Federico Dragogna dei Ministri intervista Cesare Cremonini Intervista

24/11/2008

Capitano anche di questi incontri: che Federico Dragogna - il chitarrista dei Ministri - chiacchieri telefonicamente con Cesare Cremonini. E anche se i due non hanno apparentemente nulla da spartire la conversazione dura parecchio e spazia dall'ultimo "Il Primo Bacio Sulla Luna" ai Queen, da Lucio Dalla a navi mercantili che viaggiano nell'oceano senza una meta precisa. Un lunga intervista sulle canzoni dell'ex Lunapop e sull'immaginario che evocano, puttane comprese. Di Federico Dragogna



Chiama Rockit. Dice ti va di intervistare Cesare Cremonini?

Dico perché no? Dice non pagato s'intende.

Penso ecco perché no ma poi dico sì.

Per una volta che Rockit fa qualcosa che esca dal sentiero rockittico, vale la pena di mettersi a disposizione.

Cremonini, o del come liberarsi dallo spettro dei Lunapop: questo ti aspetti - un bravo compositore alla soglia dei trenta che spera un giorno il suo nome e cognome oscuri la vespa special. Ti documenti, spulci un'evidentemente compromessa Wikipedia, cerchi scheletri o almeno armadi.

Soprattutto, per la prima volta ascolti un album di Cremonini - quello nuovo, "Il Primo Bacio Sulla Luna" - dall'inizio alla fine. E confermi quello che hai sempre pensato di Cremonini.

Che è un musicista e non un fantoccio. Che sa comporre e dovrebbe fare lezione di armonia a molte mezze leggende italiote osannate per giri d'accordi che neanche il pischello che tira giù Ligabue a orecchio. Che non scrive male, ma alla fin fine risolve ogni spunto in un'inguaribile indulgenza - come se l'happy ending per tutti fosse una regola aurea del pop. Che non riesci a capire se ci andresti d'accordo o se è di quelli che lo salvi sul telefonino come "non rispondere".

Pronto, ciao Cesare è stato un casino riuscire a fare una telefonica con te (ed è vero, è stato un casino).

Davvero? Sai stiamo provando per il tour e abbiamo tempi strettissimi.
Seguono convenevoli. Non so se sai, è un'intervista particolare - sono uno dei Ministri. Ah, sì? Piacere. Cesare fa il gentile oltremodo ma mica può far finta di conoscere tutti i gruppetti di questo mondo.

Ho venti minuti, meglio picchiar duro subito.

L'esistenza del Male - diatriba filosofica vecchia come il mondo - applicata alla discografia. Il Male esiste o è solo mancanza di bene? Ovvero, esistono davvero i figli di puttana o sono solo stupidi sopravvalutati? Se non la sai tu, Cesare, non lo sa nessuno.

Esistono entrambi. La discografia è veramente la Divina Commedia. Ciò che conta, per riuscire a salire in Paradiso o almeno in Purgatorio, è la credibilità che hai nei confronti del tuo pubblico e le copie che sei riuscito a vendere nella tua vita. Avere avuto la grande fortuna di superare il milione di copie con un'etichetta indipendente col mio primo disco, mi ha permesso di scegliere da subito il paradiso - perché quando ho firmato con una major, erano loro che mi stavano cercando e non viceversa. Dall'inferno - insomma - non ci sono mai passato. Il mio primo contratto mi dava libertà totale, addirittura sui singoli da scegliere o su come condurre la promozione. Così è ancora adesso. Qualsiasi cosa io abbia mai combinato è solo merito o colpa mia.

Come dire, l'indipendenza te la devi conquistare. Bene. Andiamo sul personale. Si dice che dietro a un grande condottiero c'è una grande donna che lo sostiene e lo conforta. Dietro a Cremonini c'è Ballo - bassista rimasto enigmaticamente sempre al fianco del Nostro. Perché se lo porta dietro è la domanda che un po' tutti si sono sempre fatti. Quindi gliela faccio.

Ballo è il mio migliore amico, ma non solo. E' la persona che riesce a capirmi meglio artisticamente, è la persona con cui riesco meglio a confidarmi - che si tratti di musica o di storie di vita - è quello con cui amo parlare di cazzate e di cose serie, è un ottimo musicista, è quello che sa meglio trasmettermi coraggio.
In realtà lo sapevo già: nel suo blog Cesare cita ammirato una frase di Ballo sull'ippopotamo dei Pampers, come se ne invidiasse la leggerezza. Indipendente di fatto e con a fianco il suo migliore amico. Mica una brutta vita.

