Skiantos / intervista

"Non una band rock ma un modo di approcciarsi all'arte": intervista all'autore de L’irraccontable Freak Antoni

Intervista a Cisco Sardano, autore della graphic-novel su Freak Antoni
24/05/2018 08:41

Qualche tempo vi avevamo dato la notizia dell'imminente uscita di "L’irraccontable Freak Antoni”, graphic-novel di Cisco Sordano, edita da Becco Giallo. Ora che l'abbiamo (stra)letta ci è venuta voglia di parlarne ancora e abbiamo raggiunto il fumettista per fargli un paio di domande su questa band che "più che una band è stata un vero e proprio modo di approcciarsi al mondo e all'arte". 

Come hai conosciuto Freak Antoni e il mondo degli Skiantos?

Gli Skiantos li conoscevo un po' già prima di trasferirmi a Bologna (sono di origine barese come Paolo Tarantini) e non sono mai stato un loro grande fan. C'è da dire che ascoltare la loro musica a Bologna ha un sapore diverso, come se la capissi un po' di più, come se ti entrasse proprio sotto pelle. La scintilla vera e propria però è scoppiata quando mi è capitato di incontrarlo personalmente anche se un tempo brevissimo. Mi ha folgorato! Cercare di capire chi fosse quel matto è stato una necessità.

Il titolo della tua graphic-novel recita: “L’irraccontable Freak Antoni”: come si fa quindi raccontare qualcosa, anzi qualcuno di irraccontabile?

Il titolo del libro è venuto solo alla fine del lavoro (almeno della parte di ricerca/scrittura). Si tratta infatti di una triste deduzione, la presa di coscienza dell'autore rispetto al suo fallimento... ah, ovviamente si tratta di una citazione de "L'inascoltable"....


Freak Antoni ci ha lasciato nel febbraio del 2014: quanto “ci” manca?

Ci manca moltissimo si sente nell'aria in città. Gli omaggi al poeta cominciano a fioccare. Credo che se ne parlerà sempre di più. È anche arrivato il momento in cui la narrazione del '77 Bolognese non sia lasciata solo a chi l'ha vissuta ma venga rielaborata e restituita da che ne ha voglia, da chi lo sente, anche un po' fottendosene di cosa ne pensa l'ha vissuta direttamente. Gli Skiantos sono stati un modo di approcciare all'arte non una band rock.

 

Una vignetta mi ha molto colpito quando scrivi: “Tutti gli artisti sono eroi. E tutti gli eroi sono un po’ artisti”: ci vorresti spiegare meglio questa frase?

Si tratta di una frase tratta da "Vademecum per giovani artisti" di Roberto nostro. Di preciso tutto il capitoletto del mio libro è tratto da stereotipi e luoghi comuni sugli artisti. La frase che citi è la conclusione un po' romantica di una serie di "insulti" riservati a chi fa arte, serve un po' per spiegare ai giovani che approcciano all'arte cosa gli aspetta, di cosa verranno tacciati. Proprio perché sopravvissuti alla persecuzione, saranno indicati dal poeta come eroi, almeno un po'. 

Secondo te quanto è stata importante Bologna e il suo tessuto sociale-artistico per sviluppare il “mondo” degli Skiantos?

Bologna è stata indispensabile. Faccio io una domanda, retorica per carità, a te: Quanto è stata importante Gotham City perché nascesse Batman? Se Bruce Bruce Wayne fosse nato a Fermo avremmo avuto Batman? Ecco, ho appena risposto alla tua domanda!

A chi ti sei ispirato, dal punto di vista fumettistico, per realizzare la tua opera?

Mangio fumetti da anni ne leggo così tanti che non saprei dirti davvero a chi mi sono ispirato. Sicuramente la tecnica del retino fatto male è un omaggio alle tecniche utilizzate nel '77. Gli autori che da sempre amo (per citarne due italiani Davide Toffolo e Paolo Bacillieri) sono rimasti proprio fuori rispetto al segno. Alla fine quando guardo Freak mi sembra uno stile più vicino alla grandissima Silvia Ziche e in generale al fumetto umoristico che al fumetto d'autore bolognese.

Ancora per citarti: “La cacca se ne frega, l’arte si preoccupa, la merda è (pura) natura, l’arte del tutto insicura (in quanto cultura)”: questa frase sembra molto à la Freak Antoni. Ma si tratta di una citazione diretta o di una tua libera interpretazione?

Anche in questo caso si tratta delle parole del poeta. Io le ho semplicemente decontestualizzate e messe in scena. In questo caso Freak con gli Skiantos omaggiavano l'opera di Piero Manzoni. In generale ho deciso di non riportare le citazioni in maniera precisa un po' perché sarebbe diventato eccessivamente didascalico, un po' perché credo che nel 2018 esistano tutti i mezzi per documentarsi. Credo che una biografia (passatemi il termine) oggi debba più stuzzicare la curiosità rispetto al personaggio che spiegare i fatti e basta. Basta scrivere su qualsiasi motore di ricerca “Freak Antoni merda artista su youtube” ed ecco fatto. La maggior parte di quello che trovi sul l'irraccontable effettivamente è stato scritto da Freak Antoni. E questo mi piace molto!



Qual è la tua canzone del cuore degli Skiantos? Scusa la banalità ma ci piace essere dei curiosoni! 

Non so a questo punto sono davvero confuso e non saprei bene cosa risponderti. Ti dico "Sono un ribelle mamma" solo perché sono terrone e la mia mamma la voglio bene... la telefono sempre.

 

Hai per caso voglia di realizzare un “Freak Antoni” solo per noi di Rockit?

Certo, molto volentieri. Eccola qua! 

 

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L'articolo "Non una band rock ma un modo di approcciarsi all'arte": intervista all'autore de L’irraccontable Freak Antoni di Mattia Nesto è apparso su Rockit.it il 24/05/2018 08:41

Tag: intervista - fumetti

Pagine: Skiantos

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