I dischi che stanno definendo il rap del futuro secondo Ghali Intervista

ghalighali
29/08/2016 di

Tra i nuovi artisti che stanno cercando di spostare un po' più in là l'asticella del rap italiano c'è un nome che spicca sugli altri, ed è sicuramente quello di Ghali: classe 1993, milanese ma di origini tunisine, corteggiato da mesi dalle major e seguitissimo online. Sta macinando milioni e milioni di visualizzazioni dei suoi video su YouTube ("Dende" e "Wily Wily" su tutti) ma anche dal vivo non se la cava male: i suoi concerti (o le sue ospitate in radio) finora sono stati accolti con bagni di folla, la stessa folla che indossa orgogliosa la sua linea di streetwear STO Clothing.

Alla base di questo successo (che è probabile crescerà esponenzialmente nel momento in cui uscirà il primo disco di inediti) c'è semplicemente lo stile: nel flow e nell'immaginario dei testi prima di tutto, nella maniera unica con cui riesce ad intrecciare slang arabo e italiano, ma anche nella qualità estetica di qualsiasi contenuto pubblichi, dai video (bellissimi) alle foto promozionali.

Non stupisce quindi sapere che la prima influenza creativa per Ghali è stata quella di Michael Jackson: "Ho passato anni della mia infanzia ad osservare la copertina di "Dangerous". Più che dischi, erano cassette. Erano le uniche originali che avevo. Raramente potevo fermarmi davanti a venditori ambulanti o entrare in un negozio di dischi. Usavo il jukebox quando capitava di entrare in un bar con papà e ascoltavo "Billie Jean". Una passione che è arrivata direttamente dai suoi genitori: "Essendo figlio unico, imparavo e assorbivo dai miei genitori, loro erano molto fan della musica di Jackson. Soprattutto mia madre. Facendo album in ogni periodo della sua crescita, Michael riuscì a raccontare la sua vita, le fasi del suo percorso e i suoi sogni. Credo che abbia anche fan extraterrestri".

 

I dischi che stanno definendo il rap del futuro secondo Ghali

Il suono di Ghali però non c'entra nulla con gli anni '80 di Jackson. Niente vintage, niente revival, poche influenze dal passato se non la lezione di grandi maestri. In attesa di ascoltarlo dal vivo al prossimo Home Festival, abbiamo chiesto a Ghali di raccontarci quali sono secondo lui i dischi che stanno definendo il suono del rap nel prossimo futuro. Ecco cosa ci ha risposto:

Ultimamente ascolto sempre meno rap. Sono davvero pochi per me quelli che stanno facendo musica rap considerando che è un genere che si sta spostando sempre di più in una bolla pop, perché il rap è il nuovo pop. Mia madre storceva il naso quando le facevo sentire brani rap, diceva: "Parlano troppo veloce, non riesco a seguirli". Ora invece grazie alla miscela di suoni e una metrica più pop/chiara/per tutti, i brani rap sono più comprensibili e riescono a raggiungere un pubblico più ampio, come ad esempio mia madre. Di conseguenza i messaggi possono essere anche diversi.

Il mondo è in continua evoluzione e la musica e le sue tematiche hanno bisogno di andare a pari passo. J Cole con "Forest Hills Drive" mi fa venire in mente il rap del futuro perché ha affrontato tematiche biografiche personali, di terapia e di denuncia in un modo fresco e nuovo rimanendo prettamente rap.

Kanye West è uno dei primi personaggi che ci viene in mente se pensiamo ad un rap futuro. Grazie ai suoi esperimenti, ricerche e scelte di suoni riesce sempre a dare un'atmosfera di avanguardia. "My Beautiful Dark Twisted Fantasy" ha dato vita ad un movimento e a nuovi artisti. Il futuro è creare qualcosa di mai sentito e che possa ispirare le persone.
Anche se fa un album più bello dell'altro, Drake ci ha ispirati tutti con "Take Care", il suo album di debutto. I testi di quell'album farebbero innamorare anche il rapper più gangsta e cattivo. Credo che sia l'album in cui Drake abbia "vomitato" di più i suoi sentimenti.

C'è chi dice che il rap sia il nuovo rock'n'roll o il nuovo pop. Dunque significa che piano piano sta raggiungendo anche esso tutto il globo. Non c'è solo l'America. In Europa siamo molto preparati ormai, e c'è chi nel rap lo è da 20 anni. Booba è sicuramente uno di questi: capo nell'undergound e nel mainstream, ha influenzato e dato un colore ben definito al rap europeo. La sua storia, la sua provenienza, il suo flow, l'autotune usato in un certo modo e l'inserimento di diverse lingue nei suoi brani l'hanno reso idolo e prototipo di questa generazione e non solo. Non a caso l'album che scelgo è "Turfu" (acronimo di Futur). Grande fonte di ispirazione per me e i miei amici.

Un altro album?
Stiamo lavorando al mio in modo che rientri tra questi. Che sia tra i miei preferiti.

Tag: rap italiano

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