Nuccini! (Corrado) - e-mail, 30-10-2006 Intervista

06/11/2006 di

(Corrado Nuccini è "Hopeless Rockstar" - Foto di Simona Pintu)

Spostarsi dalla classicità post-rock ad una moderna derivazione hip-hop non è facile, specialmente se sei il chitarrista dei Giardini di Mirò con una credibilità internazionale da difendere. Eppure Corrado Nuccini non sembra curarsene e si rimette in gioco, alla ricerca di un "altrove" musicale nel suo primo disco solista ("Matters Of Love And Death", uscito a settembre per la tedesca 2nd Rec.). Gli abbiamo chiesto spiegazioni. Ne ha per tutti.



Primo pensiero istintivo sul tuo progetto solista: il più famoso chitarrista post-rock italiano che fa un disco elettro-hip-hop-altro. E' impazzito?
Il più famoso chitarrista post rock sarei io? Beh, mi consola che sia il piu grande giornalista di musica italiana a sottolinearlo. Comunque non sono impazzito. Tranquillo. In questo disco ho solo cercato di uscire all'aperto. Come fosse sempre primavera. Una bella frase di Moravia dice che "Al mondo non c'è coraggio e non c'è paura, ci sono solo coscienza e incoscienza. La coscienza è paura, l'incoscienza è coraggio". Bene, allora consideriamo questo disco "elettro-hip hop", come dici tu, un incosciente gesto di coraggio.

Il disco ha indubbiamente forti connotazioni stilistiche derivate dal genere hip hop, ma se lo facessi ascoltare ad un americano dicendogli che si tratta di un disco hip hop italiano probabilmente avrebbe da ridire. Insomma, sei un rapper fallito o semplicemente l'idea alla base di questo progetto artistico è totalmente diversa?
Ma guarda! Un americano ha sempre qualcosa da ridire...Per farla breve: è meglio accettare la sua opinione perchè ha un'intelligenza binaria. Non è fatto per comprendere le sfumature. Non spiegargli cos'è un tramonto. Digli che quando finisce il giorno c'è buio. E che l'alba funziona come un interruttore. Ma poi che gli interessa di Nuccini? Quando scoprirà che sono un trentenne italiano di provincia, che non ha mai fatto esperimenti nucleari e che proviene da una zona dove l'oro nero è l'aceto balsamico, si disinteresserà alla mia musica. Faticherebbe anche a capire il concetto di fallito. E' diverso dal loro "loser". Fallire viene da "fallere", ovvero cadere, abbattere. E dello dello stesso ceppo di "fallen". Che loro usano per indicare l'innamoramento ("to fall in love with"). E' molto, molto piu' esistenziale, il fallito.

Personalmente credo che il disco mantenga un livello qualitativo piuttosto elevato, con alcuni momenti di grande ispirazione e qualche passaggio di maniera un po' prolisso e noioso. La sensazione generale è comunque di compattezza, eppure le canzoni sembrano scritte con spinte emotive diverse. Talvolta tendono ad una certa magniloquenza, ma si poggiano su un'attitudine da cameretta intima e riservata. C'è anche del pop sullo sfondo. Notwist, 13&God, Hood, Why? e cLOUDDEAD: quanta "colpa" hanno in quello che c'è nel tuo disco. Sei soddisfatto del risultato?
Dai, che domande. Non fossi stato soddisfatto non saremmo qui a parlarne, non trovi? Per il resto Marcello Lippi non commenta la moviola ed io non commento le recensioni. Notwist? I migliori, non solo come musicisti ma anche come attitudine, semplicità, schiettezza, capacità di rinnovarsi e di essere sempre al momento giusto nel posto giusto. Un modello da cui trarre ispirazione. Gli altri, chi più chi meno, sono gruppi che stimo e ascolto. Perchè... tu no?

Puoi spiegare cos'è il progetto Shadowanimals e come mai hai scelto di collaborare con questa crew?
In realtà sono stati loro a cercare i Giardini di Mirò, per il progetto "zucchini drive". Poi io e Tom ci siamo trovati bene ed abbiamo proseguito la collaborazione. Tom è una fucina di idee e di motivazioni. Mi ha trasmesso voglia di fare musica. E di farla anche quando ero stanco. Al mattino andando a lavorare in ufficio. O la sera, prima di dormire. E' un disco composto nei ritagli di tempo. Rifinito su treni pendolari, panchine in pausa pranzo, in bagno, una volta anche in aereo. Shadowanimals è un collettivo di gente volenterosa e spontaneamente attiva. Credono in quello che fanno e sono estremamente "sinceri" in questo. Musicalmente devono ancora esprimersi al meglio ma sono da seguire con attenzione e fiducia. Vorrei però anche ricordare la componente americana del progetto. Jaques Bruna, in arte Bleubird, Scott da Ros della label Endemik, Tweetch, Soso, Skyrider...tutti artisti con cui sono in contatto e condivido sintonie musicali. Qualche mese fa mi ha contattato anche Sole dell'Anticon chiedendomi di produrre per lui qualche "beat" e così è stato, ma il buon Tim Holland è un personaggio troppo irregolare e folle per me. In ogni caso la sua richiesta m'ha fatto piacere ed ha solleticato il mio ego. Ad oggi però non so cosa ha sortito o sortirà proprio per i motivi che ti dicevo.

