Foto Profilo: Emmecosta Intervista

foto di Hilda Randulv - Emmecostafoto di Hilda Randulv - Emmecosta
06/10/2015 di

Foto Profilo è la nostra rubrica di interviste con la quale continueremo a seguire la nostra vocazione primaria: presentarvi validissime e nuove band italiane. Le regole sono semplici: con ogni risposta, una foto. Oggi tocca agli Emmecosta, band italiana di stanza in Svezia, autrice di un una musica d'atmosfera che amano definire "soundwriting".

 

Iniziamo dalle presentazioni: chi siete, come vi siete incontrati, quando avete iniziato a fare musica, e soprattutto perché siete tutti in Svezia?
Siamo Claudio Pallone, Alfonso Fusco e Aldo Axha. Ci siamo conosciuti cinque anni fa a Göteborg, in Svezia. Ognuno di noi ha iniziato a fare musica fin da ragazzino, molto prima di trasferirsi più a nord. Ci siamo formati ascoltando generi forse apparentemente incompatibili. In Svezia ognuno cercava un proprio equilibrio, un contesto letteralmente freddo in cui far emergere le proprie capacità di scrittura. La Svezia è un paese molto stimolante se si pensa alla presenza di accademie musicali di ottima qualità, in cui è possibile collaborare in modo diretto con importanti realtà a livello produttivo. Ripensando ai luoghi da cui proveniamo e ai nostri percorsi personali, forse solo qui avremmo potuto trovare un punto d'incontro.



(Foto: Joachim Schmid, Photogenetic Drafts, 1991)

Sulla première che avete avuto su Clash si dice che la vostra musica fa da colonna sonora a quel momento della notte in cui è troppo tardi per andare a dormire, ma troppo presto per alzarsi. Il vostro immaginario prende spunto da quel tipo di luce lì, oppure avete avuto altre immagini in mente durante la scrittura di "Untied"?
"Untied ep" è stato scritto pensando a un preciso momento della giornata. Cercavamo un punto di partenza a cui ricondurre la nostra musica. Quella luce a cui fai riferimento per noi è stata importante per trovare una convergenza in fase di scrittura. Abbiamo pensato a un'atmosfera che per tutti e tre fosse in un certo modo inequivocabile, e alla possibilità di descriverla.



(Foto: Olafur Eliasson, Anamorphic Mirror, 2009)

Più che di songwriting, voi parlate di soundwriting. Come nascono le vostre canzoni?
Nascono dall'esigenza di esprimere qualcosa che conosciamo in modo diretto, dettagli che ci condizionano. Quando definiamo un suono, ci concentriamo su questi singoli dettagli, consapevoli del fatto che sia impossibile ottenere quello che chiamiamo "un alfabeto equivalente". Le nostre canzoni prendono forma nel momento in cui ci confrontiamo con questa impossibilità. In quella fase cerchiamo di rappresentare i dettagli a cui facevamo riferimento prima in modo che emergano all'interno di un contesto più ampio, in una sorta di spazio narrativo.



(Foto: David Hockney, Nathan Swimming, 1982)

Di cosa parlano le canzoni contenute nel vostro ep di debutto?
Le canzoni parlano del paradosso che si vive nel momento in cui si prova un piacere quasi sensuale nel trovarsi soli. L'idea del fallimento di una relazione è centrale in "Untied ep". Non ci riferiamo alla rottura di una relazione, a un contrasto. Al contrario, descriviamo una vicinanza che però non si compie completamente. Ritornando all'immagine che evocavi tu, quella della luce delle prime ore dell'alba, possiamo dire che, in quel momento della giornata, avvertiamo questo paradosso in modo netto.



(Foto: Jeff Wall, A woman with a covered tray, 2003)

Il video di "Brontos", così come l'atmosfera generale dei pezzi, è piuttosto rarefatto, malinconico, onirico, quasi oscuro. Molto lontano dalla vostra Positano, insomma. Credete che il posto in cui si vive influenzi in qualche modo la composizione, o è più una questione di gusti personali?
La Svezia è attualmente il nostro campo magnetico, veniamo attratti da quello che ci circonda. Tentiamo ogni volta di provare una specie di stupore nei confronti dello scenario nel quale viviamo, ormai da anni, ma quello che ritroviamo è ripetitivo e, come dici tu, spesso rarefatto. Le idee di vicinanza e di distacco sono presenti sia nei luoghi sia nelle persone che incontriamo quotidianamente e si riflettono nel nostro modo di scrivere musica.



(Foto: Olafur Eliasson, The Aerial River Series, 2000)

L'ep uscirà a Novembre, sono già previste delle date in Italia? Che accoglienza vi aspettate?
Abbiamo previsto un concerto di presentazione di "Untied ep" in Italia, in una location particolare che sveleremo a breve. Stiamo organizzando per fine novembre / inizio dicembre, a Milano. Prima di questa data suoneremo prevalentemente in Inghilterra e in Svezia. Non vediamo l'ora di tornare in Italia e di pianificare una serie di date per il 2016, prima di dedicarci alla scrittura del nostro secondo ep.

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