Dna2 - e-mail, 28-12-2003 Intervista

25/05/2004 di

Dna2 è una band bolognese apparsa sulle pagine del nostro sito con la recensione di “Ectoplasmi”, primo album ufficiale. Il talento palesato tra i solchi del disco ci ha spinto ad avvicinare (via e-mail) Cristiano Merini, Andrea Rubini e Giuseppe Lo Bue, per sapere qualcosa di più sul loro ‘primo genito’.



Partiamo con una domanda un po’ banale: perché proprio Dna2?
E’ una formula inventata da noi: quando dovevamo scegliere il nome della band abbiamo pensato ad un nome che ci rappresentasse ed ecco trovato un termine significante: ‘alterazione genetica musicale’.

Siamo consapevoli che tale affermazione può sembrare presuntuosa, anche perché non ci riteniamo tecnicamente così bravi da poter attuare una ‘rock-revolution’ con i nostri mezzi tecnici - e sappiamo anche di non essere dei ‘geni’. Stiamo cercando di attuare un nostro percorso fuori da schemi ed etichette troppo strette... tutto qua!

La vostra band si è formata nel 1999 (su impulso di Cristiano Merini) in uno scenario prettamente punk. Qual è stato il percorso artistico che vi ha portato al rock ‘trasversale’ di “Ectoplasmi”?
Cristiano aveva appena terminato una collaborazione con i bolognesi Rude Pravo, band storica della scena punk locale. Il circuito nel quale ci siamo incontrati è stato lo ‘Scandellara’, un attivissimo centro sociale che dispone di sale prove e studio di registrazione, noto a livello nazionale per un festival estivo (“Scandellara Rock”) che in poco più di dieci anni ha fatto esibire centinaia di gruppi locali, nazionali ed artisti stranieri. Questo è stato lo scenario di partenza; scontato, quindi, l’inquinamento punk-rock!

Poi, naturalmente, abbiamo ripiegato anche su altre sonorità. Come ti abbiamo detto, non ci va di essere per forza inglobati in un genere, ma suoniamo ciò che ci va, senza pensare cose del tipo “adesso facciamo un pezzo rock” oppure “non è troppo punk”…

E di quei quattro anni è rimasta qualche traccia discografica?
La canzone “Domenica mattino” sulla compilation “Rock & contaminazioni” (prodotta da Sana records e distribuita da Audioglobe), e il rifacimento, in chiave rock, di “Mamma mamma dammi cento lire” per “Canzoni d’eroi”, compilation patrocinata dalla CGIL.

Come è avvenuto l’ingresso nella scuderia de Latlantide?
Ci hanno introdotto IQuattrocentocolpi che facevano già parte della scuderia ed erano molto amici di Cristiano (ci aveva suonato insieme per un paio di anni). Grazie a loro - ed in particolare al bassista Valerio Canè, che ringraziamo pubblicamente - abbiamo avuto la possibilità di sottoporre i nostri demo all’attenzione dei fratelli Riva e da lì è nata la collaborazione attuale.

Rispetto ad “Ectoplasmi” la vostra band ha registrato un cambiamento nella line up: il bassista Andrea Rubini, infatti, da circa un anno sostituisce Vincenzo Misale
Sì, vincenzo aveva altri progetti, ma non ci sono comunque stati attriti tra noi, anzi siamo rimasti in ottimi rapporti.

Andrea è una vecchia conoscenza del rock bolognese: aveva suonato con Cristiano in un gruppo storico degli anni ’80, i Balkan Air, e poi ha avuto importanti collaborazioni con Antonella Ruggero, Spirogi Circus ed ha accettato con entusiasmo di suonare con i Dna2.

Sono rimasto molto colpito dalla crudezza e dall’intimità dei testi di “Ectoplasmi”. Come sono nati e quali sono le principali velleità che propongono?
Utilizziamo parole chiave che sottendono cose che ci riguardano molto da vicino: non la storiella o narratio - per usare un termine dotto alla Eco - ma suggestione ed evocazione, affinché ciò contribuisca ad ampliare l’estensione dei significati. Inoltre Giuseppe è un ammiratore di Isabella Santacroce, scrittrice notoriamente in bilico fra il pulp-trash e romanticismo, la quale possiede una musicalità innata nello scrivere. L’intento dei nostri testi è infatti quello di stimolare l’immaginazione dell’ascoltatore e di non forzarlo in un percorso mentale da noi stabilito.

