Xilema - e-mail, 31-08-2005 Intervista

15/10/2005 di

Siamo andati un po' a curiosare nel mondo degli Xilema, band milanese che bazzica ormai da diversi anni nel panorama underground. Tra provocazioni e risposte al vetriolo (ma non troppo... giusto per gradire...), ecco il resoconto di un piacevole (ci si augura) scambio di battute via e-mail sul finire del mese del solleone...



Ascoltando “Eat pop” la prima sensazione è che non abbiate variato di un centimetro il vostro standard. Cioè riproponete gli stessi pattern ritmici, la stessa interpretazione vocale, gli stessi suoni. Non vi siete forse fossilizzati su un’idea(le) di musica un po’ troppo autoreferenziale? O più semplicemente non sono riuscito io a cogliere questi sforzi?
Ci tenevamo a fare un disco pop alla Xilema, non forzati da nessuno ma perché ci piace questo genere che da sempre suoniamo. Volevamo anche mantenere il nostro standard: nella fase artistica di questo disco ci sentivamo così ed è questo il bello della musica senza vincoli - o almeno così ci ha insegnato Franz Di Cioccio. Comunque il disco in complesso ci sembra estremamente professionale: i suoni, le basi ritmiche, così come la linea vocale, sembrano più maturi e molto più dolci rispetto a “Lapix” (ascoltate le tastiere realizzate da Paolo Pischedda!).

Certo è che noi siamo gli Xilema, non qualcun altro e se hai sentito vocine strane e cose un po’ ossessive e effetti azzardati che ti suonan famigliari wow che bello... siamo noi no? E’ il marchio Xilema… che è una storia lunga!

Siamo d.o.c. come tutti quei gruppi che quando li senti alla radio con un pezzo nuovo sai che sono loro… solo che a noi non ci senti alla radio… ah ah ah!

Questo cd, leggendo le note di copertina, sembra aver avuto una gestazione quantomeno travagliata. Si tratta solo di un caso e di necessità che in diversi ci abbiano "messo le mani", oppure volevate cercare punti di vista diversi?
Questo disco ha di sicuro avuto una gestazione particolare... e "travagliata" è una parola che ci può stare perché è legata all’idea di parto, sofferenza o fatica per concepire qualche cosa di bello, qualche cosa di tuo. Abbiam fatto tutto da soli come produzione ed organizzazione della più piccola cosa, perché ormai siam grandi e abbiam imparato. Poi strada facendo abbiam incontrato la CNI con la sua nuova label Tomato - nelle persone di Paolo Dossena a Massimo Bonelli - che é diventata la nostra nuova etichetta.

Dunque questo è stato già una gran fatica… poi le collaborazioni con varie persone ed entità son avvenute per caso, per amicizia, e per economicità non abbiam fatto tutto nello stesso studio. La mano di Paolo Pischedda è stata per noi fondamentale per addolcire ciò che volevam addolcire e per armonizzare il tutto e creare questo manicaretto!

Avete intitolato il disco “Eat pop”, un po’ come dire che vorreste rendere commestibile la vostra proposta. Pensate forse che finora sia risultata un po’ indigesta al pubblico?
Domanda ‘gustosa’… ah, ah! Siam sempre stati un po’ troppo speziati ed abbondanti se vuoi continuare a parlar con metafore culinarie. Volevamo essere più semplici, più vicini alle persone ed a noi... più emozionanti e meno eclatanti e allucinanti.. più dolci e più amari ma in quel modo strano di quando non si percepisce se è dolce o amaro e meno surreali. Più terreni… perché anche noi abbiam un cuore… di panna!!

Comunque il pop è gustoso!

Avete invitato Francesco di Bella a cantare su “In viaggio”, ma non sembra che abbiate sfruttato del tutto le sue potenzialità. Si trattava solo di una comparsata?
Francesco ha cantato il ritornello del pezzo, ed ha fatto dei vocalizzi, quello è ciò che si sentiva di fare e lo ha fatto come lui sa fare! Noi ci siam emozionati, ci incrociamo per concerti da una vita e per noi è stato bellissimo. Ti raccontiamo un aneddoto a proposito: il primo luglio di quest’anno abbiamo fatto un concerto al ‘MazdaPalace’ di Milano con i 24 Grana, ed è stato bellissimo, lo aspettavamo da anni; Francesco su “In viaggio”, senza organizzar nulla, è salito sul palco ed ha cantato con Lux, indossando una testa a forma di rana in lattice che la nostra performer Mimomari solitamente usa nel live. Col risultato che la gente si é divertita, tanti abbracci sul palco e un ricordo bellissimo della serata. Inoltre, il tutto è stato discusso con tanto di contributo fotografico sul sito dei 24 Grana, una band che fa musica con amore e con il cuore. Per tutti questi motivi la presenza di Francesco ci sembra tutto tranne che una comparsata…

Di tutto ciò che finora ho ascoltato di vostro, ho sempre pensato che mancasse qualcosa… tipo un pizzico di furbizia in più per rendere le vostre canzoni belle anche nella "sostanza" oltre che nella forma. Pippe da critico oppure sensazione condivisa?
La maggior parte delle canzoni che suoniamo son per noi belle sia nella forma che nella sostanza… dunque logicamente non possiamo condividere questa tua sensazione. Forse alcuni pezzi, quelli leggermente acerbi, avrebbero avuto bisogno di un tocco in più, di quel qualcosa di "magico" per trasformarli furbescamente in bei pezzi… ma molti altri lo sono naturalmente, e oltre ad esser belli sono anche molto belli, anzi fighi…o belli. Il bello dell’arte bello del bello il bello! E si parla sia di presente che di passato… tiè!

