Vengono da due generazioni diverse, ma per molti versi sembrano fratello e sorella. Dopo il featuring in "Ezechiele", ora i due cantautori si raccontano a vicenda rispondendo alle stesse domande, riuscendo a tirare in mezzo Yungblud, Claudio Villa e l'imbarazzo per la parola "cacca"
Chi è Ezechiele? Il lupo che attacca i tre porcellini? O il personaggio biblico reso noto per i suoi versetti inventati - anche se qualcuno li ha scambiati per veri - che compaiono in Pulp Fiction? Per Edda è soprattutto "una canzone che non sono riuscito a cantare come volevo", come ci ha detto, tratta dal suo ultimo disco appena uscito in digitale Messe sporche. Per risolvere questo problema si è rivolto a un'artista di un'altra generazione, ma con più di qualche affinità con lui: Lamante.
D'altronde, entrambi sembrano interessati meno alla perfezione che alla verità, con Edda da sempre usa la voce come materia emotiva prima ancora che melodica, mentre Lamante costruisce immagini potenti che trovano nella sua interpretazione il modo più diretto per arrivare a chi ascolta. In Ezechiele queste due sensibilità si completano attraverso un dialogo, che abbiamo voluto esplorare ancora di più mettendoli vicini a rispondere alle stesse domande.
Edda e Lamante - Foto stampa
Quando hai sentito per la prima volta la musica dell'altro? Cos'hai pensato?
EDDA: È da quando è morto Claudio Villa che non ascolto più musica: ascolto solo i Bollettini per i Naviganti e il Gazzettino Padano alla radio. Però volevo che a cantare fosse una donna, ma non sapevo che Lamante fosse una donna. Ora lo so.
LAMANTE: Edda l'ho scoperto con l'album Graziosa Utopia. Ho pensato che fosse un pazzo e che cantasse il suono delle parole come i cantanti lirici.
Racconta la musica dell'altro a chi non l'ha mai sentita prima.
E: Ho sentito cantare Giorgia la prima volta in studio e ho pensato: «Cavolo, che brava!». Ho lasciato scritto nel testamento che, se dovessi morire, voglio lei al mio posto nella band.
L: Immaginati un uomo di campagna che abita in città, o un uomo di città che abita in campagna: stonato con tutto ciò che lo circonda, ma sorridente, perché questa cosa la percepisci solo tu che lo guardi. Ma quando apre bocca, il timbro della sua voce accorda ogni cosa, perfino te stesso.
Miglior pregio e peggior difetto dell'altro?
E: Miglior pregio: è donna. Peggior difetto: mangia poco.
L: Non direi che sia un difetto, però di Edda si capiscono metà delle parole che canta, e i testi sono bellissimi! C'è a chi piace e a chi non piace: per alcuni potrebbe essere un difetto, a me piace un casino.
C'è una parola che dici spesso e che l'altro non userebbe mai?
E: Io dico la parola "pupù" perché l'altra mi imbarazza; spero solo, per lei, che non abbia i miei stessi problemi.
L: Ce ne sono tante. Al momento mi viene in mente la parola "insalata". Ahah.
Qual è la tua canzone preferita dell'altro? E perché?
E: Governatevi e Rossetto. Perché? Perché mi ricordano la Bertè. Ma vorrei dire anche che Giorgia ha qualcosa nella voce: anche se cantasse l'elenco del telefono, sarebbe bello sentirlo. L'importante è che lo canti lei.
L: Penso sia Signorina. Mi piace così tanto il modo che ha di rendersi buffo, prendersi in giro, non prendersi sempre sul serio e, a volte, persino ridicolizzarsi. È una cosa che ammiro molto di Edda e che io non sono ancora in grado di fare.
Qual è la cosa più strana che vi è successa mentre stavate lavorando al brano?
E: Mi ha parlato di Alessandro Fiori e del suo strano modo di approcciare le donne, che è molto diretto e sincero, e abbiamo riso. Che uomo, il Fiori!
L: Ne sono successe di cose strane: guidare una mini bicicletta, salire su una moto da corsa ferma da chissà quanto tempo, andare su una scopa come due streghe.
Cosa vuoi rubare all'altro?
E: L'appartamento che ha a Vicenza e da cui domina tutta la città.
L: Come dicevo prima, penso l'ironia e il prendersi poco sul serio.
Quale brano famoso ti vedresti bene a fare insieme?
E: Quello che Yungblud ha cantato al concerto per Ozzy. Non so il titolo, ma lui urlava come un pazzo e sembrava un mantice. Lei di sicuro ci riesce a cantarlo; io, non lo so.
L: Gli ho chiesto se un giorno faremo la cover di Sally.
Di' all'altro una cosa che volevi dirgli ma non l'avevi ancora fatto.
E: «Che donna!» (Cit. Lei sa di chi.)
L: Dovresti aprire un attività di cappelli fatti con le tue bandane Edda!
--- L'articolo Edda e Lamante: due streghe sulla stessa scopa di Vittorio Comand è apparso su Rockit.it il 2026-07-29 17:04:00
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