In alcuni momenti la produzione raggiunge un livello notevole. Come è stato costruito il disco. Hai progettato tutto tu?
No, io sono l'ideologo del peggio. Quando si raggiungono gli apici è merito del computer, capace di prendere inziative. Hai presente? Tipo KITT di Supercar. O forse è merito del mio alter ego buono, che s'aggira per la città e vive quando io dormo. Scherzi a parte, Tom di Shadowanimals ha condiviso con me tutto il progetto e ne ha stimolato le scelte. Bluebird e Scott Da Ros mi hanno aiutato molto a trovare quel suono scuro e malinconico che oggi mi rende soddisfatto del disco.

In giro ormai ci sono due commenti da bar sul tuo disco: 1) "Matters Of Love And Death" sembra uno scarto del catalogo Anticon; 2) "Matters Of Love And Death" potrebbe essere un gioellino del catalogo Anticon. Quanta credibilità ha guadagnato il tuo disco all'estero? E' piaciuto?
Non frequento i bar e non saprei dirti. Frequento però i condomini, visto che ci abito e questa tipologia di domande fa parte della vecchia malafede condominiale italiana. Se quelli del bar per forza ci devono vedere una calligrafica imitazione, be’, io non ci posso fare nulla. Il disco è un disco del catalogo della 2nd e visto che sono sicuro che tu lo conosca alla perfezione saprai che tutto torna: da tempo infatti producono artisti quali Noah23, Zucchini Drive, Stacs of Stamina in campo hip hip per non dire Giardini di Mirò, Nitrada, tellaro in campo rock ed elettronico. Con tutto il rispetto per Anticon, il mio è un disco europeo ed è giusto che stia nel catalogo 2nd rec. Stop.

All'estero il disco è piaciuto? Non lo so. Ricevo molto e-mail e richieste da ogni parte del mondo. Ma credo che sia un effetto generalizzato del web, di myspace e del mondo che cambia. Proviamo ogni tanto a cambiare anche noi. No?

La 2nd Rec. sembra volerti particolarmente bene. Hai più di un progetto con loro e questo dovrebbe essere motivo di orgoglio per noi italiani. Discutete mai di ciò che accade in Italia oltre a Giardini di Mirò e progetti correlati? Esistono secondo te altri progetti italiani potenzialmente esportabili? E se esistono, perchè stanno ancora relegati qua?
Come si diceva la 2nd oltre ai Giardini di Mirò e affini ha prodotto anche i Tellaro, una band italiana che si meriterebbe di più, perchè ha sempre fatto cose molto belle (hanno appena vinto il Premio Fuori dal Mucchio 2006, NdR). A parte questo io credo che i progetti esportabili ci siano e che siano già tanti i gruppi che suonano all'estero. Mi riferisco a Jennifer Gentle, Uzeda, Settlefish, Fine before you came, Yuppie Flu, Franklin Delano e molti altri. Il vero problema è che nessuno di questi gruppi, Giardini di Mirò compresi, ha mai fatto successo "vero" all'estero, così come i Notwist o i Lali Puna per non dire i Deus o quant'altri. Forse prima o poi succederà. Al momento noi esportiamo tanta musica da discoteca, scandali calcistici, vino e belle donne. E qualche gruppo di rock alternativo che va a farsi delle vacanze durante le ferie dal lavoro o coi soldi dei genitori.

E' un disco colto, maturo e con idee provenienti da ambiti creativi diversi. D'altronde dopo anni di militanza sarebbe strano il contrario. Ma il fatto di essere così estraneo a certa tradizione italiana (nonostante alcuni inserti campionati dalla roba di casa nostra), non rischia di rendere il tuo album un disco snob?
Non è estraneo alla tradizione italiana. Ne sono assolutamente convinto. Come hai sottolineato tu il primo campione usato è preso da un pezzo noto di Gino Paoli. E ci sono diversi altri riferimenti alla musica italiana. Io adoro i cantautori. De Andrè, Tenco, Vanoni, Paoli. Oggi ascolto Riccardo Sinigallia, Perturbazione, Tiromancino, Paolo Benvegnù, Non Voglio Che Clara. Bisogna anche dire che nel disco partecipano persone provenienti dal Canada, dall'America, dal Belgio: ognuno ha la propria tradizione con cui confrontarsi. Ne dobbiamo fare una colpa? La tradizione, nel mio caso, è il punto di partenza che via via si astrae. C'è anche un pezzo del disco a rimarcare il concetto che si chiama "Tradition & Abstraction". Il mio dubbio è che tu stia parlando non di tradizione ma di revival, di stereotipi, di "maccarone! Io me te magno!". No, no, quello mai. Non ce n'è proprio bisogno. Se tutto questo risulta snob, non posso che allargare le mani sconsolato. Pasolini dice che solo nella tradizione è il suo amore. E' cosi anche per me. Ma voglio usare quella tradizione, quell'amore genetico come carta d'identità per andare altrove. E' l'altrove la meta. Un prodotto artistico che non mira a descrivere un altrove è morto in partenza. (ndActy: appendetevi quest'ultima frase in camera)

