Edda / intervista

Edda - Cantare per trovare la leggerezza

Edda racconta il nuovo album "Fru Fru" in uscita oggi, parlando e ridendo di leggerezza, ricordi e bellezza.
22/02/2019 10:30

“Ecchime, sto facendo la prova vestiti ho fatto un casino, adesso metto tutto a posto": mi risponde così Edda quando lo chiamo per farmi raccontare qualcosa di più sul suo nuovo album "Fru Fru", in uscita oggi per Woodworm. Un'occasione per parlare anche di leggerezza, sesso, ricordi e bellezza.

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Dici che la tua intenzione con “Fru Fru” è stata quella di fare un disco leggero: che cos’è per te la leggerezza, nella vita e nella musica?
La vita è una cosa complicata, seria, però bisogna essere anche sorridenti e positivi perché le rotture di coglioni son tantissime, se anche quando sei sotto la doccia ti metti a cantare canzoni che ti abbattono è la fine. E allora invece bisogna trovare la leggerezza, almeno quando si canta. Io voglio essere così, anche perché dopo devo cantarle io ste canzoni, magari lavarmi no (ride, ndr) ma cantare sì, mi tocca, e allora voglio cantare cose che quando le canti ti spunta un fiore in bocca, ecco. Per cui, il senso è quello.

Ti stai spostando dal rock delle origini verso territori sonori diversi, pur mantenendo una grande energia. Quanto conta in questo album la componente elettronica?
Ma che ne so, devi chiederlo a Luca Bossi, è lui che l’ha arrangiato. Ce n’è poca di elettronica, è tutto suonato, è tutto macchine, per l’elettronica non ho mai capito cosa… In realtà, è più pop di quell’altro, e si può anche un po’ ballare.

Come col primo singolo "E se".
Sì, il disco non è tutto così, però insomma, io sono molto contento di questo album, poi spero che piaccia. A me credo che piaccia.

E già quello è importante.
Sì, beh, è fondamentale. Vabè oddio, se mi facesse schifo e vendesse due milioni di copie andrebbe bene lo stesso (ride, ndr), però se fa schifo e in più vendi cento copie... Se invece ti piace, almeno se piace a te insomma, anche se ne vendi cento, va bene, non ti sei fatto male.

In “The Soldati” dici: "non c’è molta distinzione tra un cantante ed un coglione". Mi spieghi questa frase?
La canzone si doveva chiamare Thegiornalisti (ride, ndr)… No vabè, perché comunque il cantante in sé canta, se poi è anche filosofo va bene. Non so se Cacciari sia un cantante, è un filosofo e fa il filosofo, il cantante fa il cantante, quindi ci sta che possa essere anche un po’ un coglione, non ci trovo niente di male, io lo sono per esempio, per cui mi autodefinisco tale. Non sono certamente un professore, uno scrittore, non ho pretese di dire verità, soprattutto con un testo musicale, poi boh, magari quello è un mio limite, però insomma, non c’ho voglia di rompermi i coglioni, ho voglia di stare così, tranquillo, e cantare cose, così, boh? Che devo cantare? Che devo fare?

In “Samsara” citi San Francesco e Sant’Agostino, ma anche il verso di un maestro spirituale Hare Krishna: che rapporto hai con la religione?
Io sono un tentato Hare Krishna da 35 anni, quella canzone ha l’inizio di un canto devozionale Hare Krishna, e poi siccome abito vicino a dove ha abitato San Francesco... Poi così, sapevo che San Francesco, mi sembra eh, magari mi sbaglio, fosse anche vegetariano, non lo so, non gliel’ho mai chiesto (ride, ndr), e me lo sono immaginato un San Francesco vegetariano, invece l’altro, Sant’Agostino... Immagino che molti santi, quasi tutti, non credo che per i cristiani mangiare la carne sia un peccato, penso che la mangino, invece per me è considerato assolutamente un abominio, e quindi tiravo per la giacchetta San Francesco, dicevo “guarda che bravo questo qua che parlava con gli animali, un santo cristiano, un buon esempio”, perché comunque ha insegnato qualcosa, tra le righe quello di essere vegetariani, invece gli altri santi o sedicenti tali queste cose non le dicono e a me quindi non interessa, per me santi non sono, anzi. Son più santo io.

Un pezzo si intitola “Ovidio e Orazio”, in ricordo delle versioni al liceo: come andavi a scuola?
Una merda, ho finito il liceo perché ho pagato, e poi ho tentato di fare l’università ma non avevo abbastanza soldi per pagare, nel senso i professori (ride, ndr). No vabè, ero un cane assoluto però ho fatto il liceo classico e alla fine qualcosa, qualcosa boh, cinque anni lì, in latino alla fine riuscivo a fare le traduzioni, però era una gran rottura di coglioni.

