Elle - e-mail, 25-11-2003 Intervista

05/12/2003 di

Su Mtv c’è un programma che si chiama “Loveline”. Un programma condotto dalla prosperosa Camila, coadiuvata da quel “sessuologo da fiction” (così come direbbe un mio caro amico) che è Marco Rossi, dove si parla di sesso, sesso, sesso. Ieri passavo da Mtv - come mi piace fare spesso - e mi sono fermato ad ascoltare un’interessante discussione sulla possibilità che il pene rimanga in erezione senza giungere all’orgasmo. Finita la chiacchierata, prima della pubblicità, vedo passare il video di “People are dancing in the A.M.” degli Elle. Un bel video, mi pare, pieno di donne.

Niente. Ho trovato carino introdurvi la chiacchierata avuta via e-mail con Nicola - riguardo quello che gli Elle sono stati e riguardo, soprattutto, quello che gli Elle sono e saranno - con una cosa che non c’entrava assolutamente niente. O che c’entrava poco, tutt’al più. Comunque sia, buona lettura!



Se c’è una parola che può forse meglio esprimere il tempo intercorso fra “Bruciamo ciò che resta” e “People are dancing in the a.m.”, questa è cambiamento. Nella formazione, nella lingua e anche un po’ nel genere. Volete raccontarci che cosa è successo in questo periodo?
Diciamo che, a volte, succedono delle "cose" che ti conducono ad un cambiamento. Dopo la scissione con Marco era per noi troppo importante proseguire il progetto elle. Percorrere un'altra strada da lì è stato del tutto naturale, come lo è invecchiare.

Il cambio di cantante e di bassista (Massimiliano. Fabio ex bassista degli elle ora insegna ai bambini in Repubblica Ceca!) ha spruzzato nell'aria una nuovo odore, un nuova forma di interpretare il suono, di writing dei brani e ad una svolta per quanto riguarda la fisionomia delle parti vocali.

I brani di "People are dancing in the a.m." nel nostro immaginario "padiglione emozionale" risuonavano, con le loro parole-chiave in una lingua che non era più la nostra autoctona, bensì un'altra "nuova" lingua, con i suoi benefici e i suoi mali ma che di sicuro ci affascinava. Cambiare, modificarsi, confrontarsi con le cose permette a noi di avvicinarci alla sensibilità, alla "nostra" musica, all'arte.

Se nel precedente “Bruciamo ciò che resta” la composizione era più che altro opera di Iacampo, ora in “People are dancing in the a.m.” avete (ovviamente) fatto tutto da voi. Qual è stata la gestazione di questo nuovo disco?
Dopo tanti anni di vita vissuta assieme a Marco ci siamo ritrovati noi tre "fondatori" del progetto: io, Matteo e Tommaso. La cosa del tutto curiosa ha fatto sì che ci accingessimo con ancora più entusiasmo nel "nuovo". Tutti i brani sono stati scritti da me e Matteo, nelle nostre camere, nelle nostre soffitte e cucine, per poi prendere forma sui monti di Pulica, centrale operativa Urtovox. A casa di Paolo sono nate quasi tutte le songs, altre sono rimaste quelle dei provini casalinghi.

Passate poi le fasi di registrazioni e di missaggio in collaborazione con Bruce Morrison si è passati ad un'intensa fase di produzione artistica del materiale. Fase per noi molto delicata per riuscire a esprimere al meglio le nostre canzoni. In questo lavoro ci siamo posti per primo come ascoltatori, poi musicisti/creatori poi come parolieri. “Bruciamo ciò che resta” era il the best of, il contenitore-recipiente di molti anni di musica suonata e pensata assieme a Marco. Era la fusione di quelle che ora invece sono, nella realtà di oggi, due entità ben distinte come Elle e Goodmorningboy. Ascoltare per credere.

Le tinte della vostra musica si sono colorate di psichedelia talvolta noir, o di un pop illuminato da una luce soffusa. Quali sono le principali influenze di questo “nuovo corso”, se così vogliamo chiamarlo?
Non mi trovi d'accordo sulle tinte: trovo che in questo disco ci siano molte più superfici solari dai colori chiari-luminosi che, talvolta, contrastano con episodiche macchioline nebulose. Più importante era creare la giusta atmosfera che guidasse l'ascoltatore in questi nostri nuovi "mondi sonori" predisposti di divano per chi ci vuole entrare.

C'è una porta sul retro in ogni brano del disco.

Questo era per noi un importante passo nel "nuovo corso", come dici.