Corrado Nuccini è un artista raffinato e spocchioso, intellettuale e presuntuoso, talentuoso e manierista, estroso e copione, coinvolgente e prevedibile, carismatico ed antipatico. Questo disco forse accontenta un po' tutti. Detrattori e sostenitori.
Fatico, ma fatico molto ad identificarmi in questa descrizione. Ma di chi si parla? Di Vittorio Sgarbi? Di Mughini? Per cortesia... No, corrado nuccini, se è artista, lo è con senso di colpa. Proviene da famiglia di origine proletaria e montanara, non ha mai brillato negli studi laurenadosi tardi. Molto tardi. Mio nonno ha vissuto spaccando pietre, allevando bestiame. Capisci? Mi prenderebbe a calci se davvero fossi così come dici tu. Musicalmente ho imparato tutto insieme ai Giardini di Mirò. Sono cresciuto con quel materialismo paesano ed emiliano che mi ha portato a comprendere, con buona approssimazione, dove posso arrivare.

Ho una domanda lagnosa, ma devo fartela. Sono anni che stai dentro la faccenda indipendente italiana. Secondo te a che punto siamo. Sei contento o ti sei rotto le palle?
Io sostengo che non c'è una scena indipendente italiana perchè, almeno in ambito rock, le major non esistono. O meglio non fanno nulla. Per cui essere indipendenti che significa? Essere svincolati da chi? Da quelle tre o quattro multinazionali che non sanno nulla di nulla e contano i debiti piu che i dischi venduti. Che ogni mossa di rilancio che fanno è sistematicamente la piu' sbagliata? O forse significa far parte di quel festival delle etichette indipendenti che incensa Ron, Bennato e la Bertè? Ciò nonostante non mi sono rotto le palle, perchè amo suonare ed ho fatto di ciò la mia vita. Per cui lo farò anche domani, dopodomani e l'altro giorno ancora. Individualmente o coi miei migliori amici. Senza rifiutare il dialogo ma seguendo sempre "la mia via" ma senza riporre troppe speranze nella rinascita della discografia italiana. Indipendente o major che sia.

Anche Jukka Reverberi ha fatto uscire materiale da solista (Die Stadt der Romantische Punks, di cui abbiamo recensito “Xxxpired Love, NdR). Chi è più bravo?
Jukka è il miglior live performer che conosco. Il nostro rapporto è di lunga data. Complesso come tutte le amicizie tra caratteri difficili. Io però imparo ed ho imparato molte cose da lui. E' una persona curiosa e molto attenta a ciò che accade. Molto spesso ci intendiamo a meraviglia. Altre volte diventa più difficile. La mia personale certezza è che le cose migliori le facciamo quando riusciamo a trovare una sinergia perfetta. A sintentizzare emozioni, pensieri, volontà nella stessa direzione. Non sempre accade. Detto ciò il più bravo sono io.

Nuccini! in tour: mi sa che sarà complicato portare in giro questo disco. Come ti sei organizzato?
Be’, Nuccini! in tour non è una tappa necessaria, potrà o dovrà essere un divertimento. Lo farò a cuor leggero. Non voglio che diventi impegnativo. Sono già sufficientemente ossessionato da tutto quello che mi circonda per avere altre scadenze ed impegni.

"Matters of Love ad Death" è un titolo pericolosamente vicino a "A Matter of Life and Death" degli Iron Maiden. Dobbiamo aspettarci altri imprevisti cambiamenti stilistici in futuro? Non è che ti vediamo suonare ai motoraduni.
Non mi risulta che gli Iron Maiden suonino ai motoraduni. Forse le cover band degli Iron imperversano a quelle feste. Per cui al massimo mandiamo ai motoraduni le cover band di Nuccini!. Io vado al Gods of Metal o al Wachen. Che dici? Molto meglio i motoraduni dei ritrovi del Rotari Club.

Nell'immediato c'è un tour in Giappone con gli Zucchini Drive, poi il nuovo disco dei Giardini di Mirò ed altre tue collaborazioni con artisti diversi. Ormai hai guadagnato un rispetto internazionale, ma che ne sarà del progetto Nuccini! in mezzo a questo trambusto?
Resterà il progetto dei viaggi in treno, delle pause pranzo. Inutile fare previsioni di altro tipo. In progetto c'è una colonna sonora per un lungometraggio che descrive la mia città. Peccato che non esista questo film. Magari sarà il primo caso in cui prima viene la colonna sonora poi il film. Chiederò aiuto ad amici e conoscenti delle zone. Non solo musicisti, ma anche scrittori, registi, cuochi, pensatori notturni.

Senti... un'ultima cosa. Resti amico di Rockit anche se ti abbiamo stroncato il disco?
Mai stato amico dei giornalisti ma oggi siamo un pò tutti ibridi. Quindi non è facile stanarvi. Marcare linee definitive. Comunque tranquillo, nessun rancore. Io guardo avanti. Come si diceva in Brancaleone: "Longo è lo cammino, ma grande è la meta!".

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