Volwo - e-mail, 03-06-2002 Intervista

06/06/2002 di Roberta Accettulli

I Volwo nascono da un progetto di Pasquale De Fina, coadiuvato da Roberto Romano e Max Peri. Finalmente, dopo due anni e grazie ad una autoproduzione distribuita da Venus, ha visto la luce la loro opera prima, “Viva Vittoria”, che già era stata segnalata su Rockit quando era ancora un promo. Di questo e di altro parlo proprio con Pasquale, in una tormentata intervista via mail.



Rockit: Sono passati più di due anni da quando è nato il progetto Volwo, con i primi provini di “Viva Vittoria”. Cosa è successo nel frattempo, musicalmente parlando?

VOLWO: Abbiamo suonato il più possibile senza preoccuparci di rispettare tempi canonici di produzione di un disco. Sostanzialmente consideriamo chiuso, finito, un brano nel momento in cui ha qualcosa da dire; e questo può accadere in un arco di tempo molto variabile. Nello stesso tempo io, Roberto e Max abbiamo partecipato a molti altri progetti musicali. Io ho suonato con Manuel Agnelli ed Emidio Clementi dal vivo. Roberto ha suonato nel tour estivo di Cristina Donà. Max ha registrato il disco con Aco Bocina. Per noi è molto importante non fermarci mai, e cerchiamo di suonare il più possibile.

Rockit: I pezzi, inizialmente 7, sono cresciuti, spariti, modificati fino a diventare le 15 tracce del CD. Avevate molte cose da dire?

VOLWO: I brani nella preproduzione del cd sono diventati circa 30! Abbiamo poi cercato di dare una continuità tematica e ne sono quindi risultati i 15 di " Viva Vittoria". Quello che ci interessava era mantenere una continuità tra un brano e l'altro. Insomma abbiamo cercato di dare una continuità non solamente sonora , ma anche tematica al progetto. E' come se fosse l'insieme di 15 microracconti di vita narratici dalla stessa persona, Vittoria, e noi non abbiamo fatto nient'altro che musicarli.

Rockit: Il disco è registrato in analogico, con l’uso di strumenti e macchinari vintage, che hanno reso il sound del disco caldo. Scelta voluta o necessaria?

VOLWO: Entrambe! Necessaria perchè è stata una VERA autoproduzione e in quanto tale abbiamo avuto a disposizione pochi soldi con i quali potevamo acquistare solo macchine considerate vecchie e poco costose. Tieni conto che gran parte del cd è stato registrato" in diretta" su un registratore a nastro degli anni '70. Questo sistema si è rivelato ottimo poi per ciò che abbiamo ottenuto: un suono caldo, vero, che mette in evidenza il momento in cui è stato effettuato. Addirittura certi stati d'animo in cui ci trovavamo.

Rockit: Il nucleo fondamentale dei Volwo è composto da 3 persone, te, Roberto Romano e Max Peri, a cui si sono affiancati altri musicisti durante le registrazioni. Come sono nate le collaborazioni esterne? E come avete lavorato in studio?

VOLWO: in modo molto pratico: noi tre lavoravamo quotidianamente ai brani, costruendo i pezzi, le strutture, i testi. Poi quando abbiamo effettuato le registrazioni finali ci hanno aiutato su qualche brano alcune persone esterne. Con grande gioia e ammirazione da parte nostra, così spero anche per loro.

Rockit: “We love you” ha un testo recitato che molto fa pensare ai Massimo Volume. Cosa casuale o voluta?

VOLWO: In origine “We love you” e “Dalle 06.00 alle 10.00” sono stati due racconti pensati , scritti per essere narrati proprio da Emidio Clementi, ma poi non si è riusciti a registrare con lui: ci tenevamo troppo a quei due brani e quindi li ho recitati io. Speriamo ci siano altre occasioni per collaborare con Emidio. E’ un messaggio chiaro il nostro!

Rockit: Nei testi convivono perfettamente l’italiano, l’inglese e il calabrese. Come nascono i testi dei Volwo?

VOLWO: I testi nascono molto spesso da situazioni veramente accadute, a noi o a persone a noi molto vicine. Così è stato soprattutto per brani come “Metropolis", "Lo Scorpione", “We love you" o " B.D.". Abbiamo poi "immaginato" che tutte queste storie fossero metaforicamente narrate da una persona in particolare: Vittoria, appunto...da ciò il titolo del cd è venuto senza troppa fatica.

Rockit: Apparentemente l’album è molto scuro. Ma tu stesso hai affermato che il suo filo conduttore è quello della" libertà provvisoria" Ce ne vuoi parlare?

VOLWO: E' la libertà che ci sembra di avere e di raggiungere nel quotidiano. Noi viviamo a Milano, una città che offre molto ma che pretende anche molto. Spesso anche troppo! Conosco persone che fanno salti mortali per cambiare modello di automobile, computer, telefonino…o chissà quale altra stronzata gli venga proposta. La cosa peggiore è che si convincono di essere "liberi", ma sono soltanto all'interno di una "Gabbia" più grande.

Rockit: A ridosso dell’uscita del disco Max Peri ha lasciato il gruppo. Cosa è cambiato all’interno degli equilibri della band con la sua defezione?

VOLWO: Max è la persona che ho visto dedicare alla musica più tempo di chiunque altro. Suonava ogni giorno. Senza farsi troppe domande. Suonava per la musica e la musica lo ricambiava molto. E’ una delle poche persone che ho conosciuto che amava "veramente" suonare ed era disposto a farlo in qualsiasi situazione: tecnica, economica, burocratica. Era sempre disponibile. Un vero musicista. Ora sta facendo un viaggio in Mali. Anche per conoscere nuovi stili musicali e non. Per quanto riguarda la band, Max è stato egregiamente sostituito da Sebastiano Degennaro, batterista che lo stesso Max ha voluto al suo posto. Poi c'è Pepe Ragonese, che è un ottimo trombettista di Milano e Marco Ferrara al basso. Stiamo provando gli arrangiamenti per i concerti e la cosa più importante è che ci stiamo divertendo tantissimo. Una cosa strana ma molto bella è che l'età dei componenti dei Volwo va dai 22 di Sebastiano ai 39 miei.........come vedi ci sono quasi due generazioni.

Rockit: Avete realizzato un video per “Versus”, che tra l’altro ha vinto il premio per il miglior montaggio al MEI per il “Premio Videoclip Indipendente”. Durante i vostri concerti scorrono delle immagini registrate in giro per le strade. Anche l’intero artwork della copertina di “Viva Vittoria” è realizzato interamente da voi o dai vostri amici. Siete molto legati all’aspetto visuale della vostra musica?

VOLWO: Si, ci interessa molto accompagnare con supporti visivi ciò che suoniamo e raccontiamo. Ogni qualvolta sarà nelle nostre possibilità cercheremo di farlo.

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