disco sia quella di avere brani dalla forte identità che trovano il loro valore non solo nel suono, ma anche nella composizione. Come nasce un pezzo dei Mutable?

Mutable: Di solito Dario e Francesca compongono le strutture melodiche con chitarre e tastiere e in un secondo tempo il pezzo viene arrangiato e definito assieme a Domenico, ma non è sempre così: per esempio, “Cortile” è stato registrato in due giorni con una tastierina Casio e semplicemente filtrato con un phaser; “Enteropy”, invece, è il frutto di diverse sessioni dal vivo e successive manipolazioni. Non abbiamo un metodo consueto, ci piace fare cose sempre nuove con approcci diversi. Forse anche per questo il disco risulta essere un “patch-work in progress” mutante. Non ci si può fare, credo, un’idea precisa dei Mutable ascoltando un solo brano.

Rockit: Il monologo di "Dio, questo sconosciuto" è davvero irresistibile. Chi è l'autore e come lo avete registrato?

Mutable: Purtroppo non sappiamo niente di questo grand’uomo, è stata una registrazione fortuita e non c’è più ricapitato di intercettarlo. Ci è piaciuto inserirlo per la pregnanza di significati e l’enfasi della forma che, nell’insieme, risultano assolutamente non-sense. Comunque ti assicuro che nelle radio e televisioni siciliane c’è tanto materiale di interesse socio-antropologico simile a questo.

Rockit: A questo punto mi viene da chiedervi un parere sui vostri concittadini Ciprì e Maresco le cui opere trovo abbiano diversi paralleli con la vostra musica.

Mutable: Ciprì e Maresco ci sono sempre piaciuti, hanno creato un immaginario concettuale e filologico molto consistente, un mondo di (de)relitti inumani pieno di simboli contraddittori, una messa in scena che si risolve nella 'semplice' sovrapposizione della figura su uno sfondo apocalittico e mistico. Le loro 'provocazioni' sono rivolte al comune guardare e giudicare, rivelando spesso i limiti morali e i parametri estetici del riluttante spettatore perbenista. Il loro è un cinema di poesia, ermetico e riflessivo, di rifulgente, scabra bellezza. Le relazioni che ci possono essere con la nostra musica riguardano forse lo sguardo disilluso e ironico, la dissimulazione, la sospensione del giudizio di valore, il farci e l'esserci.

Rockit: E per quanto riguarda la musica, cosa state ascoltando in questo periodo?

Mutable: Ascoltiamo tanta musica diversa, vecchia e nuova, da Stravinskij a Zappa, soprattutto pop (dai Beach Boys a Beck), german-rock (specialmente i Faust), elettronica (dai Residents ai Mouse on Mars), easy listening, lo-fi, jazz. Dei dischi usciti recentemente ci hanno entusiasmato i Daft Punk, Fennesz e i Matmos.

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