The Candies - e-mail, 13-10-2001 Intervista

16/10/2001 di

Autori di “>leaving our homes”, intenso e controverso connubio tra noise e post-rock, i CAndiES sembrano avere tutte le carte in regola per gettarsi nella mischia internazionale ed uscirne senza le ossa rotte. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Giulio, il leader della formazione



Rockit: “>leaving our homes”: un disco che sprigiona sonorità apparentemente estranee alla tradizione di casa nostra e un titolo che sembra rivelare una certa voglia di staccarsi artisticamente dall’Italia...

CAndiES: Non proprio, il titolo è in qualche modo legato alle esperienze che tutti abbiamo vissuto o stiamo vivendo. Lo staccarsi dal “nido” è una situazione molto particolare che suscita una sorta di “alienazione” da “mancanza di ambiente familiare” ed è molto interessante vivere un distaccamento da un “ambiente famliare” e poi analizzarlo....

Rockit: A cominciare da John Convertino dei Calexico, il disco é ricco di ospiti: sono intervenuti direttamente nella fase compositiva o hanno arricchito a posteriori i vostri brani?

CAndiES: In realtà è come se fossero stati in registrazione con noi: sentivamo una sorta di legame invisibile, ma che in futuro sarebbe stato più che tangibile, anzi, ascoltabile. Sia le parti di John & Volker (Calexico) che qulle di Kevin (Trumans Water) sono state il completamento di pezzi che noi avevamo già scritto e suonato dal vivo da tempo. La collaborazione, in definitiva, è arrivata dal rapporto di amicizia che ci lega.

Rockit: Le vostre composizioni sembrano in precario equilibrio tra melodia e (soprattutto) rumore: quale dei due atteggiamenti indirizza maggiormente le scelte in fase compositiva?

CAndiES: La cosa sempre evidente nei nostri pezzi è un approccio “multiplo”. Non ci piace suonare musica in una sola maniera: troppe bands americane (e non) ci hanno abituato ad accostare una band ad un tipo di suono. Nessuno riuscirebbe mai a dire una cosa del genere dei Motorpsycho per esempio. perchè continuano a cambiare. Tutti i membri di CandiES non sopporterebbero di suonare una sola cosa per sempre, semplicemente perchè lo troviamo un po’ noioso. ci è quindi necessaria la quiete e la melodia , come la folle bestia atonale che viene fuori da certi pezzi.

Rockit: Follia, sperimentazione, armonia, dissonanza, rabbia, calore... “>leaving our homes” é ricco di contrasti. Qual é, secondo voi, il punto di forza della vostra musica?

CAndiES: Non saprei… a volte direi la melodia, altre il rumore. Dipende molto dai periodi - e i periodi dipendono principalmente dagli stati d’animo e dalle stagioni per quanto ci riguarda...

Rockit: June of ‘44, Blonde Redhead, Radiohead ultima versione: cosa c’é di sbagliato nell’accomunare i CAndiES a queste formazioni?

CAndiES: Niente. E penso di non sbagliare dicendo che tutti noi apprezziamo molto le band che hai citato, anche se non sono i nostri ascolti principali. Personalmente sono abituato ad ascoltare una valanga di musica rock, emo, soul, funk, pop, jazz, e poca (ma buona) elettronica.

In questi giorni, ad esempio, sto ascoltando spessissimo (come non mi capitava da anni) l’ultimo di Fugazi.

Rockit: La vostra prima recensione su Rockit risale al 1997. Proviamo a tracciare il percorso che ha portato i CAndiES del Promo Tape 97 a quelli di questo lavoro...

CAndiES: Mah… in realtà è difficile da dire. Artisticamente penso che non siamo maturati un granchè; tecnicamente forse un po’ (soprattutto dopo il nostro primo tour europeo) e le idee sono sempre confuse. Ma quando proviamo tutto prende forma - e a volte è inspiegabile, visto che prendiamo in mano gli strumenti una volta la settimana.

