Persiana Jones - email, 15-07-2001 Intervista

15/07/2001 di

Via modem, risponde Beppe...



Complimenti! Avete fatto un disco come neanche da giovani… ma i Persiana Jones non invecchiano mai? Ma c’è un trucco? Un elisir?
Non abbiamo nessun trucco o segreto. Semplicemente ci piace suonare e ci piace divertirci e con la musica abbiamo la possibilità di farlo.

ma come vi è venuto fuori un disco così picchiato e duro (rispetto alla vostra classica produzione ska)? Questa rabbia , questa grinta…
Anche qui nessun trucco od inganno. Passa il tempo, si matura, penso si cresca anche e si ricercano nuovi suoni e nuove melodie. Lo ska tradizionale fa parte del nostro passato e non lo rinneghiamo, però un po’ più di chitarre non guastano……

sì, ok… ma uno pensa che di solito i gruppi più ‘invecchiano’ più ammorbidiscono il suono o la linea, voi invece sembrerebbe abbiate avuto un processo inverso. Correggimi se sbaglio.
In effetti il suono si è un po’ indurito, probabilmente rispetto agli altri abbiamo un processo inverso….. Penso che rispecchi comunque i nostri gusti attuali nei confronti dello ska e del rock in genere. Lo ska inteso come ska-roots ci ha un po’ stufato, siamo un po’ stanchi di questa musica suonata tutta nello stesso modo, con i fiati in primo piano a fare dei giri il più delle volte triti e ritriti. Mi piace ancora ascoltare i classici del passato, come mi piace ascoltare Special e compagnia bella, però se devo scegliere metto su i MMBosstones o i RBFish, i Goldifinger, e poi tutto il catalogo Epitaph. Non rinnego il nostro passato, però il presente segue i nostri gusti personali.

Avete chiamato un personaggio storico (per non dire mitico) del circuito punx Hc torinese, Zazzo dei furono Negazione…
Beh, Zazzo prima di tutto è un amico, quindi in un disco tra amici non poteva mancare. Se poi lui ci ha ripagato con delle interpretazioni super, quella è la conferma che è un grande.

…e quindi la produzione di Darian Rundall (di solito al lavoro con le produzioni Epitaph), com’è avvenuto l’incontro? Com’è andata in studio?
L’incontro è avvenuto tramite internet. Volevamo un produttore che fosse vicino ai nostri gusti musicali, dato che Pippo Monaro era impossibilitato a registrarci, e dato che Madaski avrebbe potuto registrare solo da Aprile, ed avendo Marzo libero, abbiamo contattato Darian via mail e lui ci ha risposto e il resto è stata solo una conseguenza. In studio poi è stato grande, ci ha cambiato parecchio nel modo di affrontare lo studio e le registrazioni di Madaski sono proseguite sullo stesso tenore. Diciamo che siamo stati molto fortunati. Poi i pezzi sono venuti proprio come li volevamo noi, belli “aggressivi”.

Ci dobbiamo aspettare i Persiana Jones esportati all’estero?
Non so se risponderti a questa domanda oppure no……. Diciamo che non sei molto informato su di noi…… Beh, ti rispondo perché sono un buono. Noi suoniamo anche all’estero da qualche anno, e i nostri dischi sono stati distribuiti, in Francia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera, Gran Bretagna, Canada, Stati Uniti e Giappone. Adesso per intanto facciamo una capatina in Slovacchia per un mega festival, ad Agosto torniamo in Spagna e in Autunno, dopo un tour in Europa, dovremmo andare in Canada, Stati Uniti e Messico. Per il disco invece, la Epitaph ci ha contattato…… ma non si parla per scaramanzia. Intanto è uscito in Giappone un vinile con il meglio di Persiana tratto dagli ultimi tre dischi.

