Fadi - La Riviera che d'estate fa sesso e d'inverno fa l'amore Intervista

Foto di Beatrice MammiFoto di Beatrice Mammi
21/06/2018 di

21 Giugno. Inizia l'estate e la Riviera improvvisamente si spalanca a migliaia di persone che corrono a sciacquarsi. Fadi è il soprannome di Thomas O. Fadimiluyi, un ragazzo di Riccione col sorriso e il cuore giganti. Suo babbo è arrivato in Riviera dalla Nigeria nei primi anni '80, per imparare a disegnare automobili. I motori sono nel DNA di Fadi, che spesso ne usa il linguaggio pratico per parlare di cose un po' più grandi. La sera che ci siamo conosciuti mi diceva: "le esplosioni incontrollate ammazzano le persone, eppure le esplosioni dentro a un motore fanno andare avanti la macchina". Oggi vi presentiamo in anteprima il suo primo singolo, "Cardine", accompagnato dalla sua prima intervista, una lunga chiacchierata tra il meccanico sotto la redazione e la nostra piccola sala da pranzo. È dal CBCR di quest'anno che vi parliamo di lui, e finalmente possiamo farvi conquistare direttamente dalla sua voce e dal suo modo di fare: ti esplode davanti, ma con la certezza di un motore.


Da dove vengono le tue canzoni?
Le mie canzoni possono nascere un po' ovunque: una canzone prende e nasce. Parte da sola, va. Il posto principale direi camera mia, ma non è il posto privilegiato. Ce ne sono diversi, mi capita di tirare fuori canzoni anche quando sono a guardare una sconosciuta sull'autobus, può nascere l'ispirazione! Magari stai pensando a tutt'altro, noti quella cosa lì e boom boom boom, nasce una canzone!
Può nascere anche in base a quello che è successo durante la giornata. Ogni volta che prendi la chitarra non sei mai lo stesso, come quando riguardi un film che hai già visto e lo vedi con occhi diversi... spatacchi un po' e vedi cosa viene fuori.
Per me una canzone può nascere anche dalla catena del portafogli che sbatte sopra il jeans, anche quello può scandire un bel beat per costruirci sopra qualcosa. Mi sono appena visto un video bellino che dice "tutto il mondo è ritmo". Nel mio caso viene fuori dal mio background: mare, piadina...

E di fronte al mare cosa succede?
Di fronte al mare mostri il fianco, il lato cieco del rugby. Lì in Riviera c'ho sempre un bel da fare, a spataccare, a fare avanti e indietro tra i posti che mi piacciono tanto, che mi corrispondono; tra officine, liutaio, grafici... io personalmente non sono troppo bravo, non c'ho la penna, ma mi attrae molto l'artigianato! Mi piace osservare, cercare il segreto, come fa una persona a tirare fuori quello che tira fuori. Molto spesso poi scopri che dietro hanno delle storie assurde. "Ma come fai?", e vedi. Mio babbo è venuto su per fare il designer di automobili: quando arrivò dalla Nigeria la prima volta, frequentò l'ITIS a Rimini e poi andò a Torino a fare automobili. In particolare lui è appassionato di auto d'epoca, passione che ha trasmesso a tutti noi suoi figli.

A proposito di motori, qual è il prossimo viaggio che farai in moto?
Innanzi tutto c'è da rimediare gli sghei! (Ride) Vorrei fare un po' come mio fratello che è partito da Lagos, è salito attraverso Marocco, Spagna, Francia e infine è arrivato all'Isola di Man dove c'è una gara molto famosa, il Tourist Trophy: erano lui, un suo amico e la sua moto, dalla Nigeria fino all'Isola di Man. A me piacerebbe fare un po' il contrario: partire dalla Riviera e arrivare in Nigeria con una bella motocicletta...

Quindi adesso che c'è la Nigeria ai mondiali tifi quella.
Eh, se non c'è l'Italia sì. Comunque tifo sempre entrambe. Poi hai visto quest'anno la maglia della Nigeria? Bellissima! 