Passiamo a chi vuole rendergliela peggiore: "Dicono di me", suo ultimo singolone estivo, affronta (oddio, affronta è un parolone) il problema delle dicerie e leggende che un personaggio pubblico deve sopportare. Prima di intervistarlo, ho indagato. Le migliori recuperate in giro sono:
- suo padre è l'ex capo di Burghy. Quindi lui è nato ricchissimo. Chiedigli com'era la ricetta della salsa del King Bacon.

- suo padre aveva una nave carica di rifiuti alimentari e cercava approdo in qualche porto del mediterraneo ma tutti glielo rifiutarono. Allora andò in Africa ma anche lì nisba. La nave è ancora in giro che cerca ospitalità. Gli dico la seconda, che mi pare più pittoresca (cioè meno vera).

Questa è geniale. Mio padre è un medico ed è stato raccontato in talmente tante salse (anche quella del King Bacon? ma non glielo chiedo, NdA) da dove vengo e che strada ho fatto, che risulta davvero noioso parlarne. Sono arrivato a un punto che anche leggende sulle navi mercantili mi lasciano davvero indifferente.
Trambusto. Alle sue spalle passa il produttore che probabilmente si è chiesto che cazzo c'entrano le navi mercantili. Cesare riferisce divertito per filo e per segno la leggenda degli scarti. Allora un po' le sta ancora ad ascoltare le leggende.

Riprende: non spreco energie per queste cose, ma penso che tra un po' saranno più i miei anni passati a scrivere canzoni che a vivere e basta. E questo mi condiziona e mi espone alla gente in una maniera particolare. Ma ho anche imparato ad avere un self-control incredibile. Perché la cosa migliore che puoi imparare facendo questo mestiere è proprio imparare a passare attraverso i giudizi degli altri. La gente appena viene giudicata per cercare di difendersi impazzisce, diventa cattiva, violenta. Ho visto miei colleghi mandati al manicomio. Ciò che mi salva è che il giudice più severo e intransigente di Cesare Cremonini è proprio Cesare Cremonini, e non potrà mai esistere giornalista, o chi per esso, più critico di quanto io sia già con me stesso.

Il suo equilibrio pare l'effetto collaterale di mezzo secolo di antieroi, di tifo-per-il-cattivo-perché-mi-sta-più-simpatico. Cremonini sembra uno che tiene per i buoni, e mica ce la si può avere su con lui per questo. Forse gli sta pure simpatico Topolino, che tutti odiano. Passo alla musica, così si convince che non è un'intervista di Cioè camuffata da intervista seria camuffata da intervista di Cioè.

So che è stato un disco dei Queen a cambiarti la vita. Quale? - gli chiedo. Greatest Hits Due (ma dalla registrazione dell'intervista si sente chiaramente che stava per dire two - mannaggia a questi tempi anglofili). Cazzo, cambiò la vita anche a me. Ecchissenefrega. Frega a me, perché tutti sommato scrivo canzoni come lui, e per un attimo mi frega davvero di sapere come le scrive.

Tutto quello che c'è nel disco è scritto di getto. Davvero. Magari ci vogliono mesi, anni di attesa per arrivare a scrivere una canzone di getto. Devi lavorare su te stesso, devi tirarti cazzotti in faccia ogni mattina. "Il Primo Bacio Sulla Luna" l'ho scritta torturando il mio pianoforte dalle quattro alle sei del mattino. La musa ti viene a cercare quando insisti, non quando la tratti con presunzione. E quando la trovi e scrivi di getto una canzone è meglio che la chiudi in fretta o si diperderà nell'aria.
Sembra davvero sincero. Del resto, perché non dovrebbe esserlo? Insisto. Nel singolo "Sei E Ventisei" brilla come fosse stata messa lì da un hacker durante il mastering la parola "puttana". Si parla di lui che ne incontra una e ci parlotta, e sembra felice e non è chiaro se dopo fanno l'after assieme o no. Come mai metti una puttana nel singolo, o Cesare? Ci sono le mamme che ancora ringraziano di aver visto i figli crescere coi tuoi testi giusti e buoni e tu ti fai apposta sorprendere a parlare con una puttana come Dalla in "Disperato Erotico Stomp"? So che mi darà una risposta giusta ma continuerò a pensare che ci sia una ragione né giusta né sbagliata (e forse inconscia) che non si può dire. E infatti non la dico.