In realtà, il trascorso vero è quello del lavoro che sta dietro alla band; oltre ai vari concerti nel mezzo, ci sono pure i vari problemi legati ai nostri veri lavori, che continuano ad essere presenti. C’è quindi un gran impegno messo in Ee:lettro, un’entità nata come investimento qualche anno dopo la costituzione della band per cercare di creare qualcosa che serva a promuovere e a dare visibilità a tutte le band in cui credo.

Quindi, poco dopo aver creato Ee:lettro e fatto uscire “Sad neon lights” su 7”, è entrato Giuseppe Marmina, che ora porta avanti da solo alcuni progetti molto importanti per l’etichetta che presto avranno molta visibilità.

Rockit: Se non sbaglio il vostro disco é distribuito anche in USA e UK. Come viene accolto all’estero un gruppo italiano che si cimenta con sonorità non propriamente mediterranee? Il passaporto può essere un handicap?

CAndiES: Di certo il passaporto non è un handicap: ne è la dimostrazione la curiosità del pubblico “altro” americano nei confronti di band quali Uzeda o Three Second Kiss.

In questo campo il passaporto non è mai un handicap, anzi. Il disco sta andando piuttosto bene sia in USA che in UK. Stiamo inoltre lavorando piano piano su altri distributori europei del giro Southern.

Rockit: Nonostante i brani siano spesso articolati e pieni di sfumature, durante l’ascolto traspare una certa tendenza all’improvvisazione. Come eseguite i vostri brani dal vivo?

CAndiES: Hai colto nel segno! In realtà molto viene lasciato all’improvvisazione.. i nostri show non sono preparati, i finali sono spesso aperti, e molta gente che viene ai nostri concerti ci da impressioni quasi opposte da un concerto ad un altro.

I nostri amici, ogni volta che ci vedono rimangono un po’ sbigottiti, e una “critica” che mi è stata mossa più volte è che siamo troppo emozionali, onesti. Sul palco riesci subito a capire quello che proviamo e quello che stiamo pensando, sia come individui che come band. E ti assicuro che la cosa non è sempre positiva, anche se preferisco essere onesto/emozionale che “programmato per intrattenere”...

Rockit: Avete rapporti con altre realtà musicali italiane?

CAndiES: Con moltissime band: da Bugo (con il quale ultimamente suono la chitarra) a Madrigali Magri, passando per R.U.N.I., OvO, Ulan Bator, Keen Toy, J. Andreini, tutto il giro della Gammapop e della Vurt.

Ultimamente, però, abbiamo sempre meno tempo per incontrarci, suonare insieme.... la caratteristica comune a tutte le band che lavorano per mantenersi, è che le persone coinvolte sono sempre superoccupate da mille cose e si fa sempre molto fatica ad incontrarsi.

Rockit: Ha un senso scrivere CAndiES invece di Candies?

CAndiES: Bah, non saprei: fai un po’ tu. In realtà il nome della band è nato così, l’ho pensato e l’ho scritto su un foglio che è ancora appeso nel garage adibito a sala prove... quello dove abbiamo anche registrato il disco...

Rockit: Domanda finale di rito: cosa c’e’ nel futuro dei CAndiES...

CAndiES: Non saprei… sicuramente non programmiamo di far uscire niente a breve. Stiamo lavorando a nuove canzoni, e ci stiamo preparando ad un tour di circa una settimana in UK in cui suoneremo alcune date con OWLS, Econline e Pinback. Stiamo definendo le date precise in questi giorni, ma sarà nella prima settimana di Dicembre 2001.

Ad Aprile/Maggio 2002 faremo un tour di 10/14 giorni con Feverdream (Olanda) in Austria, Germania, Danimarca, Belgio, Olanda e Francia. Dopo aver affrontato tutto ciò, penso che inizieremo a progettare un tour nel sud italia, siccome non abbiamo mai avuto tempo di farlo.

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