Mamasan - e-mail, 17-07-2005 Intervista

03/08/2005 di

Dopo un demo autoprodotto (recensito su queste pagine), i Mamasan approdano ad una etichetta come la Tomato per il loro esordio ufficiale. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere servendoci dei mezzi telematici per parlare di questa opera prima...



Partiamo dalla primissima impressione scaturita dopo poche note: musica convincente, quasi al di là delle aspettative, mentre la voce mi sembra molto debole, poco incisiva. Che ne dite?
Il piacere di ascolto di un disco è un fatto puramente soggettivo; la voce del cantante in determinati ambiti diviene fondamentale per dare forma all' espressione musicale di un gruppo. La nostra musica é innanzitutto frutto di un'opera di modellamento della componente sonora in funzione delle caratteristiche vocali del cantante, quindi non avrebbe senso senza quella particolare timbrica. Comunque de gustibus non disputandum est...

Siete arrivati al vostro esordio ufficiale incidendo per un’etichetta che ha dietro una struttura consolidata. Che aspettative avete?
Certamente il fatto di essere stati scelti da un'etichetta storica come la Cni/Tomato è stato importantante. Correggo solo il fatto che non abbiamo ‘inciso’ per la Tomato. Il disco è stato autoprodotto con l'aiuto di Blend e poi distribuito da Tomato/Cni in accordo con Venus. L'aspettativa fondamentale è quella di riuscire ad arrivare al secondo album con molta meno fatica (e musica migliore).

In “Lieve” mi avete ricordato fortemente i Malfunk, anche se con molta più grinta. Ritenete che l’accostamento vi nobiliti? Tra l’altro, spulciando sulle news di Rockit, leggo che ci avete suonato insieme qualche anno fa…
Sicuramente fa piacere essere accomunati in qualche modo ai Malfunk in quanto rappresentano una realtà consolidata nel panorama della musica rock in Italia.

Più in generale, vi danno fastidio gli accostamenti fatti ai vari gruppi nelle recensioni o più semplicemente vi incuriosiscono?
E' abbastanza normale quando si cerca di dare un giudizio critico ad un'opera ricorrere ad esempi o accostamenti per sublimarne l'identità e/o genere. Le recensioni sono - sia quelle positive che quelle negative - un importantissimo riferimento per comprendere se il messaggio (e quindi la musica stessa) è giunto a destinazione.

Avete in testa un produttore ideale che pensate possa valorizzare al massimo le vostre canzoni?
Un bravo produttore é' colui che sa valorizzare e palesare le idee (e quindi la musica) di un gruppo, anche a costo di snaturarle. Di buoni produttori in Italia ce ne sono parecchi; certamente il prodotto finale è dipendente sia dalla componente umana (quindi gruppo/produttore/fonico) che dai dispositivi tecnologici a disposizione (quindi soldi e sempre soldi).

Il produttore ideale sarebbe Steve Lillywhite però non crediamo che al momento sia disposto a collaborare con noi...

Da chi, se è successo, avete imparato di più in questi anni di gavetta?
Certamente un momento importante per la nostra crescita artistica e' stato l'incontro con Mario Conte, grazie al quale siamo riusciti a comprendere i nostri limiti e ad utilizzarli come basi future su cui fondare il nostro percorso evolutivo. Inoltre abbiamo un grande rispetto per la figura di Giuseppe Innaro, grande amico nonché fonico preparatissimo e geniale.

Dalla vostra biografia leggo che avete partecipato a diverse concorsi. Vista quindi l’esperienza accumulata, pensate possano essere formativi - e se la risposta è ‘sì’, a che livello - oppure rappresentano solo buone occasioni per suonare in giro?
Qualunque tipo di esperienza che abbiamo fatto suonando in giro è stata formativa; per quanto riguarda il nostro passato ’live’ è comunque difficile dare un giudizio oggettivo. Vuoi per le enormi difficoltà finanziare cui va incontro un gruppo che non ha ancora detro di se una struttura capace di sostenerlo economicamente, vuoi perche' molti di questi concorsi rappresentano uno strumento utilizzato per sfruttare il talento e la voglia di emergere di tantissimi musicisti.

Nella stesura dei testi c’è qualcosa che vi ossessiona particolarmente e che intendete sfogare con le canzoni?
L'ossessione tematica di questo disco è per paradosso la forma, uno dei problemi fondamentali che ci siamo posti sin dalla stesura dei brani. Nel senso che la ricerca fondamentale è stata quella di creare musica che avesse un senso in quanto tale. Sono emersi comunque altri temi e più propriamente legati al significato dei brani ma sono quelli che abbiamo tutti dentro (per scelta mai politici, in questo momento non avrebbe senso ne noi avremmo la forza concettuale) quali il tempo, la distanza, l'incomunicabilità… quasi un bisogno fisiologico per anime dei nostri tempi.

Che rapporto avete col web? Il vostro sito porta le informazioni fondamentali ma come contenuti mi sembra un po’ da minimo sindcale. Ve ne occupate personalmente oppure demandate a qualcuno?
La parte grafica è generalmente gestita da persone esterne; per quanto riguarda i contenuti saranno sicuramente aggiunti tra breve. Abbiamo dovuto risolvere numerosi problemi in questo lasso di tempo. Per quanto riguarda il rapporto col web riteniamo sia uno strumento essenziale per la comunicazione in generale e quindi utile anche ad un gruppo per farsi conoscere ed arrivare ad un pubblico il pìù vasto possibile.

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