Cercavo un approccio alla canzone diversa. Citi Dalla e fai bene - perché negli anni 70 potevi permetterti il lusso di scrivere canzoni in cui il protagonista si alza dal divano, esce di casa e affronta il mondo. La musica degli ultimi anni - la mia compresa - esclude chi l'ha scritta dal movimento. Volevo liberarmi da questa schiavitù di canzoni scritte sul divano per persone lontane, volevo uscire nel mondo e ritrarlo contradditorio e senza pregiudizi. In un pezzo un tradimento non dà scandalo, una puttana non dà scandalo, un bocchino non dà scandalo. E voglio che la musica torni a liberare, me e chi la ascolta. E infatti la musica mi permette di vivere cose che non ho vissuto: quella mattina non sono andato con una puttana (lo dice come rispondendomi a un'insinuazione non fatta, NdA) e non sono andato fino al mare.

Guardo il timer del telefono di due secoli fa messomi a disposizione da Rockit. 38 minuti. Cesare ci ha preso gusto, ma io mica devo scriverci un libro. Gli ricordo per chi è l'intervista e vedo se almeno qui si sbilancia, se dice senza volerlo che palle i Marlene Kuntz, così scatta un topic sul forum, Rockit è contenta e magari mi pagano.

Cesare, ti sto intervistando per un portale di riferimento per la musica indipendente italiana (da cosa rimane un mistero, e un po' mi vergogno a usare l'aggettivo così a cazzo), un portale dove non puoi entrare se non conosci almeno dieci pezzi degli Afterhours. Tu conosci almeno dieci pezzi degli Afterhours?

Guarda, io penso che la scena indipendente sia il futuro della musica. Penso che le major non avranno a breve più ragion d'essere e spero che chi è indipendente adesso ne stia alla larga. Lo dico sempre alle Strisce, un gruppo fortissimo secondo me.
Ma guarda che hanno firmato con la Emi.

Sì infatti, han fatto male. Ma sapranno farsi valere lo stesso. Gli Afterhours? Ho sentito questo nome per anni e alla fine mi sono incuriosito e ho comprato l'ultimo disco, "I Milanesi Ammazzano il Sabato".
Non aggiunge un giudizio o un aggettivo qualificativo che sia uno. Penso, avrà pensato che io adoro gli Afterhours. E si sarà detto fra sè e sè: "che ho comprato il disco glielo dico ma anche che mi è piaciuto no, non ce la faccio proprio". Ne concludo che gli Afterhours gli fanno cagare oltre la sua sovraumana gentilezza. Ma me lo tengo per me. Lo saluto, mi augura buona fortuna e mi dice se ci incrociamo, dimmelo che sei tu.

Cazzo, alla fine è simpatico. E ti accorgi che siamo noialtri più schiavi degli antieroi che lui schiavo di Topolino. Certo che se è diventato così saggio, potrebbe anche pigliarsi la responsabilità di tirar fuori i coglioni e fare canzoni davvero importanti. Quella "puttana" inaspettata e coraggiosa che brilla nel suo nuovo singolo forse sta dicendo lo farò. Forse non c'entra nulla. Certo che non dev'essere facile quando tuo padre manda in giro scarti alimentari per i porti di mezzo mondo.

Tag: intervista

Commenti (25)

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  • Sandro Giorello 05/12/2008 ore 15:26 @sandro

    http://www.youtube.com/watch?v=j35WOPNHG_8

  • karuso 09/12/2008 ore 20:48 @karuso

    mi è decisamente simpatico ....

  • Paola Schizzarotto 06/08/2009 ore 14:58 @pollycina

    Perchè queste cattiverie gratuite??
    siete strani..liberi di apprezzare un cantante o meno...ma offendere mi sembra il livello più basso di umanità...

  • Carmela Barbaro 24/09/2010 ore 23:37 @carmelabarbaro

    Ho trovato questa intervista solo adesso, navigando per caso.
    Ho solo da dire "Grazie" a chi l'ha fatta, perché si è impegnato a comprendere il mondo di un Cremonini troppo spesso ignorato a causa di pregiudizi. L'ha fatto anche se magari non è il suo genere, l'ha fatto animato da curiosità sincera.

    L'ho detto e lo ripeto: Grazie.

    :)

  • Brenneke 26/01/2016 ore 19:56 @Brenneke

    Qualcuno però dica a Cesare che l'ultimo disco degli Afterhours è Padania.

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