Qual è stata la prima volta che hai scritto una canzone?
Bella domanda... Ma dici da piccolo? Da piccolo avevo già 'sta voce, per cui mi mettevano sempre indietro nel coro, lontano, e io non capivo! Anche in classe, avevo il vocione, per cui quando parlavo anche una sola volta... "Fadi sta' zitto!". La prima volta che ho preso in mano la chitarra ho trovato questo beat e lo facevo, lo rifacevo, mi piaceva tantissimo. All'università, poi, suonando con una band ho imparato a usare la chitarra come la uso ora. Anche lì mi ha perseguitato un po' questa cosa della voce, per cui i miei compagni mi dicevano "hai cinque minuti di casino, poi si studia!". Sono un po' caotico, non me ne rendo conto. Ogni tanto alzo la voce, ma ci sta, è intrinseco nel DNA. Li hai visti (i nigeriani, ndr) sull'autobus, quando urlano al telefono, magari hanno anche la faccia tranquilla, però stanno urlando! Loro sono la mia metà: mio babbo quando è al telefono urla!
Dicevo, all'università avevo questa band e il primo pezzo in italiano che ho scritto è stato "Scivolo RV2121", quando mi è capitato di assistere a un fattaccio su un treno regionale tornando a casa da Bologna. 

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Per la voce invece hai avuto una formazione?
Ho fatto un paio di mesi di corso da una signora di Rimini, che mi ha impostato un po' la voce che gira così, poi gli sghei son finiti e mi sono arrangiato... io lo faccio perché mi fa stare bene. Una canzone è come segnare le cose sul diario, per me, mi aiuta! Mi aiuta a condividere quello che sento davanti al mare... (si gira verso il manager) troppo lovely? Dai, diciamo tutte queste cose romantiche, però sporche d'olio.

Invece perché si chiama "Cardine" questa canzone? Un'idea io ce l'ho, però volevo chiedere a te.
Dai, spara tu!

"E ci ballo su, e ci ballo su", ma come fai a ballarci sempre su? Ci deve essere un cardine su cui ci si appoggia...
È quello, è esattamente quello! L'hai azzeccata subito! Vuol dire che la canzone si capisce bene. È un po' come dicevamo del mare, quella cosa lì. Può essere fittizio, per alcuni può essere un ricordo, una persona, può essere diverse cose, per me tendenzialmente il cardine è un punto da dove posso ripartire... per cui se le altre canzoni fanno cagare ma il primo pezzo è "Cardine", allora ripartiamo sempre da lì! Un po' come quando ritorni in Riviera dopo che ti sei fatto il tuo mese di esami paurosi a Bologna a sputar sangue... allora dici "aspetta un attimo". "Cardine" è un po' questo...

"E ci ballo su"!
E non è un "ci ballo su" cioè "non me ne frega niente"! È un "ci ballo su nonostante tutte le circorstanze!", "se è stato tutto per arrivare qui allora ne è valsa la pena!". È questo.

In Italia c'è qualcuno che ascolti che ti fa dire "senza di questi io non farei quello che faccio"?
Sicuramente gli Afterhours, a me piacciono molto. Anche le domande che ti fa venire fuori Manuel Agnelli. Mi piace perché è rock, roba potente che scaturisce direttamente dall'esperienza di Manuel. Gli After sono qualcosa a cui devo molto. Buona parte della musica che metto giù è in quella direzione lì.

Verrebbe da dire che il linguaggio del rock è esaurito, che ha detto tutto quello che poteva dire. Però già da "Cardine" si sente che il tuo intento ha dentro un bel po' di rock.
Il mio intento ha dentro quello perché mi soddisfa, soddisfa le mie orecchie sentire una bella chitarra distorta, un bell'overdrive. Mi piace molto spataccare con i pedalini, i delay, scuola Cosmetic dalle nostre parti. C'è questa roba qui, poi c'è molto soul. Tutti i romagnoli sono un po' soul, hanno una bella formazione musicale. A me sarebbe piaciuto se mi avessero messo di fronte a uno strumento invece di parcheggiarmi ai videogiochi.
Mi piace il rock, per cui lo faccio. Io il problema me lo pongo e non me lo pongo. Dietro la chitarra c'è uno studio che è una figata, dalle componenti, dall'assemblaggio, dal taglio del legno. Nel disco ci sono anche alcuni pezzi acustici, tipo "I Saldi" sarà un pezzo acustico. Quando suono da solo suono con entrambe le cose, sia elettrica che acustica.