Quali band o artisti rappresentano principalmente i vostri modelli?
Ahi ahi ahi, questa domanda è troppo difficile… che possiamo dire? Non abbiamo veri e propri modelli, ma tanti artisti che ammiriamo e che ci hanno dato e ci continuano a dare soddisfazioni, oie ed emozioni, nonché forza e voglia di fare!

Vabbè lo facciamo per chi legge e non ci conosce affatto, quindi amiamo: Cccp (C.S.I., eccetera), Scisma, Madreblu, il punk, il dark, la new-wave, l’elettronica, David Bowie, i Nine Inch Nails, i Razza Ribelle Posse (…), i Velvet Underground, Kylie Minogue, Madonna, le sigle dei cartoni animati … kfglk hgfgugjhvbhb xftryfhkjv 1432 bnvkjn s msb

Qual è stata la peggior delusione capitata in questi anni di onorata militanza?
Da quanto sognavi di farci questa domanda? Eh, eh…
La peggior delusione è stata… la delusione! La delusione che abbiam visto sulle facce dei musicisti, amici e non, addetti ai lavori, sulle nostre facce, tra la gente comune appassionata di musica… insomma, tutte queste facce grigie e tristi attorno: ecco cosa ci ha davvero deluso! È un periodo duro per la musica ed il momento storico certo non aiuta. Ci si deve allontanare e guardarsi un po’ dentro…noi da qualche mese ci sentiamo lontani da tutto questo, ci stiamo lavorando per scelta per guardarci dentro ed amare quello che facciamo.

Ragazzi… ci dobbiam volere più bene ed esser sereni e tolleranti, tra musicisti bisogna aver più rispetto reciproco e sostegno, in internet poi ragazzi vogliamoci bene che farà bene alla musica.

A pensarci bene - e maliziosamente - quello che adesso raccolgono i Subsonica, voi l’avevate seminato molto prima di loro, certo in maniera diversa, ma sullo stesso terreno. Vi è mai capitato di pensare a cose del tipo: “Ma com’è che hanno messo la freccia e ci hanno sorpassato?”.
Quante soddisfazioni ti sei tolto con questa intervista!: P
Beh, siamo stati al concerto al 'Forum' di Assago a Luglio... li seguiamo dai tempi della loro prima comparsa a Milano al Binario Zero (quando voi eravate in fasce e tutto era più vivo e possibile, loro erano un evento nell’underground ed anche noi lo eravamo…) e siamo proprio contenti per loro. Stanno continuando bene, con un bel lavoro da parte di tutta la loro family. Torino è in un momento di boom artistico generale, e i Subsonica ne son stati gli alfieri, mentre Milano forse ha già dato e stufato e qui si bevon troppi aperitivi. Ogni tanto qualcuno riesce a scappare dalle sue grinfie ed ogni volta che accade potete giurarci che noi siamo lì a far il tifo per lui (vedi Le Vibrazioni) perché non si faccia riacciuffare!

Non basta un investimento iniziale per far funzionare qualcosa, ci vuole continuità e ardore… e attorno a loro c’era gente che li ha avuti entrambi ed al momento giusto! Poi non bisogna dimenticare il fatto che loro magari sono semplicemente più bravi e che il progetto Xilema è un poco più ambizioso. Sai benissimo del nostro connubio tra musica, teatro, trasformismo, performance… il nostro è un progetto differente.

Chi, finora, delle persone con cui avete lavorato, ha saputo cogliere al meglio le vostre sfumature? E chi, invece, vorreste idealmente al vostro fianco nel prossimo lavoro?
Non possiamo non citare Franz Di Cioccio che è stato il primo a cogliere l’animo Xilema e non solo le sfumature gli vogliamo bene; poi Paolo Pischedda che di sicuro ha una nostra foto sul comodino che bacia tutte le notti prima di addormentarsi (con la lingua!) ed in generale un po’ di persone che hanno collaborato a questo disco e che hanno già lavorato con noi sono state davvero brave e hanno dimostrato una grande validità e sensibilità artistrica ed umana. .. (chi ha seguito i due video Morgan Silvestri e Francesco Collinelli per il primo video “30 Gennaio” e Filippo Anglano e Luca per il secondo video “Alfabeticagomma”, love love love a tutti... slurp in particolare a quelli con cui siam andati a letto!

Abbiam capito ciò di cui abbiamo bisogno, grazie all’esperienza di questo “Eat pop”, nel prossimo lavoro … e cioè avere al fianco persone di grande erotismo artistico!

Progetti a lunga scadenza che vi piacerebbe realizzare o - quantomeno - provare ad ‘imbarcarvi’?
Ci son sorprese nel cassetto, tipo che in questo momento come creazione artistica siamo in una fase un poco più sperimentale, forse un ritorno alle origini… ma che dire: chi vivrà vedrà! La cosa più importante e a cui ambiamo è vivere la musica con gioia ed amore fuori da tutte le logiche malate che la stanno soffocando (il provincialismo, le invidie, la mancanza di entusiasmo, la mancanza di capacità di sognare, il continuo lamentarsi… ci fermiamo altrimenti l’elenco sarebbe lunghissimo). Noi siamo energia pura!

Un grosso ciao a tutto Rockit e soprattutto ai vecchietti del sito come te!

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