Eveline - e-mail, 15-12-2005 Intervista

15/01/2006 di

Gli Eveline vengono da Bologna. Il loro primo disco ufficiale si intitola “Happy birthday, Eveline!!!”, ed è uscito lo scorso anno per Shyrec Records. Dopo essersi tolti qualche bella soddisfazione raccogliendo consensi e critiche positive, Rockit è andata a sentire cosa avessero da dire riguardo il loro disco e il loro futuro



Gli Eveline si formano a Bologna nel settembre del 2000 in ambito universitario. Come sono stati quei primi passi?
Abbastanza duri, ma molto belli. All'inizio devi trovare una sintonia tra gli elementi, cosa che dopo vari cambi di formazione è stata fortunatamente raggiunta. E non ti dico con quanti musicisti abbiamo suonato all'inizio, eravamo una sorta di open band!

Prima di pubblicare "Happy Birthday, Eveline!!!" avete realizzato due dischi ("Oh My Friend Please Call Me 'Cause My Word Is Full Of Joy", 2001; "The Jeffy J.Jeff's", 2002). Come li ricordate?
“Oh My Friend…” è stato il nostro primo EP, registrato con un'altra formazione rispetto a quella attuale: c’erano Doc e Iris (che fra l’altro hanno poi partecipato anche alla stesura di “Happy Birthday”, rispettivamente all' artwork e alla voce in “P.l.d.”, il pezzo di apertura dell'album). L'anno dopo alla batteria è subentrato T.o. e con lui abbiamo registrato the “Jeffy J.Jeff's EP”, un lavoro cruciale e a cui personalmente sono molto affezionato.

E’ con questi due lavori che siete entrati in contatto con i tipi della Shyrec?
Sì, in particolare “The Jeffy J.Jeff's”: lo abbiamo inviato, insieme ad un paio di pezzi di “Oh My Friend...” a Madeinpop, struttura direttamente collegata a Shyrec e molto attiva nell'underground musicale del nord est. I pezzi sono piaciuti molto e così siamo entrati direttamente in contatto con Filippo d'Este, ex Miraspinosa e fondatore del collettivo.

Qual è il vostro background musicale? Quali le esperienze e gli ascolti che confluendo nelle vostre canzoni le rendono un così splendido coacervo di jazz, swing, pop, rock?
Noi quattro abbiamo background ed influenze profondamente diverse, ma tutto sommato conciliabili: Lee.x e' da sempre molto affascinato da quel particolare momento storico/musicale che si è sviluppato a cavallo tra i '60 e i '70, T.o. ed io ascoltiamo molto progressive anni '70 e jazz, W.m si rivolge soprattutto all'indie rock anni '90. E questo ha conferito molta eterogeneità ad “Happy Birthday, Eveline!!!, cosa che fin da subito ci è parsa molto genuina e comunicativa… tanto da farci continuare in quella direzione.

E i testi? Di cosa parlano?
Gli argomenti trattano prevalentemente di me, spero di non risultare troppo egocentrico.

Quali sono le principali fonti di ispirazione?
Non posso darti delle precise fonti di ispirazione. Spesso i pezzi nascono da lunghe improvvisazioni o da idee che Lee.x. ed io sviluppiamo in solitudine, a casa.... Musicalmente parlando direi Canterbury e derivati, Beatles e derivati via via fino ai Radiohead e le realtà Constellation e Kranky. E ci metterei pure un po' di Warp.

Qual è la canzone a cui siete maggiormente legati?
Forse “Lxwaldocwithme&t.”, certamente la più autoreferenziale.

Vi aspettavate che "Happy birthday, Eveline!!!" fosse accolto dalla critica con così grande entusiasmo?Qual è stato il riscontro più soddisfacente?
Sinceramente non ci aspettavamo un così grande riscontro, ma ovviamente ci speravamo e quindi l'abbiamo accolto con entusiasmo. La cosa che più ci ha fatto piacere è sentire pareri favorevoli anche da chi, come noi, suona e sta cercando di ritagliarsi degli spazi nel difficile panorama italiano.

Avete appena realizzato il video di "Gin.o.Lemon" (diretto da Frank Calabrese). Com’è? Che aspettative avete?
Il videoclip è stato un esperimento low budget girato sotto il sole cocente di un luglio bolognese (la location è infatti su uno dei colli circostanti). La rotazione rimarrà comunque relegata ai circuiti underground: l'esperienza che abbiamo avuto con Frank è stata molto fica. Lui è un nostro amico, ha talento e si dà molto da fare, ha girato degli ottimi lavori per i Kash, gli Instrumental Quarter e i Sincircus.

Che mi dite delle foto contenute nel booklet del vostro cd (e riprese anche sul sito)? Mi sembrano esempio emblematico dell’ironia presente nella vostra musica.
Sono molto contento che me lo domandi, perché per me l'artwork curato da Andrea Fasciani (che noi chiamiamo amorevolmente “Doc”) è assolutamente inscindibile dalla musica che proponiamo in “Happy birthday Eveline!!!”. E’ un’idea che ne riflette perfettamente lo spirito, credo per il fatto che lui con noi ci ha suonato e sa che cosa vogliamo esprimere. Doc è anche un grande film maker, non abbiamo mai trovato una sua idea banale o trita. Per questi motivi presto si discuterà attorno ad un'eventuale collaborazione per il secondo videoclip.

Siete attualmente impegnati in una tournèe. Come si svolgono le vostre esibizioni live? E come è strutturata la scaletta?
In genere la scaletta varia di serata in serata. Essendo molto eterogenea ci consente di gestire i tempi nei modi a noi più congeniali. Nei nostri live in genere alterniamo i pezzi più smaccatamente pop a nuovi brani non inclusi in “Happy birthday…” o a lunghe improvvisazioni tra elettronica e jazz. Talvolta al pubblico risultano un po' indigeste, ma crediamo che una buona comunicazione possa passare non necessariamente da un'esibizione accomodante.

Che tipo di pubblico assiste ai vostri spettacoli? "Fauna" è ampia e variegata?
Si, ampia e variegata.

E quali i contesti in cui solitamente suonate, o amate suonare?
A noi piacerebbe suonare sempre alle feste della birra, ovunque si possa scroccare cene abbondanti, succulente e soprattutto gratuite.

Come descrivereste con uno slogan le vostre velleità artistiche? Non ditemi "Scrivere canzoni capaci di far innamorare molte persone": l'avete già usato nel sito.
"Scrivere canzoni in grado di fare innamorare Federico Linossi".

Touché. Com’è la scena musicale bolognese? Siete in contatto con qualche altro gruppo?
A dirti la verità non è una gran scena o almeno noi non la consideriamo tale. I gruppi ci sono e molti sono validi, ci sono sicuramente locali interessanti ed attenti a nuove proposte artistiche, etichette che propongono dell'ottimo materiale come la Unhip o la Homesleep, ma purtroppo la realtà dei club e dei locali (non solo quella bolognese) è malata di esterofilia e un sacco di gruppi italiani non hanno lo spazio che si meriterebbero. Prendi ad esempio i Jennifer Gentle, i Franklin Delano, gli Anatrofobia o gli Zu, dovrebbero suonare come minimo una sera su due e vendere più dischi dei Franz Ferdinand... e invece?

Avete già in cantiere qualche nuovo progetto?
Stiamo già registrando il secondo album. Prevediamo una gestazione lunga, ma (speriamo) non quanto quella di “Happy Birthday, Eveline!!!”. Abbiamo già del materiale interessante in cantiere, dobbiamo solo finire di sviluppare alcune idee che vorremmo inserire nel nuovo lavoro.

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