Come persone siamo "aperti" ad accogliere qualsiasi tipo di stimolo e quindi di influenza musicale o quel che sia. Centrale, poi, è il fatto che con una chitarra in meno ed una tastiera in più, con l'uso delle tecnologie, del computer etc., abbiamo virato il nostro sound più verso l'elettronica ed il suond editing. E' vero anche che molte realtà musicali si stanno spostando in questa direzione, ma in fase compositiva questo è quello che abbiamo riscontrato anche noi. E' stata una cosa che ci ha stimolato, non certo frenato. Il nostro fine era anche quello di fare belle canzoni.

Bruce Morrison, vecchia conoscenza anche di gente come i Marlene Kuntz, si è occupato di registrare e missare “People…”. Quanto è importante, secondo voi, che ad occuparsi di questi cruciali momenti sia un professionista di questo genere?
Serve di sicuro una persona che sappia pedalare bene con le macchine.

Il nuovo disco è cantato interamente in inglese, al contrario del precedente. Qual è stato il motivo di tale scelta? Sicuramente saprete che la discussione, riguardo la lingua del cantato, è sempre accesa, e molto spesso chi canta in inglese viene tacciato come derivativo (talvolta anche a ragione, probabilmente). Qual è la vostra opinione a riguardo?
Per l'uso dell'inglese mi rifaccio a quello che ho spiegato prima, poi si sa che la musica è la disciplina artistica nella quale è più facile venir etichettati o tacciati di essere derivativi. Poi è una questione percettiva dell'individuo. Se piaci non importa se sei o meno derivativo. Per qualcuno lo puoi essere, per altri no, allora, dove sta la verità?

Noi cerchiamo solo di essere personali e puri nel momento della stesura dei nostri brani e questo ci basta. Devo aggiungere che non escludiamo un ritorno all'uso del italiano, un giorno… chissà.

Quali sono secondo voi le peculiarità che potrebbero permettere ad un gruppo indie italiano di farsi conoscere in maniera concreta all’estero?
Professionalità, costanza e sacrificio; poi sicuramente il contatto giusto... ma per questo ci sta lavorando paolo di Urtovox.

Il vostro booking è curato dalla TourDeForce, agenzia che annovera molti nomi della scena (ancora MK, poi PGR, Julie’s Haircut, Bugo, Perturbazione…). Come vanno le cose in giro per l’Italia?
Abbiamo portato "People are dancing in the a.m." un po’ in giro all'aperto e nei locali. Abbiamo fatto una cinquantina di date sparse per tutta l'italia; in gennaio faremo una tournee in Sicilia di una settimana-dieci giorni. Stiamo lavorando al video di “All Mine” (il secondo dopo “People...”). Abbiamo un pezzo, “Good luck!”, nella colonna sonora di un film che dovrebbe uscire nelle sale... vediamo che succederà ancora perché stiamo già lavorando su altre nuove songs.

Quest’anno avete partecipato alla edizione 2003 del Tora! Tora!. Che cosa ne pensate di questa manifestazione?
Ci ha fatto molto piacere partecipare attivamente, anzi, speriamo di poter essere presenti anche nel prossimo.

L'abbiamo vissuta in modo positivo perchè il progetto è ambizioso.

Domanda sbruffona: vi piace Goodmorningboy? Non fisicamente, s’intende.
Certo, Marco lo stimiamo e ascoltiamo tuttora la sua musica con piacere solo ci frequentiamo meno spesso di prima.

Quali sono i dischi che gli ELLE più ascoltano in questo ultimo periodo? Riteniate sia uscito qualche album che, superando una certa diffusa mediocrità, si elevi al Bello?
Sicuramente abbiamo apprezzato la voglia di costruire disfacendo dei Radiohead, la loro capacità creativa nel manipolare suoni e strutture, nell'uso delle tecnologie avanzate, ma pur sempre capaci di dare profonde scosse emotive, carnali, in un periodo discografico buio dove le aspettative di mercato puntano il dito sull'’uscita di “let it be...naked”.

Peronalmente stimo moltissimo Cornelius o gruppi come Sigur Ros, caldi e afosi come una giornata post-atomica, tanto quanto adoro Will Oldam, Nick Drake, Massive Attack, Blur o il sempreverde Neil Young, lo struggente periodo di Beck eppure Wilco.

Ed in conclusione: perché un titolo come “People are dancing in the a.m.”? Lasciatemi comunque dire che l’accostamento della danza (uno dei miei sacrali tentativi di ricerca della gioia) alla luce del mattino ha una particolare potenza espressiva, e forse ben sintetizza il disco…
Penso proprio di si.

Un enorme e caloroso saluto da tutti gli Elle. A presto!

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