Malignità: non è che avete visto che gli Shandon iniziano a vendere e andare in tour per l’Europa e allora…. (che poi anche se così fosse tanto di cappello, perché ‘Agarra la onda’ è, a mio parere, il vostro disco migliore)
Beh, ma allora insisti……. Nel 1993 siamo usciti dall’Italia per la prima volta ……. E non so se Olly aveva già formato gli Shandon……. Forse ci stava pensando. Comunque siamo stati in Francia, Germania, Svizzera, Austria e soprattutto Spagna. Il Puerto Hurraco non ti dice niente? Il nostro penultimo disco è dedicato ad un bar abusivo di Barcelona che abbiamo frequentato certamente non durante una gita scolastica.

ok, incasso, ma voi non avete capito bene la mia domanda, lo so benissimo che avete già fatto una marea di date in giro, la mia domanda era rivolta più che altro all’uscita di un vostro lavoro magari (appunto) sotto Epitaph, o chissà, qualcosa del genere:
Scherzavo, non volevo essere cattivo. Le possibilità ci sarebbero, però ci hanno chiesto se era possibile cantare in inglese. Forse sarebbe il caso di pensarci …… magari usciamo con un disco in inglese ….. magari no. Diciamo comunque che sarebbero interessati, ma poi non se ne parla neanche troppo forse per scaramanzia.

Cosa ne pensate dell’invasione ska di gruppi fotocopia, a Milano, ho avuto modo di vedere nelle selezioni di Pagella Rock, quindi anche a livello di band liceali, fare questo determinato tipo di musica è quasi un must. Non sta diventando insopportabile ?
Se la musica è buona, va bene, anche se quello che ha inflazionato un po’, è il nome del gruppo con all’interno la parola SKA. E’ un po’ come se chi fa pop si chiamasse i POPpanti, oppure i POPolo o lunaPOP, e chi fa rock si chiamasse ROCKo, ArROCKo, e via di questo passo. Diciamo che ci rendiamo conto di avere anche noi un discreto numero di cloni, ma la cosa ci inorgoglisce abbastanza, anche perché da prima del 1988 non so quanti gruppi di questi esistessero……. Non che tutti quelli che sono nati dopo si sono ispirati a noi, però ci sono gruppi anche più famosi di noi, che hanno riconosciuto quanto siamo stati importanti noi al momento di fondare il loro gruppo.

Dopo 13 anni i cambiamenti più eclatanti, non dico a livello musicale quelli li si ascolta nel disco e in giro nei concerti, semmai a livello compositivo, ma piuttosto proprio a livello umano, personale…
A livello umano non siamo cambiati molto. Forse siamo diventati molto più realistici, terra-terra, tanto per intenderci e siamo poco propensi a fantasticare, per lo meno per quanto riguarda la musica. Sappiamo come gira, non abbiamo mai fatto della musica per arrivare da qualche parte o per scalare le classifiche, altrimenti avremmo seguito le sirene come tanti gruppi in questi anni hanno fatto. Per noi l’importante è essere coerenti. A volte la coerenza paga, a volte (quasi sempre) no, l’importante è che io possa guardarmi allo specchio sereno ogni mattina.

Come lo avete visto cambiare il vostro pubblico negli anni? Com’è che l’età media è sempre così bassa? Com’è che già un 24enne si fatica a vederlo tra il vostro pubblico abituale?
Questo che stiamo vivendo adesso è il quarto ricambio generazionale che vediamo sotto il palco. Il pubblico giovane è più puro, capisce quando uno è sincero e si lascia influenzare di meno dai mass-media. Per tanti che hanno seguito i Persiana, la rinuncia ad un certo tipo di ska da parte nostra, ha portato ad un allontanamento. Altri, più attenti alle mode e a quanto fa tendenza, seguire i Persiana o continuare a seguirci, non lo ritengono un bene. In fin dei conti, già il nome non fa tendenza, in più noi non amiamo apparire, non ci piace posare, finito un concerto non ci chiudiamo in un camerino o in un albergo, ma usciamo e conosciamo gente, chiacchieriamo, ridiamo con chi ci viene a vedere. Per molta gente, superare una certa età, è un male, perdono la fantasia. Ma questo è un discorso troppo lungo e diventerei polemico. Mi piace pensare che chi viene ad ascoltarci è perché ha voglia di divertirsi e basta. E comunque quelli dopo i 24 e più ci sono, sono dietro, dalle parti del mixer, dove si sente notoriamente meglio.

