Flamingo - For once in my life Intervista

07/10/2011 di

La chillwave come chiave per capire i moti d'animo? Sembra quasi una religione ma, in fondo, è roba più semplice: lasciarsi andare. Flamingo è una delle migliori scoperte fatte nell'ultimo periodo, questo ventenne cerca stati di calma e trova viaggi che vanno dalla psichedelia alla dubstep. Un piccolo talento da tenere d'occhio. Margherita di Fiore l'ha intervistato.



Se si cercano informazioni su di te si trova davvero poco: è una scelta intenzionale? Se non lo è, raccontami un po' chi sei.
La verità, è che non voglio si parli di altro che della mia musica quando si cerca il mio nome. A parte gli scherzi, mi chiamo Guglielmo e sto bene.

Quanti anni hai?
20.

Tra le poche informazioni c'è Roma: è un buon posto per fare il musicista? Ti sei trovato meglio in altre città?
Ho cambiato da poco residenza. Attualmente vivo in un paesino in provincia di Viterbo dove lavoro come apprendista cuoco in un ristorante. Devo ammettere che si sta davvero bene; pure avendo poche ore di tempo libero a disposizione riesco comunque a fare musica che mi piace. Comunque la città che mi ha più segnato è stata Roma per la varie scene musicali che si incrociano e si conoscono.

Sulla tua pagina di facebook ti definisci pop: so che è un discorso astratto e probabilmente inutile, ma pensi davvero che la tua musica rientri in questo genere?
Purtroppo ho una visione distorta del pop; per me come "genere" è rappresentato da melodie facilmente orecchiabili e non dalla presenza fondamentale di una voce. Quindi, dato che i pezzi che faccio sono orecchiabili (secondo il mio punto di vista), li reputo pop.

Cosa ascolti normalmente?
I miei ascolti vanno a periodi, uno su tutti comunque, Aphex twin. Per molto tempo è stato uno sfondo delle mie giornate. Nel mentre musica di tutti i generi, sento anche un sacco di radio. Avevi mai notato gli intermezzi musicali di Radio Rai? Opere d'arte.

"Superpalm ep" è un lavoro che colpisce subito per l'immaginario che riesce creare: una sorta di viaggio elettronico nello spazio. E' solo una mia impressione oppure era realmente un tuo obiettivo?
No è proprio così, potrei aggiungere che nella concezione dell'ep c'è la pace in generale, dei sensi, dello spirito, della mente e del corpo. Mi fa piacere sentire la tua analisi perché è proprio quello che vorrei trasmettere.

Le tue passioni influenzano i tuoi brani: so che "Brown lighter" è dedicata alla tua collezione di accendini, mentre "Bat Country" è un omaggio a uno dei tuoi film preferiti ("Paura e delirio a Las Vegas" Nda). Come trai spunto dalla tua realtà per trasformarla in musica?
Per la verità è esattamente il contrario; sono le canzoni ad evocarmi delle situazioni o dei ricordi che mi fanno pensare a delle sequenze della traccia, come su "Bat Country".

Come è nata la collaborazione con Dumbo Gets Mad?
Ci siamo conosciuti a Roma questo inverno tramite amici comuni, ed è stato lui a farmi conoscere l'etichetta che mi ha pubblicato l'ep, la Bad Panda, quindi per amicizia e soprattutto per rispetto, visto che abbiamo le idee simili, gli ho chiesto questo favore.

Lui ha tentato la carta dell'estero, ora è a Los Angeles. Mai pensato di cambiare aria anche tu?
Se devo essere sincero non ho mai pensato di lasciare l'Italia, voglio giocarmi le mie carte qui nel bel paese sperando di dare una mano alla rivoluzione musicale di cui abbiamo bisogno.

Quale pensi che sia la destinazione d'uso finale della tua musica: ascoltare, ballare, lasciarsi andare?
Lasciarsi andare.

Il tuo ep è disponibile in free download: cosa ne pensi del modo in cui oggi viene diffusa la musica? Rimpiangi il vinile o sostieni il digitale?
Sono nato nell'era del digitale quindi lo sponsorizzo, anche perché la musica arriva direttamente ovunque in pochi minuti dando la possibilità a chiunque di poter esprimere il suo potenziale; ma allo stesso tempo è concorrenza crescente in ogni angolo.

Cosa apprezzi nell'odierno panorama musicale italiano?
Mi piace Raphael Gualazzi, e poi apprezzo il fatto che si inizi a dare uno spiraglio di speranza ai giovani come me.

Il tipo di musica che fai viene spesso definito 'da cameretta', evocando la solitudine in un piccolo spazio con l'esclusiva compagnia di supporti tecnologici. C'è qualcosa di vero?
...sì, ma non proprio tutto, molti pezzi ultimamente li ho portati avanti con degli amici musicisti, comunque c'è costantemente confronto con tutti, madre, padre, zio, amico, amico del padre, amico del nonno, che danno indicazioni su come per loro il pezzo possa suonare meglio. Mi fido più del parere di un "non musicista", è molto più oggettivo del musicante.

Hai già avuto la possibilità di 'uscire dalla cameretta' e presentare questo nuovo lavoro dal vivo?
No, ma attendo pazientemente.

Una parola che ti rappresenta e una che odi.
Fede <-----------> Ricco.

Fede? Sei religioso?
Sarebbe limitativo circuire la fede nella religione; in qualche modo la fede è quello che per me corrisponde all'anima o comunque a qualcosa di molto più trascendete di una religione. E comunque no non c'entra la religione con i miei pezzi; le emozioni che dovrebbe trasmettere sono più affini ad un abbraccio tra amici o ad un bacio, emozioni più schiette ma non per questo meno importanti.

Progetti per l'anno nuovo?
Cercare una via principale.

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