Blown Paper Bags - e-mail, 15-10-2005 Intervista

26/10/2005 di

Se dovessi esprimermi sulle migliori etichette discografiche italiane del 2005 e avessi a disposizione un solo nome, non avrei difficoltà a scegliere la Suiteside. Svolgendo un attento lavoro di talent-scouting, la Suiteside ha portato all’attenzione generale alcune band di indiscusso valore, tra cui Technophonic Chamber Orchestra, Morose e In My Room. Gli ultimi in ordine temporale sono i Blown Paper Bags di Genova, autori di “Arm Your Cameras”, una breve, ma intensa scarica di episodi punk-dance, tanto nostalgici della new-wave storica, quanto consapevoli delle ultime proposte di elettronica deviata provenienti dagli USA. I Blown Paper Bags hanno puntato su una musica che fosse al tempo stesso ricercata e ballabile, sconnessa e melodica, dura e solare, ottenendo uno stile che rappresenta il migliore antidoto contro gli eccessi cervellotici del post-rock di inizio anni 2000.



Non so praticamente nulla di voi, volete parlarmi della vs. storia e di come sono nati i Blown Paper Bags?
La formazione attuale è in piedi da un anno circa. E' tutto nato dall'incontro tra Matteo (chitarra), e Martino (batteria). Eravamo rimasti soli dopo la prolungata agonia dei Cary Quant, indie-post-rock strumentale. Con l'arrivo di Alessandro, nel 2003, abbiamo incominciato una lenta virata verso quello che stavamo ascoltando e vedendo sui palchi genovesi (Arab On Radar/Chinese Stars, Kid Commando, El Guapo, New Black, Hawnay Troof, Gogogo Airheart...). Lenta ma, evidentemente, abbastanza secca, visto che con il materiale nuovo ci siamo trovati di fronte a qualcosa di completamente diverso. Tanto che abbiamo cambiato nome e ricominciato da capo. Federica è entrata nel gruppo nell'estate 2004, tra gag involontarie, melodie pop, e urli vari la abbiamo praticamente obbligata a suonare con noi. Corteggiavamo Ela, la sorella di Ale, da molto tempo, quando il suo altro gruppo, i Protected By The Local Mafia, si sono presi una pausa, siamo riusciti a convincerla a provare con noi. Ora ci siamo stabilizzati e tra i concerti in giro con Experimental Dental School e Xiu Xiu, abbiamo passato una decina di giorni con Rico degli Uochi Toki a registrare e mettere ordine nei pezzi che sono finiti nel cd, edito da Suiteside.

Ho visto sul sito un elenco di gruppi che apprezzate. Dopo aver ascoltato il vostro cd credevo di trovare anche i nomi di B52 e Atari Teenage Riot. Conoscete questi due gruppi e cosa ne pensate?
La lista dei gruppi che ci piacciono è una specie di scherzo, sono alcuni dei gruppi che mettiamo quando facciamo i nostri DJ-Set, ma è decisamente incompleta. Aggiungeremo presto B-52's e ATR che conosciamo e apprezziamo. I B-52's sono un gruppo fondamentale, ma più che il sound vorremmo rubargli lo stile. Sono mesi che cerchiamo di far cotonare i capelli a Federica e a Ela... Per gli ATR invece credo che sia un comune tentativo ad avere un beat serrato e abbastanza aggressivo. Certo che lo stile di Alec Empire e soci è decisamente oltre, se non altro più cupo del nostro... Qua e là abbiamo scherzato spingendo verso una specie di cacofonico hardcore elettronico in alcuni passaggi di canzoni... È come con l'hiphop. Ci giochiamo come con tutti gli altri stili.

In quella lista ho notato anche il nome degli Orthrelm, di cui è uscito recentemente un ottimo disco. Lo avete sentito? Sinceramente, a parte il fatto che siete entrambi fusi di testa, non noto molte affinità. Il cd degli Orthrelm mi sembra deviato in senso disturbante e concettuale, voi al contrario mi sembrate più solari e dance oriented.
La storia è questa: il primo concerto a nome BPB lo abbiamo fatto in apertura agli El Guapo, in chiusura della stagione 2003/04 del Milk a Genova. In quell'occasione abbiamo conosciuto Josh, che è il batterista anche degli Orthrelm, e siamo rimasti in contatto, incontrandoci di nuovo in altre occasioni. Questo loro nuovo disco è qualcosa di devastante. Speriamo presto in un loro tour europeo che passi anche dalle nostre parti... Sull'incompatibilità ci si potrebbe discutere a lungo, come della nostra natura decisamente incline alla cassa dritta rispetto all'avanguardia... Con il massimo rispetto per la seconda.

Di cosa parlano i vostri testi?
Di bugie e verità, insomma di amicizia. I primi che inganniamo siamo noi stessi. Ammettere i propri limiti è un ottimo primo passo verso un equilibrio migliore. Aiuta a costruire progetti e rapporti duraturi. Non è facile, ovviamente, e noi non siamo certo perfetti esempi da imitare in merito. Questo è il filo conduttore che unisce i testi di “Arm Your Cameras”. In più ci piace giocare con le storie di Cronaca Vera piuttosto che i ricordi della nostra infanzia, specie nei titoli.

Trovo che il vostro cd sia molto attuale nel senso che reagisce al post-rock come i dischi new-wave reagivano al progressive. Avete anche voi la sensazione di reagire contro qualcosa?
Non ci siamo mai posti il problema di andare contro a nessun gruppo o genere. Mi sa che la nostra reazione è più alle difficoltà che Genova ci offre. Reagiamo a quelle politichine che ti tengono fermo al tuo posto e non ti permettono di muoverti liberamente. Se, invece, volete la rissa, allora si, noi reagiamo al post-rock dei Port-Royal e al loro squallido tentativo di descrivere la nostra città come una provincia baltica fredda e desolata.

Il vostro cd è relativamente breve, quasi un ep. Avete voluto fare qualcosa di breve di proposito o si tratta di un'anticipazione di un lavoro più corposo?
La prima che hai detto. Non abbiamo piani di conquista interplanetari, non abbiamo tenuto il meglio da parte per il debutto su major, nessuno di noi ha scopi immediati di fidanzamenti con top-model. Quando abbiamo sentito la necessità di fermare i pezzi abbiamo scelto, scartandone un paio, i sette che sono finiti sul cd. Nessun consiglio e nessuna imposizione esterna. Sicuramente il nostro modo di comunicare è piuttosto immediato e superare la soglia dei 35 minuti sarebbe stato poco indicato. Ci siamo fermati a quasi 24.

In ogni caso, state preparando qualcosa di nuovo?
Sì, stiamo lavorando a qualche pezzo. Un paio finiranno su un 7" a metà con gli Experimental Dental School che dovrebbe essere pronto per la prossima primavera, che uscirà per la Cragstan Astronaut, etichetta che ha già fatto uscire lo split tra K.C.Milian e La Quiete. Continueremo, spero, a lavorare e, quando la necessità si farà impellenza, tireremo fuori dal cappello un disco nuovo. Magari supereremo la ostica barriera della mezz’ora! Rimaniamo alla porta, soprattutto, per vedere cosa succederà e quale accoglienza riceverà “Arm Your Cameras”, sperando di supportarlo al meglio dal vivo.

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