Anche le trame sonore - una sapiente fusione tra basso, chitarra e batteria - sono indubbiamente affascinanti. A questo riguardo cosa vi sentite di dire?
W il rock!

Quali sono le vostre principali fonti di ispirazione? Letteratura, cinema
Cristiano predilige il cinema - ha infatti studiato recitazione e seguito una scuola per sceneggiatori - e col fratello Francesco, di professione regista, ha in essere un progetto di cinema indipendente che in una decina d’anni ha proposto produzioni alternative. In particolare alcuni ‘corti’ e due lungometraggi (“Paglione!” e “Cavedagne”) che si sono imposti all’attenzione di un pubblico piuttosto numeroso.

Giuseppe, come detto sopra, ha un debole per i prodotti letterari particolari: musicalità e significato delle parole lo attraggono particolarmente.

Andrea invece è di animo mite e trae ispirazione da paesaggi suggestivi e dal rock più becero!

E la passione di Cristiano vi ha anche portato a partecipare alla colonna sonora del film “Cavedagne”…
Sì, Cristiano è stato uno degli attori protagonisti del film, la cui colonna sonora, per volere del regista, è stata curata da gruppi rock alternativi quali IQuattrocentocolpi, Skiantos, New Hyronja e Rude Pravo. Il nostro è stato sicuramente un canale privilegiato, ma è stata comunque un’esperienza molto importante perché abbiamo avuto la possibilità di sentire la nostra musica associata a dei contesti che non avevamo immaginato… divertente!

C’è qualche canzone di “Ectoplasmi” a cui vi sentite particolarmente legati?
Giuseppe: “Troppo in fretta”, perché è il testo che mi è riuscito meglio e che si lega alla musica in maniera pregnante.

Cristiano: “Dopo le sei”, perché il tempo di batteria è sempre uguale come fanno gli AC/DC!. Andrea: “Spegnimi”, perché in fondo è un romanticone!

Uno dei miei pezzi preferiti è, invece, “Domenica mattina”, il vostro brano storico
Sì, è il primo pezzo comparso su un cd ed è il nostro pezzo più punk e diretto.

Come mai nel vostro disco viene però proposto come “Phantom track”?
Si tratta di delirio notturno, spalleggiato dal fonico Pecos, a seguito di una dura sessione di registrazione!

E la versione in spagnolo, “Domingo de manana”, come è nata?
Abbiamo provato per scherzo, e solo successivamente ci siamo resi conto che in lingua spagnola il brano suonava bene. Eravamo proprio stanchi di rifarlo sempre allo stesso modo - e poi in italiano dove le trovi espressioni come “Mas de la cuenta”?

Il singolo “Gelido ieri” è promozionale oppure è in distribuzione?
Promozionale per le radio.

Come si svolgono i vostri concerti e come è articolata la scaletta dei brani che proponete?
Sì, stiamo promuovendo “Ectoplasmi”, con un tour che ci sta portando in giro per l’Italia. I brani che proponiamo sono quelli del disco più qualche pezzo nuovo, ma la scaletta varia a seconda del tipo di serata e dal nostro umore.

State già lavorando a qualche futuro progetto?
Sì, stiamo componendo brani per il nuovo disco.

Cosa pensate dell’attuale scena rock italiana? Quali sono i vostri gruppi preferiti?
Finalmente qualcosa si sta movendo in Italia: ci sono tanti gruppi validi e finalmente si può parlare di una nuova scena indie dopo un decennio un po’ sottotono.

I nostri gruppi preferiti? CCCP & C.S.I., Subsonica, Marlene Kuntz, Verdena, Giardini di Mirò, Afterhours

C’è qualche band con la quale avete dei contatti o delle collaborazioni?
Diciamo che siamo in ottimi rapporti con svariate band di Bologna e della scuderia Latlantide, però preferiamo sviluppare il nostro progetto con le nostre forze.

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