"Un oggetto sonoro liminale, che mette in crisi l’idea stessa di singolo e di progressione discografica". Così Giulia Impachedescrive Alone Song, il suo nuovo brano. "Si tratta di una pubblicazione autonoma che segna il passaggio tra il precedente album e il lavoro discografico attualmente in produzione. Nel pezzo è presente la meravigliosa artista Charlotte Jacobs, la cui timbrica vocale impreziosisce e approfondisce il carattere atmosferico della composizione, aggiungendo una delicatezza vibrante al suono complessivo". Il risultato è un brano sospeso, che potete ascoltare qui, in anteprima su Rockit. Un pezzo che non cerca una soluzione, però, anzi la rifiuta. "È una dichiarazione di permanenza nell’instabile come spazio fertile per la creazione".
Giulia Impache viene da Torino, negli ultimi tempi ha messo a punto una formula sonora molto personale e interessante, eterea, in bilico tra folk, ambient e elettronica. L'emozione è al centro di tutto, così come la sua voglia di sperimentare. Il suo primo album, IN:titolo ha ricevuto un sacco di complimenti, compresi quelli del pubblico de I Cani, cui ha aperto nelle due date torinesi al Teatro della Concordia.
Come hai conosciuto Charlotte Jacobs?
Faccio parte di un collettivo che si chiama Pietra Tonale: a Torino organizziamo concerti e momenti di incontro musicale. È stata Marta Del Grandi a farmi conoscere Charlotte Jacobs e ho sentito subito il desiderio di invitarla a suonare da noi. Da lì è nato un supporto artistico reciproco e, l’anno scorso, abbiamo anche suonato insieme da Germi a Milano in occasione di un suo tour europeo. Dopo quel concerto ci siamo lasciate con la speranza di tornare a suonare insieme o di produrre qualcosa.
Come avete lavorato al pezzo?
Quando ho scritto Alone Song ho capito immediatamente che la voce di Charlotte sarebbe stata perfetta per arricchire il brano.Charlotte è un’improvvisatrice, come me. Dopo aver scritto e registrato il pezzo mi sono completamente affidata a lei, lasciandole libertà di intervenire dove sentiva fosse giusto, lavorando sia con la voce naturale sia con quella effettata. Mi sento molto vicina alla sua sensibilità musicale e ho voluto fidarmi totalmente delle sue idee. È un’artista belga che da molti anni vive a New York: la collaborazione è quindi avvenuta a distanza, ma nonostante questo Charlotte ha colto fin da subito l’intenzione musicale del brano.
Il tuo ultimo lavoro è stato molto apprezzato. Questo brano cosa rappresenta, una nuova direzione?
Questo brano è nato dopoIn titolo, ma non lo sentivo parte del nuovo album a cui sto lavorando. Era però una canzone a cui tenevo molto e che desideravo condividere, anche perché è dedicata a Bimba Splendente.Alone Song è una canzone che vive da sola, un ponte tra In titolo e quello che verrà.
Ecco, appunto. Chi è Bimba Splendente?
Bimba Splendente è un mio avatar, nato quasi per gioco, ma che nel tempo ha assunto un significato molto più profondo per la mia arte. È una bambina che vive nello spazio e osserva la Terra con occhi pieni di curiosità. Cerca di comunicare con il pianeta, condividendo pensieri, emozioni e domande, ma teme spesso di non essere capita o di essere fraintesa. In questo senso, Bimba Splendente rappresenta il desiderio di esplorare, di connettersi e di esprimersi senza perdere la propria innocenza e libertà. È una metafora della mia vita: attraverso la musica posso comunicare ciò che nella vita quotidiana a volte è difficile esprimere, trovando un ponte tra il mio mondo interiore e quello degli altri.

Com'è andata con I Cani?
È andata davvero bene. La risposta del pubblico è stata bellissima e il loro live intenso ed emozionante. Ho avuto modo di confrontarmi con artisti con una carriera lunga e consolidata, e ho apprezzato molto la sensibilità con cui hanno ascoltato la mia musica. Non è scontato che un artista più affermato si metta in un vero ascolto attivo nei confronti di chi è meno conosciuto, e questo ha reso l’esperienza ancora più significativa per me.
Come vivi questo momento della tua città, Torino, tra crisi degli spazi, repressione e fermento artistico che non viene meno?
Vivo questo momento con un misto di preoccupazione e tristezza: Torino continua a offrire tanta musica, ma purtroppo ci sono sempre meno spazi in cui poterla ascoltare e vivere. Quello che sta succedendo è grave ed è sintomo di un paese che viene represso lentamente, e questo rende ancora più preziosa la coesione tra le persone e la voglia di restare libere di esprimersi. Torino resta viva e attiva, e questo mi dà la forza di viverla e attraversarla ogni giorno. Torino resiste.
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L'articolo Giulia Impache sul bordo di qualcosa di nuovo di Redazione è apparso su Rockit.it il 2026-02-09 11:56:00

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