Per te il sesso in Italia è ancora un tabù? Forse lo è diventato anche l’amore?
Ma non lo so, per me il sesso è un po’ un’arma a doppio taglio insomma, sembra che sia tutta questa cosa e invece fa morti e feriti. Sesso e amore non sono la stessa cosa: il sesso è come le caramelle, se ne mangi troppe poi stai male, poi nel mio caso non è che corro questo rischio, non sono Fabrizio Corona (ride, ndr). Vedi appunto, vedendo l’amico Fabrizio Corona che ha tutte queste vicissitudini mi rendo conto che alla fine nascere cessi potrebbe avere i suoi vantaggi. Non farei il cambio… Oddio, mi piacerebbe essere guardato dalle donne con sguardi di appetito sessuale ma poi dopo finisci in quel vortice che sembra non si stia così bene neanche da quelle parti, per cui bisogna andar da un’altra parte, non so dove, non lì insomma.

“Edda” è dedicata a tua madre.
Mia mamma è morta quel giorno che ho cantato quella canzone lì, dovevo finire il disco per cui non potevo fare altro che andare in sala a registrarla. Era giovedì, e la canzone dice “giovedì tu hai preso tutte le tue cose”. Il fatto che mia mamma adesso non ci sia più e che si sia liberata da quel corpo di donna anziana, ormai sono cinque o sei mesi, fra quattro mesi nascerà no? Nove mesi ci vogliono per nascere. Quindi rinascerà, avrà un corpo giovane, rinascerà come siamo rinati tutti e questo mi dà speranza, insomma son contento di sapere che mia madre sarà in un corpo nuovo, perché comunque la vecchiaia, la malattia sono cose che fanno soffrire quindi si è liberata da questa sofferenza e io, anche se l’ho persa, da un certo punto di vista sono contento che sia libera, in un nuovo ciclo e una nuova vita.

Dici che “Vela Bianca” si ispira a una canzone dell’Equipe 84: quali sono gli artisti del passato che ti hanno influenzato?
Ma nessuno perché son talmente incapaci di suonare (ride, ndr), però la melodia, è quello: a me piacciono le melodie, cioè comunque mi piace dove c’è un ritornello, i Beatles, la musica leggera italiana degli anni settanta, insomma dove c’è armonia e melodia. Già il blues mi fa venire un po’ di orchite capito, cioè tra i Rolling Stones e i Beatles mi sembran molto più bravi i Beatles, perché c’è molta più armonia e melodia. Quella roba lì, il cantare, se fossi nato nell’800 avrei ascoltato le opere liriche di Verdi, di Rossini, tutte quelle cose che si cantano capisci? Tu sei sempre lì sotto la doccia e riesci a cantare quella canzone. Bela Bartok non lo riesci a cantare (ride, ndr). Forse è un limite, ma cantare fisicamente è come un po’, prima parlavamo di sesso, è un piacere della vita: cantare fa bene, si può anche cantare la sofferenza, però bisogna anche saper cantare la serenità, la gioia, la felicità, la spensieratezza. È una bella emozione cantare.

Nel disco ci sei tu, in fondo ‘semper biot’, senza maschere. A chi ti rivolgi quando scrivi?
A me (ride, ndr), a me di solito, nel senso che quando scrivo le canzoni, i testi, non ho in mente niente, cioè devo trovare delle parole che corrispondano all’emozione che mi sta dando quell’armonia, le prime parole che mi vengono le butto dentro. Basta. E quindi sto parlando di me con me, poi sapendo magari che gli altri… Ma in quel momento è un dialogo tra me e me.

Edda, dove si nasconde la bellezza oggi?
Nella semplicità e nell’essere veri, nell’essere se stessi e far vedere agli altri quello che siamo, anche se magari son cose brutte: niente sovrastrutture, niente orpelli sia di tipo intellettuale sia estetici, insomma semplici, nudi e crudi, un po’ ruspanti, quello è secondo me… Qual era la domanda? Stavo rispondendo giusto no?

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L'articolo Edda - Cantare per trovare la leggerezza di margherita g. di fiore è apparso su Rockit.it il 22/02/2019 10:30

Tag: nuovo album - intervista

Pagine: Edda

Commenti (1)
  • Faustiko Murizzi 25/02/2019 ore 13:12

    Sempre "leggero" come solo lui sa esserlo.

    > rispondi a @faustiko
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