Giacomo Spazio - email, 01-02-2007 Intervista

13/02/2007 di

(Giacomo Spazio - Foto da internet)

Giacomo Spazio è un nome che evoca uno scenario. Infatti, è un nome d’arte. Come d’arte, d’altronde, è la storia di questo pezzo d’uomo – grafico, discografico, editore, giornalista... – cruciale per la nostra Musica (non solo underground). Fondatore della Vox Pop, la prima etichetta indie italiana (con sede a Milano, la cui esperienza è finita con molti punti interrogativi, ci sarà modo di approfondire), ha poi aperto due piccole etichette: Cane Andaluso (ricordate i Milaus di “Rock Da City”?) e City Living, l’etichetta con la quale ha pubblicato “Nema Fictzione”, disco a triplice nome assieme a Alessandro Raina e Pierluigi Petris. E proprio di tutto questo parliamo con lui. Attenti che spara!



Ormai sei da 25 anni dentro a questa cosa che è la Musica. Per dire: sei citato in biografie e libri, praticamente tutte le storie che si sentono sulla Milano underground da inizio '80 a metà '90 ti vedono per un motivo o per l'altro coinvolto, sei in una canzone dei La Crus (avremo modo di approfondire in altra sede e con spazi adeguati). Adesso ti chiedo: ti senti in qualche modo una celebrità?
Celebrità io? No assolutamente, no! A parte gli amici, nessuno ormai sa chi io sia in senso fisico e questo mi dà l'agilità (parola grossa pensando alla mia stazza), di andare a curiosare in giro con estrema libertà. Il più delle volte quando mi vedono (e penso al vostro MI AMI dello scorso anno) mi scambiano per un pulotto in borghese in cerca di droga ma per farsi.

Come ti vedi tu?
Mi percepisco come un agitatore controculturale e nelle scelte agisco ancora d'istinto. Non mi piacciono le parrocchie e sopratutto non ho ho problemi a dire quello che sinceramente penso. Ovviamente se vengo interpellato.

Come pensi ti vedano da fuori?
Agli alieni sto sicuramente sul cazzo.

Grafica e musica. Domanda facile e obbligata. Come dove perchè, hanno davvero bisogno uno dell'altra?
Così come etica ed estetica non vanno mai confuse, anche musica e grafica hanno bisogno di vivere separatamente. Si incontrano e si confrontano (etica, estetica, grafica e musica) unicamente e solamente nel regno della merce.

Cosa stai cercando da quando hai iniziato?
Complicità di intenti. Cerco da sempre di creare situazioni.

Cosa hai trovato?
Ho raccolto molta polvere... a volte d'oro.

Cosa vorresti trovare?
Intelligenza. Pura intelligenza. Affintà. Scambio di esperienza.

Musica e soldi. Domanda altrettanto facile e altrettanto obbligata, visto che non tutti forse ricordano/sanno che dietro all'esperienza Vox Pop ci sei tu. E' possibile un discorso valido dal punto di vista economico e insieme valido a livello culturale?
Credo che le due cose non siano in antitesi. Ma se il tuo fine specifico è il business purtroppo questo matrimonio non funziona.

Dall'alto della tua esperienza, hai delle piccole indicazioni di rotta (editoriale, musicale, stilistiche) che ti senti di da dare a chi si affaccia adesso sulla soglia della Magica (?) Industria Culturale?
Partiamo allora dal basso con tre semplici verità:
1– Definire la grandezza dell'investimento sia affettivo che economico.

2– Non seguire nessuna moda cercando però di perdersi nel futuro.

3– Riconoscere il talento negli altri e farlo fruttare nei due sensi.

Ho detto fruttare e non sfruttare!

Nello specifico di questo progetto, a parte la grafica, cosa c'è di tuo a livello musicale/compositivo/immaginario?
Un misto di tutte e tre le cose. Molti suoni vengono dalla mia personale libreria di campionamenti. Ho fortemente creduto nel progetto. Mi sono scontrato, incontrato e confrontato con Alessandro. Chi ha scritto cosa mi è impossibile dirlo. Riconosco sicuramente che i testi delle canzoni sono tutti suoi. Mentre per i frammenti poetici, le prose e i piccoli pensieri ci siamo sovrapposti a vicenda, arrivando a fare delle forzature di senso. Insinuiamo che Adalberto Libera e Malaparte fossero gay che Anna Magnani abbia avuto un rapporto incestuoso con il figlio e che Pietro Germi fosse un paranoico maniaco sessuale... e il resto scopritelo da soli.

Perchè un disco insieme a Raina? Come ci sei arrivato a lui?
L'ho conosciuto che era un fan acerbo degli Afterhours. Spiccava per acume su tutti quelli che conoscevo al tempo e che avevano la sua stessa età. Ci siamo reincontrati per caso un giorno in Stazione Centrale a Milano e da li, in poco tempo è maturato il suo primo disco “Colonia Paradi's” che io pubblicai. Poi ci si perse di vista e ci rivedemmo nella bolgia del Tunnel durante il concerto degli Sparklehorse. Quella notte è nata l'idea di “Nema Fictzione”... per me Alessandro nel panorama italiano è abbastanza unico e credo che senza mai dichiararlo, rispettivamente volevamo mettere a confronto due generazioni. Io del '57 e lui del '77. Cazzo mentre io ero a Bologna per gli ultimi rantoli del movimento degli autonomi, lui emetteva i primi (vagiti) vocalizzi.

Musica e età anagrafica. la cosa che mi affascina di più è come hai attraversato tutte le mode, le correnti, gli stili, cercando comunque sempre di dare del tuo, di far passare un messaggio. Producendo tanto e aiutando altri a fare altrettanto. Non ti pesano gli anni? Non ti senti stanco?
Ammetto che qualche volta vorrei mandare tutto a fankulo, ma poi che cazzo ne so... Per caso sento i Fitness Pump (gruppo pop della Tafuzzy Records, NdR) e mi dico; 'che figata!'... e LSD risale. Oppure vedo i disegni di Thomas Raimondi e sento una botta alla testa... e parto a razzo (come sto facendo in questi giorni), per organizzare una sua mostra.

Dove trovi le motivazioni per continuare a farlo?
Nella bellezza delle cose che realizzano gli altri e nella paura che per me sia l'ultima volta.

Dove gli stimoli?
Nelle emozioni che mi suscitano.

Che difficoltà incontri a rapportarti con gente molto più giovane?
Nessuna (a parte che loro si piegano di brutto e io mi ammazzo con una birra piccola dopo le nove di sera), perchè imparo un sacco di cose... forse l'unica vera difficoltà è che passo molto tempo a cercare di convincerli a credere in se stessi!

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