Insomma le chitarre... eppure sembrerebbe che uno che comunica davvero radicalmente è Young Signorino. Comunica un vuoto, tu forse al contrario vuoi comunicare qualcos'altro... un pieno?

(Fadi non sapeva chi fosse Young Signorino, quindi gli abbiamo fatto vedere il video di "Mmh ha ha ha", e poi ha risposto.)

Un pieno? Non saprei, io parlo delle cose che mi accadono. Come un pezzo di legno. In una chitarra acustica che sia di palissandro, mogano, cedro, compensato, ogni pezzo di legno risponde in modo diverso, anche in base a come lo lavori. Ogni pezzo di legno è unico. Tu prendi un pezzo di legno da quell'albero lì e non sarà mai come il pezzo di quell'albero che gli è cresciuto di fianco, capito? Penso che Young Signorino faccia quello che fa essendo cresciuto dove è cresciuto, avendo avuto quello che ha avuto, io faccio la mia musica rispetto alle persone che ho incontrato, rispetto a quello che mi è successo. Sono un altro pezzo di legno.

Picicca, ad esempio, è una delle cose che hai incontrato, racconta un po' come è andata.
Siccome sono molto curioso, una volta, quando studiavo ancora Economia all'Università, e Brunori era uno di quelli che cantavamo di più schitarrando con la combriccola, c'era in Piazza Verdi proprio un concerto di Brunori. Sono arrivato e ho visto Dario Della Rossa, che io non conoscevo. Così gli ho attaccato una pezza a caso, e ho scoperto che era il tastierista di Brunori. Ho iniziato a mandargli i pezzi che facevo coi regaz in Riviera, per chiedergli cosa ne pensasse, a lui piacevano e abbiamo stretto un po'.... poi, il successivo live di Brunori c'è stata la cosiddetta invasione di palco. Quella volta eravamo al Botanique, tra la folla c'erano tre ragazze stracariche per Dario "sei bellissimo, Dario, sei bellissimo!" e io a un certo punto rispondo: "Non è vero! È più bella la Simo! (Simona Marrazzo di Picicca, nella band di Brunori, ndr)". Dario a quel punto fa: "ma chi è?" "È Fadi", "Dai Fadi, se hai le palle sali a fare un pezzo!". E sono salito a fare le seconde voci su "Guardia 82". È stato stupendo.

Poi gli hai aperto qualche concerto, vero?
Sì, nel mezzo ci sono state un po' di cose, mi sono laureato eccetera, poi l'anno scorso ho aperto il concerto di Dario a Sogliano, sotto casa.

Sogliano, Soglianoise! (Ndr: Il Soglianoise è un festival a metà tra provincia e avanguardia che nel suo piccolo ha fatto la storia del rock romagnolo)
Certo, dove fanno il Soglianoise! Città natale dei Cosmetic!

Come sta Bart? Cosa starà facendo in questo momento?
Be' si starà riprendendo - al lavoro - dopo il concerto di ieri sera. Io non ci sono andato perché ero a badare ai suoi bambini, facevo il baby sitter. (ride)

Nel video di "Cardine" si vede questa Riccione bianca, quasi noiosa, con i colori attenuati, dove però appare gente figa: tu, la ragazza, tutti che ballano. Qualcosa che si agita in un mondo che diresti piatto.
È un po' il retroscena di una città che d'inverno si riposa e si prepara per la stagione. È il dietro le quinte. È la Romagna che d'estate fa sesso e d'inverno fa all'amore... In realtà si riposa tra virgolette, perché devi predisporre il tutto, soprattuto per gli albergatori; e io sono mezzo albergatore. Nel video canto e suono sopra sotto dentro e fuori dall'albergo Nizza. Facciamo il cambio d'armadio, passiamo da trenta, quarantamila persone ad arrivare a quasi due milioni d'estate, è un bello switch.
Io sono stato in Nigeria una volta sola, e ho sentito la differenza tra l'odore dell'Africa e quello dell'Italia, che scendi dall'aereo e dici "è un'altra aria". Con la Romagna è la stessa cosa: devi vederla. Non voglio fare uno slogan, ma molte cose le capti vivendo lì, stando lì, vedendo come d'inverno le finestre degli alberghi sono coperte dal legno, e tutto è molto più timido, chiuso, con le strade libere. Diciamo che la differenza la fanno delle persone oltre al posto, persone che ti fanno dire "sono a casa". Per capirla poi devi metterci le zampette dentro e farci un paio di giri, ci sono delle realtà molto carine a Riccione.

