Questo weekend a Bologna c'è Fruit Disco, la fiera dedicata al graphic design nella musica Intervista

27/01/2017 di

Da venerdì 27 gennaio a domenica 29 a Bologna, in piazza Nettuno presso il Palazzo Re Enzo, si svolgerà Fruit Disco - mostra mercato e showcase musicali, ovvero la fiera dedicata all'arte del design dei vinili (e non solo) all'interno di Fruit Exhibition, la manifestazione di art publishing giunta ormai al suo quinto anno di attività.

Una proposta molto articolata che, edizione dopo edizione, ha trovato sempre più adesioni ed interesse. Abbiamo raggiunto Christian Battiferro per farci spiegare qualcosa di più in merito. 

 

Partiamo dalle basi: che cos’è Fruit Disco? 
Iniziamo da cos’è Fruit Exhibition. Si tratta di un festival di produzioni indipendenti, composto da un market di editoria, una serie di conferenze sul self-publishing, mostre, proiezioni, performance e da quest’anno anche uno spazio tutto dedicato al game design. All’interno del panorama editoriale artistico non si può tralasciare la ricerca e la creatività applicata all’artwork e al pakaging di un disco, inteso come generico supporto per contenuti sonori che, quindi, può assumere la forma di vinile, cd o anche music cassetta.

È una mostra-mercato sul design del disco o c'è di più?
Fruit Disco indaga lo stretto rapporto tra arti visive e musica, rapporto che risale addirittura ai tempi dei primi dischi della Columbia Records, che con Alex Steinweiss al timone, realizzava innovative copertine di vinili già nel 1939. L’indagine però non vuole essere una statuaria proposta di produzioni, ma un’occasione di approfondimento, coinvolgimento e interazione con tutto ciò che si muove oggi in questo mondo.

Avete avuto degli ospiti importanti, in passato...
Lo scorso anno abbiamo proposto una performance di Simon Moser e una mostra di Stefan Sagmeister, uno dei personaggi più trasgressivi del graphic design contemporaneo e, probabilmente, uno de più grandi innovatori nella progettazione di edizioni per contenuti sonori. Sagmeister ha realizzato copertine anche per gli Stones e Lou Reed. Abbiamo ospitato Juice&Rispetta, un collettivo svizzero che per tre giorni è andato in giro per Bologna tenendo un workshop basato sulla “cattura” di suoni per la pubblicazione di un vinile “fatto a mano”.

Quali sono invece le novità di quest'anno?
Quest’anno portiamo a Fruit una mostra mercato di pubblicazioni italiane e straniere e una serie di showcase: tre performance audio + visive a cura dell’etichetta indipendente Labellascheggia. Venerdì 27 a partire dalle ore 21.30 in sala Re Enzo (sempre a palazzo Re Enzo a Bologna), Labellascheggia, infatti, presenta tre nuovi progetti in anteprima: Effe Punto che suonerà alcuni brani in versione inedita, il disco dei Montauk "Vacanza/Gabbia" che verrà presentato in anteprima con una serie di pezzi limitati stampati in risograph, e il primo disco inedito di Cadori, "Non puoi prendertela con la notte". La particolarità è che ad accompagnare la musica saranno le immagini proiettate del workflow che ha portato dallo studio dei bozzetti sull’artwork alla realizzazione vera e propria del disco.

Qual è lo stato dell’arte, oggi, in Italia del design musicale? E non sto parlando soltanto dei dischi ma delle cassette e delle fanzine, a volte veri e propri oggetti di culto e da collezione.
Abbiamo molte realtà interessanti nel nostro paese, ma sconosciute perché operano “dietro alle quinte”. A Fruit è possibile trovare un assaggio di questo panorama, quest’anno per esempio con le bellissime cassette di Nervi Cani (etichetta che ha prodotto "Changes" di Lobby Boys, che noi abbiamo recensito qui). Per quanto riguarda le fanzine penso alle originali produzioni del grande Jacopo Benassi, che partecipò alla prima edizione di Fruit come Talkinass. Un altro artista che lavora molto bene in questo senso, creando delle copertine estremamente efficaci con la tecnica del collage, è Pasquale de Sensi. Pasquale ha esposto per noi alla quarta edizione del festival con la mostra "Tiny Traps", e ha inoltre vinto il Best Art Vinyl Italia nel 2013 per “Ashram Equinox” dei Julie’s Haircut.

Qual è invece la situazione al di fuori del nostro Paese?
Chiaramente anche all’estero la produzione è ricca e vibrante. Quest’anno a Fruit abbiamo selezionato e invitato, tra i molti, anche Open Edition, da Londra, con il progetto Rural, Zweikommasieben con il progetto Zweikommasieben Magazin dalla Svizzera e Split 7 da Strasburgo. Trapped In Suburbia con il progetto This Experience Design dall’Olanda è sicuramente un’eccellenza, e sarà anche in mostra. Da venire a sentire, vedere e toccare.

Quali sono degli esempi particolarmente significativi per voi di arte applicata alla copertina di un disco?
Ce ne sono molti, alcuni dei nomi citati sopra ne sono un esempio. In generale possiamo dire che tutte le release che considerano il supporto di contenuti sonori, e la relativa “confezione”, come un vero e proprio oggetto con cui dialogare, e con il quale instaurare un dialogo e un’esperienza anche con il fruitore, risultano interessanti. Ad esempio l’inserimento di oggetti nel packaging o l’esperienza narrativo-visiva quando si sfoglia il book di un disco offrono moltissime possibilità creative, alcune già esplorate, altre no.

Ha ancora senso prestare così tanta attenzione nel design del disco oggi, nell’epoca dello streaming selvaggio?
Assolutamente si. Non stiamo parlando del contenuto ma del contenitore. Il fatto che oggi vengano dissociati l’uno dall’altro spinge chi ama la musica e l’arte a riavvicinarsi all’oggetto come fruizione completa e permanente. Credo sia un po' come chiedersi se ha ancora senso incontrare (e toccare) le persone visto che possiamo comunicare al telefono o su una chat, oppure chiedersi se ha ancora un valore andare a un concerto visto che lo possiamo sentire per radio: credo siamo tutti d’accordo sul fatto che sono esperienze totalmente diverse. L’insieme fa la forza, come l’unione… ci vediamo tutti a Fruit, no?! 

 

Tag: cassette design vinili

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


    LEGGI ANCHE:

    La fiction RAI sulla vita di De Andrè è stata vista da oltre 6 milioni di spettatori