Foto Profilo: Evil Twin Intervista

Evil TwinEvil Twin
01/06/2015 di

Foto Profilo è la nostra rubrica di interviste con la quale continueremo a seguire la nostra vocazione primaria: presentarvi nuove, validissime band italiane. Le regole sono semplici: con ogni risposta, una foto. Oggi tocca agli Evil Twin che ci raccontano "Ayin", un disco nato da un viaggio a Marrakesh intriso di elettronica, spiritualità e voci lontane. Mentre leggete l'intervista vi consigliamo di ascoltare il singolo "Jawa", in streaming qui sotto.

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Una frase e un'immagine per spiegare chi siete e come avete iniziato a suonare
“L'autenticità è inestimabile; l'originalità non esiste. E non preoccuparti di nascondere il furto, proclamalo se ne hai voglia. In ogni caso, ricorda sempre cosa disse Jean-Luc Godard: ‘Non è dove prendi le cose – ma dove le porti’.”

L’ha detto Jim Jarmusch, non noi.

domanda 1

"Ayin" è il frutto di un viaggio in Marocco: qual è la cosa che vi ha colpito di più? 
La Medina di Marrakech è sicuramente il luogo che ci ha affascinato di più. L’insieme di suoni, odori e colori stimolano ogni senso. I raggi di sole penetrano e prendono forma grazie al fumo emanato dalle griglie degli ambulanti e i giochi di luce che si creano all’interno delle strettissime vie della città vecchia rendono l’atmosfera magica. Il tutto ha fortemente influenzato la parte visiva del nostro live.



L'aspetto rituale in "Ayin" è fondamentale. Che tipo di spiritualità avete cercato di evocare?
Da un lato abbiamo cercato di esplorare le caratteristiche dei rituali di gruppo e gli elementi che accomunano le funzioni religiose al “rito del club”. Dall’altro ci siamo concentrati sul percorso individuale di crescita e superamento di se attraverso dedizione e sacrificio.



A livello musicale da dove siete partiti? Ci sono tantissimi campioni, ma non solo.
Dalle registrazioni raccolte durante il nostro viaggio in Marocco. Il resto dei campionamenti è il risultato di anni di ricerca tra cinematografia, documentari e culture globali.



Ayin ricrea l'atmosfera di un mondo spirituale legato all'antichità: quale periodo storico vi ispira di più, artisticamente?
Non definiremmo antichità il periodo storico a cui AYIN è legato; quello che ai nostri occhi sembra “passato” è in realtà contemporaneo o futuribile per altre culture del mondo, compresa la nostra.



Com'è strutturato il vostro live?
Attraverso il nostro live, AYIN prende vita a livello multisensoriale: l’odore di incenso si diffonde nell’aria, un immenso muro di luce, fumo e colori si muove e si trasforma assieme al suono. Dal furore, l’espressione viscerale, ad una freddezza quasi inquietante, nella performance cerchiamo di ripercorrere ogni stato d’animo che l’uomo contemporaneo incontra nella sua ordinaria frenesia.

Tag: foto profilo

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