Oltre a Soglianoise, un esempio di realtà carina vostra?
Una realtà davvero carina è quella del Tafuzzy, sopra il Cocoricò. Nella zona delle discoteche c'è 'sto posto che è il Castello degli Agolanti, e ci organizziamo ogni anno dei concerti. È una roba bellissima, ti carichi a mina, dai una mano. Io sono un po' così. Dicono che le persone sono o pragmatiche o creative. Per fare canzoni un po' creativo devi esserlo, poi però io devo essere pragmatico per aggiustare le tapparelle dell'albergo.

Mani in pasta e canzoni sincere. Si può dire che sei un artigiano della canzone?
No. Bianconi è un artigiano della canzone! Però in un certo senso si può dire che le mie canzoni sono uscite da un lavoro manuale.

Non c'è una preparazione cerebrale delle canzoni, c'è una vita fatta di cose manuali e lì in mezzo spuntano questi brani.
Prima di tutto mi fa stare bene. Poi mi corrisponde. Le chiavi cadono e fanno tin tin, da lì tin tin, tin tin tadibadibadibò... capito? A me piace molto assistere alla gente che lavora, sono appassionato di liuteria, di pedalini per la chitarra, di caschi per motocicletta, di pesca... a me piacciono le cose che ci sono!

E in tutto questo spataccare che musica ascolti? Ti piace Vasco?
Vasco mi piace. Anzi mi piacciono entrambi i Vasco, di Brondi adoro "40 km". Una cosa poi sono le canzoni che ascolti per capire che mood vuoi avere per le canzoni tue, e un'altra cosa è la musica che ti capita di ascoltare. Io non ascolto moltissima musica, solo quelle cose che voglio davvero sentire. Quando ero piccolo, poi, nella macchina di mia mamma, tra casa e scuola, si ascoltavano Battisti,  Dalla,  Celentano. E prima di uscire di casa mi ascoltavo un cofanetto con dentro la musica Soul Motown, da Diana Ross, Edwin Starr, Sam Cooke, Ray Charles... Da mio babbo invece c'era tanto Marley, e spesso metteva su "Jovanotto", come lo chiamava lui. Avevamo "L'Albero" e la raccolta 90-95 di Jovanotti, con dei pezzi dentro assurdi: "Chissà se stai dormendo", "Gente della Notte"...
Poi verso la fine delle superiori ho scoperto i Fugazi. Tutto quel mood lì mi affascina particolarmente. Di quel mondo mi piace proprio la dinamica vertiginosa. Sei lì che dici "il soul c'entra molto con la speranza, col tribolare tutti i giorni per i lavori che c'hai da fare", e dall'altra parte c'è la frenesia, il mondo caotico. Secondo me nelle dinamiche dei Fugazi c'è questa corrispondenza... poi possono esserci anche le ballad, come "I'm so tired". Un connubio tra la frenesia, la macchina che gira tutti i giorni e il ricordarsi di essere piloti e meccanici, infatti non mi piacciono tantissimo le macchine elettriche. Ci vuole il freno manuale per fare i traversi.

E il disco quando uscirà?
Ancora non c'è, è in lavorazione. Per ora abbiamo 4-5 brani, gli altri ci sono, ma sono da realizzare. Per il disco ci vorrà ancora, però 3-4 singoli li facciamo uscire.

Ok, con questo pezzo la gente conosce Fadi e Fadi alla gente vuol dire che:
(Esita un attimo) Per amore o per dolore t'imbotta!


Rockit.it ringrazia per la collaborazione, la location e la tuta Berti l'Elettrauto di Via Zanella 23 a Milano.

Tag: nuovo singolo intervista

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