La Crus - Firenze, 27-11-1997 Intervista

27/11/1997 di Alessandro Pollio

Ai microfoni di Rockit vi abbiamo portato Mauro Ermanno Giovanardi, in arte Joe, cantante del gruppo...



Rockit: Nuova scenografia, La Crus in teatro: come mai?

Joe: Innanzitutto credo che il teatro sia un luogo ideale per le nostre cose, nel senso che facciamo musica da ascoltare. Inoltre dai concerti che abbiamo fatto in teatro quest'anno e l'anno scorso abbiamo capito che si riesce a creare un'atmosfera giusta, per cui c'è stata quest'esigenza, anche perché c'è un progetto in corso: dovremo fare uno spettacolo l'anno prossimo con Ferdinando Bruni, che è il fondatore del Teatro dell'Elfo e del Teatro di Porta Romana, attore e regista bravissimo.

Rockit: In cosa consiste?

Joe: La sua idea è quella di far venir fuori ancora di più il mio ruolo di "narratore", alternando momenti recitati e parlati a momenti musicali, una sorta di musical post-moderno. Così abbiamo scelto una scaletta appositamente fatta per essere suonata nei teatri, dove le parti teatrali che già esistevano nel nostro concerto sono state focalizzate e rese più espressive come il lavoro sulle luci e il coordinamento coi testi.

Rockit: Avete avuto un inizio sfavillante: Premio Ciampi, Targa Tenco ecc.ecc. State andando troppo veloci?

Joe: E' vero, abbiamo fatto sempre dei miglioramenti, però questo è stato un anno strano: abbiamo avuto qualche problema con la nostra casa discografica, per cui si poteva fare molto di più. Il secondo disco era molto importante per noi, proprio perché successivo a tutti questi premi e il peso si faceva sentire: quando si parlava di noi, anche se gruppo nuovo, si tiravano in ballo Tenco, Ciampi, Conte, De Andrè, i gote della musica. Però mi sento apposto con la coscienza.

Rockit: Tutte le collaborazioni ti hanno lasciato qualcosa?

Joe: Lavorare in questo modo con gente che stimi è molto bello e gratificante, perché alla fine tutte le apparizioni che ci sono sul disco sono in verità degli amici venuti a mettere un cameo. Cristina aveva aperto i nostri concerti (n.d.r. si riferisce a Cristina Donà), Vinicio Capossela, dopo avergli arrangiato un pezzo sul suo ultimo lavoro, "pioggia di novembre", ci ha chiesto espressamente di poter intervenire, Hugo Race, che è questo chitarrista australiano, che ha suonato con Nick Cave, è un amico di vecchia data, Manuel Agnelli ha sempre collaborato, fin dai Carnival of Fools (n.d.r. il precedente gruppo di Joe) e lo stesso vale per Cristiano (n.d.r. si riferisce a Cristiano Godano).

Rockit: A proposito di Cristina: in un'intervista a Rockit ti ha definito "buffo, un folletto". Ne convieni e di rimando come la definisci?

Joe: Ah, ah, ah, ha ragione. Ora, come definirla? (n.d.r. dopo un paio di minuti)... Tenera da una parte, serea, nel senso bello del termine, dall'altra. Mi piace.

Rockit: Ho visto il vostro sito. Il tuo rapporto con internet?

Joe: Assolutamente nullo. Sono molto contento di questa cosa, ma non me la cavo granchè.

Rockit: C'è qualcosa, musicalmente parlando, a cui sei particolarmente legato?

Joe: Io sono rimasto folgorato a 17 anni quando ho letto "Nessuno uscirà vivo di qui", che è la biografia di Jim Morrison, che alla fine ritengo il padre di tutto. Non mi piace parlare di queste cose perché alla fine è stato mitizzato, è diventato un simbolo che non mi aggrada, anche perché la maggior parte delle persone non ha capito un cazzo di Morrison. Le cose che ha portato nella musica rock sono fondamentali; rispetto al periodo in cui ha vissuto era una cosa completamente diversa. Quando tutti gli altri andavano in giro con i fiori nei capelli, le camicie coloratissime e parlavano di pace, amore e fratellanza, lui andava sul palco completamente vestito di pelle nera e cantava cose con riferimenti espliciti a Nietzche, ad una cultura completamente diversa. Soprattutto nelle liriche mai prima di allora si era scavato così a fondo nell'animo umano; fondamentalmente un genio.

Rockit: Progetti per il futuro?

Joe: La cosa più importante è il nuovo disco sul quale ci metteremo a lavorare appena finite queste ultime date. Staremo fermi per tutto il '98 e se il disco esce, esce ad autunno... Poi c'è in ballo la colonna sonora per un film, dello stesso produttore di "Tano da morire"... Un disco con l'orchestra del Teatro Regio di Torino, però è ancora incerto e non ne parliamo giusto per scaramanzia... La cosa prossima sarà un pezzo su di un disco-tributo a Robert Wyatt, prodotto dal C.P.I., suonato con Marco Parente. Ora devo andare, un saluto...

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