Planet Brain - e-mail, 08-12-2003 Intervista

11/12/2003 di

I bellunesi Planet Brain, dediti a un grunge psichedelico, esistono dal 1999 e hanno alle spalle due cd (“Bottom of the seas” e “Orange”), e in arrivo un terzo, “Butterflies & moonbeams”.



Cosa significa il vostro nome? Perché lo avete scelto?
Planet Brain? Probabilmente neanche noi abbiamo un'idea precisa di cosa significhi. Era il titolo di un racconto fantastico & fantascientifico scritto insieme ai tempi delle medie... lo abbiamo scelto perché...ehm... suona bene, no?

Cosa cè del vostro nome nella vostra musica?
L'introspettività, la riflessione, la spazialità.

Quali sono le difficoltà che incontra una giovane band che fa la vostra musica nel vostro territorio?
Credo siano le stesse difficoltà che affronta qualsiasi band in Italia attualmente: pochi spazi, gestori poco disponibili, pessima educazione e voglia all'ascolto di musica nuova nei locali. Aggiungi a ciò il fatto che abitiamo in una zona montana e quindi dobbiamo spostarci sempre molto per suonare e avere contatti.

Quali sono i vantaggi, invece, di vivere nella vostra zona, per far musica.
Abitando in un piccolo paese? Forse solo il fatto di avere una sala prove che non disturba il vicinato... no, neanche quello. Allora non avere nient'altro di più divertente da fare se non stare in sala prove... é questo alla fine il vantaggio.

Tre dischi stranieri e tre italiani da portare nellisola deserta.
No, ci portiamo solo sei cd di mp3 piuttosto... ma non fateci compiere una scelta così drastica! Per favore...

Un disco straniero e uno italiano da buttare nel cassonetto.
Troppi. Bisogna iniziare la raccolta differenziata...

Musicalmente da che parte state: Inghilterra o Stati Uniti? O altro?
Inghilterra soprattutto. Ma anche qualcosa oltreoceano.

Un buon motivo per venirvi a vedere dal vivo.
Sedersi e chiudere gli occhi.

La più bella serata della vostra vita di musicisti.
La vittoria alla finalissima al concorso "Giovani di Note" della provincia di Belluno a pari merito con l'emozione di suonare sul palco di "Voci per la Libertà" per Amnesty International.

Questo è un mondo difficile perché…
Ci sono troppi raccomandati.

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