Ninfa - e-mail, 25-09-2003 Intervista

07/10/2003 di

Qualche domanda a Ninfa per approfondire i contenuti di "Top sensation" e per parlare delle sue 'passioni' in fatto di musica, cinema e altro ancora...



Comincerei con la domanda che ho sempre voluto porre. Ninfa: donna, madre e dj... come fai a conciliare tutto?
Le donne hanno più forza, più versatilità, una naturale predisposizione al mutamento. Mia figlia (che fa la speaker radiofonica) crescendo ha capito che una ‘mamma dj’ spesso fisicamente assente, perché in viaggio, ha altre risorse da lasciarle in eredità.

Il tuo percorso artistico, fin da Avvoltoi e Sciacalli, è sempre stato caratterizzato da una fortissima passione per gli anni ‘60. Da dove ti deriva?
Dall’energia che scaturisce da quel periodo di entusiasmo collettivo, dallo spirito punk delle band dell’epoca molte delle quali non hanno mai raggiunto le classifiche (un po’ come succede ancora oggi… purtroppo), come ad esempio I Ragazzi dai Capelli Verdi, (complesso padovano dal puro garage sound), Le Teste Dure (che con la loro “Era un beatnick” dimostravano che la volontà di suonare se ne sbatte della tecnica) e i veronesi Kings che con il loro “Trovane un altro” usavano la rabbia per far vibrare gli amplificatori valvolari.

Cosa significano invece, per te, gli anni ‘60?
Cinema, cinema, cinema… il più bello che sia stato prodotto finora. Cinema ‘mainstream’ e cinema (cosiddetto) di ‘serie B’ - da qualche tempo ribattezzato cinema di ‘genere’ per restituirgli la dignità che in passato, ingiustamente, gli è stata negata. Fra le tante pellicole cito “La Ragazza con la pistola”, che include anche una bellissima colonna sonora e una fantastica title-track (“Girl with the gun”) interpretata da Mal dei Primitives.

Il tuo cd è molto vario: forse è una traccia lasciata dalla tua attività di selezionatrice delle compilation “Mo’Plen”, “Arriva la Bomba”, ecc...?
Probabilmente deriva dal fatto che sono insofferente a tutto ciò che trovo noioso: produrre un disco che percorresse una direzione a senso unico non era nella mia natura. Ma non è stato di certo come selezionare brani editi da pubblicare su una compilation, ma quello che ho messo nel mio album varia a seconda degli stati d’animo che hanno ispirato ogni singola traccia; ciò succede soprattutto in “Love syndrome”, che racconta, senza parole, il tormento e l’estasi di una grande passione.

”Top Sensation” rimanda nel titolo a uno dei primi film lesbo-softcore degli anni ‘60. Hai detto che questo film, con la sua fascinazione estetica per il sesso, è un po’ paradigma e simbolo della lounge music. Puoi spiegare questa affermazione?
“Top Sensation” è il titolo di un film del ’68 che risultava anticipare le successive rivoluzioni sessuali attraverso una palesata libertà di costumi. La lounge music, a mio parere, rispecchia a fondo le atmosfere cool e soft-erotiche di quei film.

A volte ho l’impressione che la lounge music, che tanto deve all’Italia, sia poco considerata soprattutto qui, nella sua ‘patria’. Qual è la tua opinione su questo? Perché secondo te accade, se accade, tutto ciò?
E’ molto triste se si pensa che nel resto dell’Europa vengono pubblicate raccolte di rarità lounge italiane considerate gemme di grande valore; presumo si tratti del solito discorso che ‘l’erba del vicino è sempre più verde’, ma la differenza sta nel fatto che il vicino sa come trattare il giardiniere!

Nel tuo disco suona buona parte dei migliori esponenti della scena italiana. Qual è il tuo giudizio su di essa, nel suo complesso?
Trovo molto stimolante collaborare con altri artisti. Nel mio caso si è trattato di esponenti della scena musicale italiana e da qui ne deriva che il mio giudizio attuale sulla stessa è positivo, nonostante ci sia ancora in giro troppa musica scadente. Ma questo è un dato di fatto del quale non ci libereremo tanto facilmente…

”Hip teens don’t wear blue jeans”: è vero?
“L’abito non fa il beatnick”… è vero!

Cocktail e lounge possono essere antidoti al super giovanilismo sciocco di Mtv?
Il giovanilismo di Mtv non fa altro che rispecchiare quelli che sono i nostri tempi! Non dimentichiamo però che Mtv ci riserva anche programmi come ‘Brand New’ e ‘Chill Out Zone’ che propongono alternative musicali da non sottovalutare. Anzi, forse proprio all’interno di questi programmi che cocktail e lounge possono avere una maggiore visibilità.

Fatti una domanda e datti una risposta!

Bene, allora: “Il lounge è la tua unica forma di espressione musicale?”
Apprezzo molto questa possibilità di chiarire che il lounge non è la mia unica forma di espressione musicale ma è stato semplicemente il punto di partenza della successive contaminazioni sonore che hanno preso vita nel mio album. I miei dj set, infatti, risultano del tutto differenti a seconda dei luoghi e delle situazioni nei quali vengono proposti; se sono in un cocktail bar la mia scelta è rivolta soprattutto a musica da sottofondo, molto ricercata, mentre nei club posso sfogare il mio spirito punk suonando prevalentemente sporca house-electro.

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