Tanti ospiti, la ‘scena torinese’ a raccolta, in stile rimpatriata, come “a rendere omaggio” a più di 10 anni di storia di Persiana Jones…
Appunto, come dicevo prima è stato un disco tra amici, quindi Zazzo, quindi Madaski, ma anche Paolo Parpaglione che finalmente ha suonato su un nostro disco. E Bunna che ha seguito il lavoro con Mada e Tavella. Diciamo che è stato molto bello registrare e soprattutto è stato bello finire a tavola le giornate di lavoro tutti insieme.

Come avete fatto e che posto occupa la musica nella vostra vita?
La musica occupa le prime posizioni della mia classifica interna. Non sto a fare una classifica vera e propria, però la famiglia, gli amici e la musica se la giocano. E come abbiamo fatto non lo so neanche io. Siamo solo sempre stati sinceri.

La UAZ records, vostra casa indipendente di produzione autogestita autoprodotta auto tutto, autoproduzione totale anche nella grafica del booklet ho visto. E’ l’unica strada realmente praticabile?
Per noi sì. Per essere completamente indipendente e non avere imposizioni è l’unica strada. Se poi sia giusto oppure no ….. beh, lasciamo anche questo ai posteri.

Zero compromessi quindi, come cantate in apertura di album “io non vendo la mia libertà”…
Bravo, hai capito il senso……

E a livello di soldi? Che in fondo noi giovani siamo veniali, sempre lì ad aspettare che qualcuno faccia i soldi con la musica per poi puntargli l’indice contro e insultarlo (al posto che battergli le mani)
Noi non corriamo rischi alla Blink tanto per intenderci. Non penso di avere questo tipo di problema……….

Ho visto che il vostro cd è sponsorizzato da 2 marche d’abbigliamento, a vostro parere su questa tendenza no si rischia di diventare “soundtrack pubblicitarie permanenti”? nel senso che gli sponsor potrebbero rubarsi (a suon di soldi certo, ma…) la vostra musica?
Soldi da quelle marche non ne abbiamo avuti. Ci hanno dato delle maglie e delle scarpe e comunque sono quattro sponsor. Non siamo però degli uomini sandwich. La differenza è che prima magari compravo quelle marche e adesso no, perché me le regalano. Diciamo che non sono degli sponsor veri e propri. Magari si collabora per qualcosa, una pubblicità comune, un video su internet, non è una sponsorizzazione. Fai la pubblicità di una marca su un giornale abbinata al CD, si paga a metà la spazio e questo vuol dire risparmiare. Senza seguire i canali classici, si fanno collaborazioni, che sono più divertenti e non ti rendono schiavo. Per esempio, io compro uno spazio su Rockit, scrivo che è uscito il disco e ci metto la scritta dello sponsor e si paga metà per uno. È un modo per uscire con una pubblicità anche senza essere una major. Poi con i vostri prezzi ……

che cos’hanno i nostri prezzi? Sono i più bassi che la storia dell’editoria musicale ricordi!!!
Pons ha detto che se vogliamo fare la pubblicità dobbiamo pagare un “pizzo” a lui e quindi i prezzi lievitano………

Un commento a “Sognare non cambia niente ma fa vivere di più” (da ‘Voglio di più’)
Proprio così, sognare non ti cambia la vita, ma ti può dare una speranza perché possa cambiare quando sei nella merda. Comunque è ironico tutto il testo….. non sono i nostri sogni quelli.

Libri consigliati
Partendo dalla A? Scherzo. Ultimo libro letto “Paso doble” di Giuseppe Culicchia, buon libro che scorre via veloce, però io personalmente amo Montalban e la Barcellona descritta nei suoi libri che è la stessa che abbiamo conosciuto noi, e poi Pennac, tutti quanti. King, che rimane un grande, anche se il libro più bello è vecchiotto ed è Misery, Ludlum e Le Carrè, Follett, Celine; diciamo che leggo di tutto perché mi piace leggere. Poi consigliare è difficile, perché a me può piacere un libro che ad altri non piace. Come la musica.

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati