Il meraviglioso tubetto Intervista

05/11/1999 di Glenda Apice

Il 4 novembre gli Afterhours si sono esibiti ancora a Napoli (Flakabè), ancora con lo stesso successo...Il locale scoppiava di gente e di pezzi urlati a squarciagola da fans arrivati chissà da dove... Manuel Agnelli, quasi in mezzo alla folla cantava, vomitava parole che lì non avevano più senso mentre il chitarrista indemoniato cercava di distruggere il palco saltando come un dannato senza mai rivolgere uno sguardo al pubblico...

...ma tanto avrebbero potuto fare di tutto, avrebbero potuto dire qualsiasi cosa: quei ragazzi erano lì per loro, li ascoltavano magari per la prima volta dopo averli mitizzati a lungo e niente avrebbe potuto farli sfigurare!Dopo il concerto Manuel Agnelli anche se stremato ha accettato di rispondere alle mie domande:



Rockit: In tutti i vostri dischi è sempre stata presente una piccola parte di elettronica, ma in "Non è per sempre" non è più solo un accenno... forse è il presupposto per prossimi lavori più elettronici?

Manuel Agnelli: Si è possibile; è ancora presto per parlare di prossimi lavori ma credo che l'elettronica sarà sempre più importante. La nostra crescita musicale comprende anche questo...

Rockit: Stranamente nell'ultimo disco i brani non sembrano avere un filo conduttore che li collega mentre i vostri vecchi lavori hanno più o meno rispettato sempre un concept, come mai? Sarà forse il risultato di una nuova evoluzione o semplicemente colpa dei tempi discografici che questa volta erano un pò stretti?

Manuel Agnelli:Per "Non è per sempre" abbiamo provato a trsformare all'impronta le nostre idee in musica senza pensarci troppo su. Certo è stata anche un pò colpa dei tempi discografici decisamente ridotti... ma sono contento di questo eperimento, avevamo paura che le idee sarebbero appassite mentre ci preoccupavamo del concept e di abbellimenti vari. Certo se avessimo avuto più tempo avremmo potuto fare entrambe le cose... ma perlomeno abbiamo proposto un disco più spontaneo e naturale!

Rockit:Gli Afterhours sono nati insieme a tanti altri gruppi milanesi che spesso hanno avuto un meritato successo tipo i Ritmo Tribale, ma ce ne sono stati tanti altri che si sono persi per strada... chi ti viene in mente?

Manuel Agnelli:Per fortuna Milano ha dato spazio a moltissimi gruppi emergenti ed un pò tutti hanno assaporato un minimo di successo, certo ci sono stati gruppi più fortunati come i La Crus che si sono fatti forte di buone collaborazione e che hanno fatto da spalla a grandi gruppi...Un buon gruppo sono i Santa Sangre che per ora non hanno avuto molto successo. E poi tanti altri che ora non mi ricordo che non sono stati bravi come i Ritmo Tribale ed i La Crus.

Rockit:Manuel tu sei anche un produttore ed addirittura uno scrittore... ho letto il tuo libro "I racconti del tubetto" percaso ti ispiri a Bukowski, per il tuo modo di scrivere così crudo e brutale?

Manuel Agnelli:Bè io leggo ed ho letto un pò di tutto da Dostoievski a Catullo, ma mi ispiro a giornali trash italiani che parlano di vita quotidiana, della dura e cruda vita quotidiana... tipo Novella 2000 etc.

Rockit:Nel libro ci sono emozioni forti dall'amico eroinomane ad un tuo rapporto sessuale (anale) con un tubetto di balsamo accuratamente scelto in un supermercato... tutte esperienze realmente vissute?

Manuel Agnelli:Si!

Rockit:Che collegamento c'è fra il disco ed il libro?

Manuel Agnelli:Nessuno, infatti sono usciti in momenti differenti. Il libro è una raccolta dei sentimenti che turbavano il mio periodo post-adolescenziale, nel disco ci sono le nostre emozioni in questo momento... ma in "Non è per sempre" spesso recupero gli stessi problemi ma proiettati nel presente.

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