Viclarsen - email, 22-12-2006 Intervista

07/02/2007 di Jack Nessuno

(I Viclarsen - Foto da internet)

Il curriculum di Luca Pagani include numerose forme di espressione che vanno dalla musica al cinema alla scrittura alla pittura. Ha composto sonorizzazioni per il teatro, si è dato all’improvvisazione, ha esposto installazioni e video artistici… Ai lettori di Rockit è certamente più conosciuto per essere il fondatore dei Viclarsen e per il progetto Rosas y Tulipanes, in coppia con Patrizia Oliva (ex Allun). Due chiacchiere sulla Liguria, sulle sue influenze musicali, su cosa sia per lui la multimedialità e cosa voglia dire suonare in un gruppo rock a Genova.



Quando penso a Genova e alla Liguria mi vengono in mente il basilico, Beppe Grillo e Fabrizio de André. Tu cosa c’entri in tutto questo?
Io con tutto questo non c'entro più nulla per fortuna. Il ligure è un "popolo" brutto sai. E' vile e arraffone, presappochista, quando qualcuno arriva da fuori (milanesi, piemontesi, stranieri in genere…) subito si mette a pecorina. Inoltre il ligure educa i bambini all'ignoranza: quante volte dalle mie parti senti dire "io non ho mica perso tempo sui libri, non ho mica pensato a quelle belinate lì…" Infatti se fai caso chi "esce" dalla Liguria è sempre gente estrema e cruda come Paolo Villaggio, De André... "Hotel Supramonte" e "Anime Salve" mi fanno piangere di gioia... e sono anche molto affezionato ai luoghi dove la Liguria confina col basso Piemonte, in campagna, dove da qualche parte c'è ancora uno spirito quasi pasoliniano. Questo si trova anche nei libri di Fenoglio. L'unica cosa che mi piace ricordare di Genova, è quando parti in nave e vedi la città che si allontana. Per il resto finge di essere un gran casino ma non lo è. Tanti che vengono qui la temono e hanno ragione.

Eppure negli ultimi anni dalla Liguria sono arrivati anche interessanti spunti rock. Penso ad esempio a gruppi come Blown Paper Bag o Morose, all’etichetta Suiteside, gli stessi Viclarsen, la recente “scoperta” Marti... Mantieni qualche rapporto con i gruppi liguri o ti dedichi esclusivamente al cosiddetto “esterno”?
Al di là della qualità, comunque Suiteside è una realtà "importata" a Genova. Anni fa invece, era da poco uscito "Abitazione" (disco d’esordio dei Viclarsen, Ndr), ero a cena a casa di Andrea Bruschi, dalle parti di Castelletto, se non sbaglio. Un gran personaggio: aveva la casa veramente colma di Superman, BigJim, Barbie, tutti pupazzi che lui collezionava raccolti negli armadi, una quantità incredibile, mi aveva anche fatto vedere una videocassetta di un duo con cui suonava ai tempi in Giappone, palasport colmi di gente pazza per loro... La volta dopo l'ho incontrato a Roma. Non lo so, forse ci sono luoghi dai quali la gente che ha dei desideri deve andare via. Non hai idea di quante persone qui non desiderino assolutamente nulla.

A questo proposito, c’è abbastanza concordia nel dire che il mondo del rock-pop sia un mondo difficile. Eppure ci sono tantissimi gruppi. Viene da chiedersi: ma chi ve lo fa fare?
Non è davvero una domanda che mi sono mai fatto. Facciamo rock perché è ancora un grande mezzo espressivo. Perché ci ha salvato il culo e continua a farlo. Inizi a vedere ai concerti ragazzi che ti dicono, "sai io ho iniziato a suonare certa musica ascoltando i tuoi dischi". Subito ti viene da ridere, per tenerezza, poi capisci quanto è importante fare musica sincera, bella e libera. Davvero, per me significa stare bene.

A tuo parere, nella vostra musica, c'è qualche influenza di qualche gruppo o cantante italiano?
All'inizio voleva essere uno scherzo scrivere sul nostro sito l'elenco dei musicisti a cui ci avevano paragonato. Ora mi ha annoiato questa cosa. Io davvero continuo ad ascoltare i nostri "Abitazione" e "Trasporto" e ci vedo poco delle band che ci hanno affibiato, a parte il fatto che è rock, ma questo è ovvio. I critici sono così nevrotici e schizofrenici…

Un altro elemento dei nostri tempi è la multimedialità e se non sbaglio tu hai diversi interessi extra-musicali.
Sono stato appassionato di arte visiva fin da piccolissimo. Ancora oggi dipingo quadri, chi passa da casa mia mi fa sempre i complimenti. Tutta la musica che suoniamo vuole essere influenzata dalle immagini. "Trasporto", infatti, è la colonna sonora di un film immaginario, ci sono tanti percorsi, tante immagini ferme ed in movimento. Al momento comunque ho iniziato a girare con un vero e proprio film, musicato dal vivo, insieme a Giorgio Rinolfi. L'idea era quella di creare un film con immagini e suoni che fossero catturati e rielaborati solo dall'ambiente che abbiamo intorno. Siamo stati invitati a Venezia e a Hybrida Festival a fine novembre, con grandi nomi della musica elettronica... Non vedo molta differenza tra scrivere una canzone, un libro, o dipingere un quadro, sono cose che nascono dagli stessi desideri. E' questo il futuro della musica, mischiarla con il teatro, l'arte visiva, la parola scritta... A quanto pare è anche l'origine di tutte queste discipline.

Che cosa hai ascoltato ultimamente?
Tanta musica: il violinista-compositore Eugène Ysaye, il sempreterno Ennio Morricone (quanta emozione), Progetto Kontaminazione (la band che produco a novembre), la voce di Elena Skoko… con cui da pochissimo ho iniziato una collaborazione.

Ho visto che anche tu hai una pagina su Myspace. Si fa un gran parlare su questo fenomeno. Tu cosa ne pensi?
Ne penso molto bene, tranne che vedo tantissimi musicisti che regalano la loro musica, il che significa che non riescono a venderla. Comunque ci ho incontrato di nuovo moltissimi amici che non sentivo da tempo. La collaborazione con Elena, ad esempio, è appena nata proprio grazie a Myspace. Apprezzo ogni occasione che mi faccia capire, incontrare…

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