Addiction - e-mail, 15-07-2001 Intervista

31/08/2001 di

Anzitutto, complimenti. Ammetto che alle primissime note ho avuto il timore di trovarmi di fronte la solita minestra riscaldata, invece i ragazzi bolognesi hanno confezionato un grande disco che non di rado gira nel mio lettore.

Alle domande spedite via mail risponde Alberto, il batterista della formazione…



Rockit: E' stato faticoso incidere un album impetuoso e raffinato come "Doubt the dosage?"
ADDICTION: Ti ringrazio anche a nome degli altri per i complimenti! "Doubt the dosage" ci è costato molta fatica, anche se il procedimento è stato naturale e a getto continuo. Ogni volta che provavamo, Alex, il nostro chitarrista, veniva in sala con qualche idea che insieme sviluppavamo fino al risultato finale: siamo arrivati in studio con ben 30 brani pronti.

Rockit: Nei vostri brani fondete una profonda passione per il metal al gusto per l'elettronica: quale di queste due spinte artistiche ha maggiormente indirizzato la composizione e la registrazione dei dodici episodi di questo lavoro?

ADDICTION: Ascoltiamo veramente di tutto… e questo ci ha aiutato molto. La componente elettronica, poi, ci ha dato una grossa spinta per l'orientamento del nostro sound; cercare di inserire elementi particolari e inediti ci ha spronato di più a suonare tra noi. E' stata una divertente sfida per vedere dove potevamo arrivare. Volevamo fare qualcosa di completamente diverso dal primo album e direi che ci siamo riusciti in pieno!

Rockit: Nel booklet si legge che le registrazioni sono state effettuate anche agli "Ouvir Studios" di San Paolo del Brasile. Se non sbaglio anche i Sepultura passano da quelle parti...

Chi sono i Sepultura per gli Addiction e che ci fa Igor Cavalera nel vostro album?

ADDICTION: In effetti hai ragione: i Sepultura hanno registrato agli "Ouvir Studios" gran parte dell'ultimo "Nation" ed anche "Against". Per noi è stato veramente il massimo riuscire a collaborare con loro, anche perché suonando insieme, è nata una bella amicizia con tutti, ed in special modo con Igor, che ‘ospitiamo’ su "Inside". Igor si è subito interessato molto al nostro sound, così noi gli abbiamo mandato il brano in Brasile, e appena ha potuto ci ha lavorato sopra nel suo personale stile potente e tribale.

Volevamo qualcosa che fondesse il suo modo di vedere la musica al nostro, e il risultato ha soddisfatto entrambi. Sicuramente faremo qualcos’altro anche in futuro.

Rockit: Silly Productions, Supple Productions, Self Distribution, Barley Arts Promotion, JungleSound: a giudicare dal numero dei logo presenti sul retro del cd sembra che tutti abbiano creduto in voi!

Come prosegue la conquista di consensi dopo l'uscita del disco?

ADDICTION: Forse è troppo presto per avanzare dati precisi, ma gli attestati di stima non mancano, a partire dalle recensioni che diversi magazine (anche stranieri) specializzati ci hanno dedicato, e dalle costanti richieste dei fans riguardanti la band. Noi stessi non vediamo l'ora di partire in tour per ritrovare il contatto con il pubblico e la carica che le esibizioni live sanno trasmettere.

Rockit: L'avrete spiegato mille volte, ma é difficile non chiedervi come mai proprio "Such a shame" come (splendida) cover.

ADDICTION: Ok… mille e uno! La musica anni ‘80 ‘ci becca al cervello’!

Scherzi a parte siamo grandi sostenitori di quel periodo e dopo avere provato varie canzoni di quegli anni abbiamo scelto "Such a shame" perché si sposava alla perfezione con l'idea di sound&groove che avevamo per l'album…. è anche un modo per fare sapere ai più ‘piccoli’ che anche 20 anni fa certa musica spaccava!

Rockit: Qualcuno dice: "Gli Addiction? A che serve un'altra copia degli americani?"
ADDICTION: Lo dice chi???? Noi non abbiamo certo lavorato con l'intento di copiare qualcuno, ma anzi di proporre un prodotto originale e di qualità. Comunque, se essere paragonati agli americani significa essere affiancati ai soliti grossi nomi della scena mondiale, la cosa non può che farci piacere. Accontentare tutti è impossibile…

Rockit: Giochiamo con le parole: 'crossover' o 'nu-metal'?

ADDICTION: 1-1 palla al centro! Siamo contrari all'uso&abuso delle etichette: sono riduttive e nella maggior parte dei casi usate in modo improprio.

Rockit: Il 'nu-metal': secondo alcuni un fenomeno modaiolo che ha unificato il concetto di boy band e di metal band, secondo altri un genere innovativo destinato a durare oltre il mercato...

ADDICTION: Sono d'accordo con entrambe le considerazioni, anche se si potrebbero fare riguardo tutti i generi musicali. Chi può sapere con certezza le reali motivazioni che spingono un artista? Ci crede veramente o lo fa per essere trendy? Personalmente non mi interessa, l'importante è che la persona in questione faccia buona musica… il resto sono solo chiacchiere. .

Rockit: Quali e quante differenze esistono tra Addiction e Addiction96...?

ADDICTION: Basta ascoltare il nostro primo album "Just to hurt" per sentire quanto siamo cambiati. Le differenze sono enormi ,a partire dal punto di vista tecnico dove siamo migliorati sensibilmente. L'uso dell'elettronica ci ha ‘costretti’ a provare come mai avevamo fatto prima e in un modo nuovo.

Dal punto di vista personale dopo 5 anni siamo più amici, c'è più affiatamento e consapevolezza: ognuno conosce alla perfezione l'altro e questo si riflette sul materiale che scriviamo ora, molto più personale ed emozionale che in passato.

Rockit: Gli arrangiamenti dei brani di "Doubt the dosage" sono alquanto articolati: pensate di riproporli fedelmente dal vivo, o magari punterete più sull'impatto?

ADDICTION: Stiamo lavorando duramente per questo. I brani verranno riproposti fedelmente grazie all'aiuto di un minidisc che si occuperà della parte elettronica; ma lo spettacolo e l'impatto emotivo non mancheranno di certo. Chi ci ha già visto sa cosa voglio dire!

Rockit: Gli Addiction e l'Italia. Ho visto che ringraziate buona parte della scena crossover italiana, ma artisticamente parlando, esiste qualcosa che vi lega alla cultura musicale dello stivale?

ADDICTION: Abbiamo fame e voglia di arrivare! Per troppo tempo l'Italia è stata considerata il terzo mondo della scena musicale! Certo per alcuni versi è ancora così perché dobbiamo cambiare mentalità. Anche le major preferiscono investire miliardi nella solita roba piuttosto che provare soluzioni alternative. Ma in fatto di band siamo veramente diventati competitivi. Forse gli americani sono ancora irraggiungibili (ma neanche tutti), ma le band inglesi sono sicuramente alla nostra portata….anzi.

Insomma, la scena mondiale è un ‘campionato’ duro e difficile, ma almeno dateci l'occasione di partecipare prima di dire che l'Italia non ha le carte giuste!

Rockit: Per concludere, cosa dobbiamo aspettarci dagli Addiction nei giorni a venire?

ADDICTION: Verso la fine di agosto gireremo il video di "Download" e suoneremo in alcune date del nostro "Dosage tour". Parteciperemo anche all'Independent Days di Bologna il 2 settembre. Aspettiamo inoltre buone notizie dagli States e dall'Inghilterra: anche lì c'è gente che lavora e crede in noi!

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