Foto Profilo: Molla Intervista

foto di Michele Battilomo - Mollafoto di Michele Battilomo - Molla
21/04/2016 di

Foto Profilo è la nostra rubrica di interviste con la quale continueremo a seguire la nostra vocazione primaria: presentarvi validissimi e nuovi artisti italiani. Le regole sono semplici: con ogni risposta, una foto. Oggi tocca a Luca Giura, in arte Molla, cantautore pugliese con una forte attitudine pop e una personalità molto definta, sia artisticamente che umanamente. Sarà pubblicato il 13 maggio il suo nuovo album "365", da cui è stato tratto il primo videoclip, con i cammei di Pierpaolo Capovilla e Giò Sada.

Per citare il tuo primo singolo: ma che musica fai, chi cazzo sei, che genere suoni, perché ti chiami Molla?
Se lo sapessi non starei qui a cercare di capirlo e spiegartelo. Sicuramente faccio musica e anche da un bel po’ e sicuramente non è né jazz, né metal…il tutto perché non so ancora chi cazzo sono precisamente. Nella vita di tutti i giorni sono un figlio, un fratello, un amico, un nemico, un marito, un collega e un padre. Nella vita artistica sono un tipo strano con la barba rossa, che salta da uno strumento all’altro e da un vagone di un treno all’altro per fare l’amore con il palco. Non mi piacciono gli schemi, non mi piace appartenere ad un giro, non mi piace “essere come…”

Una citazione e un'immagine per spiegare chi sei e come hai cominciato a suonare.
“Non troverai mai arcobaleni se guardi in basso.” (Charlie Chaplin)



L'amore nelle tue canzoni è molto ben rappresentato come un sentimento fatto di impegno e cose quotidiane. Sei innamorato?
Si, sono innamorato e tanto. Questa è una cosa che mi riesce particolarmente bene, amare ed essere amato. Amare è un impegno grandissimo, ma è un bell’impegno, non è una di quelle cose che ti fa alzare presto la mattina o che ti fa timbrare il cartellino. Per me ogni giorno che passi insieme è uno sguardo, è non uscire il sabato sera, è aspettare ore e ore fuori dal suo negozio. Non ci sono manuali per spiegartelo, non è una tappa fissa come la prima elementare, ma essere innamorati è come ritrovarsi sotto lo stesso ombrello a vivere la stessa vita.



“La notte sopra al mare”, a partire dal titolo è una canzone che potrebbe inserirsi benissimo nel filone pop/radiofonico, una di quelle capaci di vincere Sanremo. Parteciperesti al festival se te lo chiedessero?
Sono sincero: con il brano “La notte sopra il mare” ho provato a partecipare a Sanremo Giovani, ma a volte le cose belle non sempre vanno bene. La canzone dice “ad ogni dolore riparto da zero” ed è proprio per questo motivo che è stata una delle mie prime scelte da inserire in questo secondo disco. La canzone può avere tanti significati e ogni ascoltatore può pensare quello che vuole delle mie canzoni, ma questa in particolare è nata dopo la notizia spaventosa di un brutto cancro ad una persona a cui voglio molto bene. Il testo è stato pensato in un posto e la musica in un altro, ma insieme secondo me formano una delle canzoni più potenti a livello di “pathos” scritte fino ad ora da Molla. Tornando alla tua domanda, a Sanremo ho già partecipato anni fa, nel 2006 come batterista; e lo rifarei molto volentieri, ma affrontando il palco da protagonista, divorandolo come si fa nei grandi live, senza risparmiare energie solo perché bisogna cantare una canzone sola!



“Luca” è un dialogo con te stesso? Che cosa consiglieresti se potessi incontrare oggi il Molla del futuro, diciamo quello del 2036?
“Luca” è un dialogo con me stesso come sono ora, ma soprattutto è un dialogo con Luca padre, visto che tra pochi mesi inizia anche questa mia nuova prima avventura! Parla dei miei dubbi, dei miei gusti, del suono che ha il mio nome e della prima cosa che voglio insegnare a mio figlio: ridere!
Invece al Molla del futuro consiglierei: di non rimpiangere la sua folta barba rossa, di continuare ancora a scrivere canzoni e a suonare i mille strumenti che ha; e di non aver più paura dell’aereo, ché tanto quel suo nuovo cappello che lo teletrasporta da un palco all’altro è una figata; e di stare attento, ché se passa un cinese gli copia tutto!



Abbiamo visto che sei tra i primi nomi annunciati della line-up del Cellamare Music Festival. Cos'è per te l'attitudine pugliese?
Sai, la prima cosa che penso, quando si parla di Puglia, è il mare.
La mia attitudine verso la musica pugliese è un po’ come le onde del mare: va e viene. Ci sono giorni e lunghi periodi in cui non me ne frega niente delle popizze, delle sgagliozze, del tamburello, di fare squadra tra noi pugliesi che “parliamo” la stessa lingua, o di sostenere una band solo perché è nativa di Bari. Poi invece ritorno sui miei passi e come un’onda sbatto sugli scogli. Ad esempio, in questo periodo mi sento molto vicino alla mia terra per diversi motivi, tra cui il Cellamare Music Festival… una bomba ad orologeria pronta ad esplodere! Questo festival racchiude il senso di quello che siamo noi pugliesi, dei giocherelloni, che se ci credono davvero costruiscono grattacieli e nuove scuole in un giorno.

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