Guarda in esclusiva il video di “Sidi Bel Abbès” e leggi l'intervista a Flavio Giurato Intervista

Flavio GiuratoFlavio Giurato
22/06/2016 di

“Sidi Bel Abbès” è il terzo videoclip tratto da “La scomparsa di Majorana”, l’ultimo album firmato da Flavio Giurato. La regia è stata affidata a Arash Irandoust, filmmaker e videoartista iraniano, classe 1980, autore di numerosi cortometraggi, videoclip e video installazioni. E il risultato è a dir poco sorprendente. L’uscita del video, che potete vedere qui in anteprima, è l’occasione per tornare a parlare con Giurato e per scoprire che sono in arrivo altre sorprese.

Vi riportiamo per intero anche le parole con cui Flavio Giurato ci ha presentato la prima volta questo video: "Nell’incendio di cristalli della biologia cellulare che il Mondo, sognando, divampa in ogni suo centimetro di secondo, irrompe l’orgia atomica del desiderio umano. Alle ragnatele del Regno Nucleare, Ettore Majorana preferì l’avorio bianco del deserto, la disciplina monacale dello smarrimento, lo spazio infinito dell’esilio. “Sidi Bel Abbès” è il bicchiere d’acqua dove sapersi perdere."



Arriva il terzo videoclip tratto da “La scomparsa di Majorana”, il tuo ultimo disco: come mai hai scelto un pezzo strumentale come “Sidi Bel Abbès”?
Inevitabilmente, un testo crea delle suggestioni che suggeriscono le immagini. Con uno strumentale ho lasciato Arash libero di usare la sua arte videografica con i soli condizionamenti del titolo del pezzo. “Sidi Bel Abbès” è il centro di addestramento della legione straniera e fa riferimento al concept dell’album “La scomparsa di Majorana”, dove, ovviamente, si parla della bomba atomica.

A proposito di Arash Irandoust, com’è avvenuto il vostro incontro?
Ci ha fatto conoscere Guido Celli, il pre-produttore de “La scomparsa di Majorana” e anche celebrato autore delle "novecientomilalire" (il riferimento è al testo di “Grande distribuzione”, ndr). Arash è una delle persone più interessanti che abbia mai incontrato, un artista di caratura internazionale, regista, videomaker, videografico. Abbiamo già lavorato insieme per il video de “La scomparsa di Majorana”: mi ha impressionato per il suo occhio implacabile di operatore, tanto che gli ho proposto di curare in completa autonomia il videoclip di “Sidi Bel Abbès”.

Il video sembra volersi rifare all’opera di Jean-Michel Basquiat, sei d’accordo?
Sono d'accordo… e complimenti a te che hai colto questo fine riferimento! Invito anche a considerare un ambito culturale che mi appartiene, quello dei Monty Python, con tutta la cultura rappresentata, per esempio, dalla copertina di “Sgt. Pepper’s Lonely Heart’s Club Band” dei Beatles.

Nel video c’è una presenza abbastanza massiccia di animali, come mai questa scelta?
I pinguini che vedono la luce del fungo atomico sono di certo la cosa più toccante. Gli animali sono parte importante della mia vita, agli animali ho dedicato tante stagioni di osservazione e studio per il mio lavoro di musicoterapeuta, ma per quel che riguarda il loro uso nel videoclip, bisognerebbe rivolgersi all'autore…



E poi il fungo atomico, la guerra, i palazzi che vanno giù (sono forse le Torri Gemelle?)… c’entra qualcosa la voglia di autodistruzione dell’umanità?
L’umanità ha solo voglia di mangiare, moltiplicarsi e spostarsi… sempre che in tutto questo ci sia un iPhone di mezzo. Più che alle Torri Gemelle, quei fabbricati che implodono mi fanno pensare a Hiroshima e Nagasaki.

Qual è il legame tra le immagini del video e la tua poetica?
La sincerità.

Dobbiamo attenderci altri video?
Ci vorrà un po’ di tempo… ma dovete attendervi il video di tutti i pezzi de “La scomparsa di Majorana”!

Le immagini di “Sidi Bel Abbès” confermano che non hai intenzione di fermarti: hai suonato parecchio dal vivo dopo l’uscita del tuo ultimo disco. Vuoi tracciare un bilancio del tuo ritorno sul palco?
Tanti chilometri, tante città, tante persone che mi hanno dimostrato affetto e stima da condividere con gli splendidi giovani musicisti (Daniele Ciucci Giuliani e Federico Zanetti, ndr) che hanno la benevolenza di condividere con me il palco.

È vero che stai lavorando su di un nuovo album? Se è così, ce ne vuoi parlare?
Ammetto, confesso e confermo. Dopo ventitre anni trascorsi tra l’ultimo vinile e il primo cd, sette tra il primo cd e il secondo, voglio pubblicare un altro disco subito. Se riesco, registrazione e uscita entro il 2016. Sarà un appassionato concept sulle migrazioni, titolo “Le promesse del mondo”.

Voci di corridoio parlano dell’arrivo di un libro, legato a “Marco Polo”, il tuo terzo disco. Confermi?
La storia del libro è vera. L’ho scritto mentre facevo “Marco Polo” e poi l’ho lasciato in un cassetto, io credevo per sempre…. Ma poi è stato trovato, amato ed editato da Guido Celli, ancora lui, che vuole farlo pubblicare. Confermo le voci di corridoio.

Tag: nuovo video intervista

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