Come scegliete i vostri talenti? Risponde Land of Dance Intervista

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26/01/2017 di Giorgia Mortara di Sounday

In questa rubrica a cura di Sounday le migliori etichette italiane ci spiegano come fanno a scegliere i propri artisti, ovvero l'A&R, il magico incontro tra un talento e un cacciatore.

A&R è una sigla che sta per Artisti e Repertorio, una divisione di una casa discografica che si occupa di scovare nuovi talenti e di monitorare l’andamento del catalogo. Senza dubbio è un reparto di cruciale importanza per il mondo musicale, ma da tempo ha subito un forte scossone: il talent scout nasce nei piccoli live club, nelle sale prova, nelle cantine e sulla strada. E oggi?

In queste interviste analizzeremo la trasformazione di questa attività e l’impatto che internet ha avuto su di essa. Il quinto appuntamento è con Alessandro Gambo della Land of Dance Records, etichetta analogica di musica elettronica sperimentale che si concentra sulle sonorità Chicago House e Acid. La sua sede operativa è a Torino, ma Land of Dance è intercontinentale in fatto di roster (Santiago Salazar, Drvg Cvltvre, Ricardo Miranda, Healing Force Project, Analogue Cops, Willis Anne, Sir Joe e molti altri).



Ciao Alessandro, in base a cosa decidi quali dischi pubblicare?
In base alle vibrazioni che i pezzi mi trasmettono, deve esserci tutto: groove, sperimentazione, “ascoltabilità” o “ballabilità”. Possibilmente cerco di stampare dischi sempre nuovi evitando di ripetermi con release simili (con la musica elettronica è un attimo diventare ripetitivi). Non guardo troppo il mercato discografico, mi limito a capire se il disco spacca oppure no! Al momento è andata molto bene, 6 sold out su 9 uscite.

Come fai scouting di nuovi talenti?
Amicizie e promo che mi mandano via mail. La label è nata proprio dai promo che i producer spedivano per uscire su Old and Young (la prima label che ho fondato insieme agli attuali Boston 168). Mi sono accorto che c’era un sacco di materiale e così è nata Land Of Dance. Su LOD ho cercato di spostarmi dalle sonorità prettamente techno di OY per aprirmi verso orizzonti più variegati. Non mi interessa chi sei, mi interessa la tua musica.

Come è cambiato l’A&R nell’epoca del digitale?
LOD è una label che esiste solo in vinile, non ha neanche una pagina Facebook, solo Soundcloud per le preview dei brani. Non vado alla ricerca degli artisti con più like, normalmente sono i producer che mi contattano perché comprano il disco e decidono di mandarmi qualche promo. LOD è una label “da ballare”. Si rivolge ai dj, tra di noi ci capiamo!

Lo reputi più semplice?
Lo reputo più complicato, preferisco i contatti reali che quelli virtuali. Quando incontrarsi risulta impossibile una buona email diventa l’unico mezzo per tenere i rapporti. Odio il “sé” digitale.

Utilizzi piattaforme di music streaming?
Solo Soundcloud.



Il digitale è un prezioso strumento di test, ci puoi raccontare la strategia di lancio di un tuo disco? So che sei molto lontano dalle modalità promozionali contemporanee.
Non ci sono strategie, solo buona musica e un grande distributore. Se la musica è buona la gente la compra. Easy. Generalmente quando carico le tracce su Soundcloud il disco è già in stampa… quindi i giochi sono fatti!

Quanto è responsabile l’etichetta del successo degli artisti che cura e quanto l’artista è responsabile della buona riuscita del proprio progetto? Ad esempio, la Land of Dance Records predilige le pubblicazioni su vinile e ha un concept molto ben definito, quanto conta questo in confronto al contenuto musicale?
LOD non cura gli artisti, stampa solo la loro musica, non facciamo promozione, non esiste un’agenzia. Alcuni artisti sconosciuti, grazie alle loro uscite, sono riusciti a farsi conoscere meglio e addirittura sono stati prodotti da altre label più grosse della mia. L’artista deve fare l’artista e fare buona musica, io la stampo, ne curo la grafica e la spedisco al distributore, lui la vende e siamo tutti contenti. Il resto non lo voglio seguire, va al di fuori di quello che voglio fare e al di fuori delle mie competenze.

Nella nicchia della musica elettronica sperimentale il divario tra artista emergente e veterano può assottigliarsi grazie a una pubblicazione fortunata. Ci racconti come coesistono nella tua etichetta producer di diverso spessore e quale strategia utilizzi per valorizzare gli uni e gli altri?
Tratto tutti allo stesso modo, se vuoi far parte della squadra sei il benvenuto, se hai fatto tre uscite nella tua vita e pensi di aver fatto la storia della musica puoi rimanere dove sei. Generalmente i big danno meno problemi degli emergenti. Sta per uscire un quadruplo vinile (diviso in due uscite) per festeggiare la decima release… nomi grossi e nomi sconosciuti, alcuni alla loro prima pubblicazione. Non ci sono nomi con caratteri più grossi o più piccoli, l’elenco dei nomi è in ordine alfabetico.

Che consigli vuoi dare a un artista che dà il via a un nuovo progetto?
Studia la musica, chiuditi in studio, esci per comprare i dischi e andare a ballare, vai ai concerti, sbattiti, vai in giro per festival e serate, frequenta gli studi e spera che almeno una delle migliaia di mail che manderai alle varie label nella speranza di essere prodotto venga aperta! La fortuna rimane sempre una componente fondamentale nella vita.

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