HER SKIN / intervista

HER SKIN: "La musica è il mio diario aperto"

Insieme ad AQL abbiamo passato una giornata a Modena, la sua città di origine; la cantautrice dopo il singolo "Bad Dates" è chiusa in studio a lavorare sul nuovo album
28/02/2020 11:18

Che cosa è la passione e come muove le persone? 

Che sia nello sport, nell'arte o nella musica fare in modo che la propria passione diventi un mestiere è un processo che nasconde sempre una storia, fatta di tanti tasselli che alla fine si chiudono in un puzzle perfetto.

Insieme ad AQL, brand italiano dedicato a prodotti di elettronica per l'ascolto della musica, abbiamo passato una giornata con Sara, per tutti HER SKIN, per il progetto Follow The Pulse che ha come obiettivo quello di raccontare un breve viaggio nella vita di coloro che hanno deciso di provare a trasformare la propria passione nella propria vita. Follow The Pulse nasce con l'obiettivo di spingere le persone ad inseguire i propri impulsi e credere sempre in sé stessi. 

Giovane cantautrice originaria di Modena, HER SKIN ha pubblicato il suo primo disco Find a Place to Sleep nel 2018; canta in inglese e la sua musica è eterea, sospesa, la delicatezza della sua voce poi è la chiave di lettura finale. Ha partecipato lo scorso anno all' SXSW di Austin e la sua musica l'ha portata in giro sia per l'Italia che in un tour europeo.

Bad Dates è il suo ultimo singolo uscito nel dicembre 2019, qualche settimana fa è tornata da due date live in India dove l'hanno invitata a suonare in un paio di festival e proprio in questi mesi è chiusa in studio di registrazione per dare vita ad un nuovo progetto. 

Ci siamo fatti raccontare da lei cosa vuol dire fare musica oggi e provare a renderla il proprio lavoro quotidiano. 

 

Che cos'è per te la passione? 

Credo che la passione sia un sentimento incontrollato, una sorta di forte feeling che è lì, sempre presente e non può ignorarlo. È qualcosa di istintivo, non credo di essermi mai messa a tavolino a decidere "okay voglio fare la musicista". È un sentimento che c'è sempre stato, e io ho solo provato a coltivarlo. La passione è quella cosa che non ti fa sentire gli sforzi che fai per quella determinata cosa che ami. Sono sempre stata molto timida e molti mi chiedono come faccio a salire sul palco a cantare le mie canzoni: credo che la passione sia anche un po' questo, è quello che mi spinge a non pensare troppo e farlo e basta.

Dove trovi ispirazione? 

Sono sempre stata una grande lettrice, appassionata di film e anche di musica prima ancora di scrivere le mie canzoni e di creare qualcosa di mio. Questo aspetto della mia vita credo mi influenzi molto nel comporre la mia musica. Sono due cose che sono partite insieme in un certo senso, perché ho sempre avuto a disposizione molti libri e molti film. Tutto parte da casa mia, siamo una famiglia di artisti, sono cresciuta in mezzo agli strumenti e in questo sono stata molto fortunata. Se proprio devo definire una linea temporale del mio modo di fare musica, direi che lo scrivere canzoni è venuto molto dopo e tuttora mi ispiro a quello che leggo o a quello che vedo e vivo tutti i giorni. Traggo sempre spunti in un certo modo. Non riesco a scrivere di cose che non mi appartengono; sono comunque strumenti utili per trovare nuovi punti di vista e per capire come raccontare le proprie cose.

Le tue canzoni sono molto autobiografiche.

Sì, più che altro credo che le mie canzoni non definiscano una storia o un momento ben preciso ma seguono un po' il mio crescere come musicista e come persona. Ho sempre scritto canzoni della mia quotidianità, su cose che sentivo e che provavo in prima persona. Conosco molti musicisti che magari scrivono di poesie o personaggi di libri, io non ci riuscirei. Anche se scrivo delle vite degli altri, scrivo comunque di qualcosa che magari ho passato anch'io e che di conseguenza capisco.

Foto di AQL

E' facile inseguire questa passione per la musica? 

No, devo ancora spiegare bene a mia nonna come faccio a pagarmi l'università, suonando. Non è facile. 

Qual è il tuo primo ricordo legato alla musica?

Suono da quando ne ho memoria, ho molte foto di me con mio papà dove suoniamo, ce n'è una molto divertente in cui ho questa tastierina di Winnie The Pooh e mio papà suonava invece la sua chitarra. Non riesco a stabilire bene un taglio netto da quando ho smesso di suonare le canzoni degli altri e ho iniziato a suonare e scrivere le mie, credo sia stato un processo molto naturale che forse è venuto anche da questo mio modo di approcciarmi alla musica fin da piccola. Una volta imparati i primi accordi da sola è venuto tutto spontaneo.

Da dove arriva il nome HER SKIN? 

Vorrei avere una storia un po' più interessante per raccontare da dove viene il mio nome d'arte ma in realtà è parte di un verso di una canzone. 

Ti ricordi quando hai iniziato a scrivere i tuoi primi testi? 

Ho iniziato a scrivere così presto che ho davvero dimenticato il momento esatto. Non so se sia positivo o meno, che non mi ricordi nulla. Però sì ho iniziato davvero da giovane: mi ricordo che comunque ho sempre scritto di esperienze mie personali. Le canzoni le scrivo in camera mia, sempre. Di solito parto sempre dalla musica, quindi devo avere la mia chitarra in mano, magari suono qualcosa che mi piace e allora ci trovo un senso e lo metto in ordine. I testi arrivano dopo, e li appunto tutti su un quadernino. 

HER SKIN/Foto di AQLHER SKIN/Foto di AQL

Qual è stato il primo concerto che hai fatto?

Il primo concerto che ho fatto come Herskin è stato al Mattatoio, tre anni e mezzo fa. Non mi ricordo niente di quell'esperienza, black out totale. Mi ricordo il prima e il dopo ma il durante lo ha cancellato l'emozione che ho provato in quel momento. Un mio amico mi aveva chiamata per aprire il suo concerto e non ci ho pensato due volte. 

Come vivi il tour?

Sono sempre stata affascinata da una sorta di romanticismo, di fascino nella vita in tour. Viaggiare per portare in giro comunque delle cose che crei e farle sentire agli altri: ti rendi conto che la musica è la tua vita, oltre a scrivere e comporre quelle canzoni hai l'opportunità di viaggiare per farle scoprire agli altri. Non riuscirei mai a viaggiare per incontrare persone di tutto il mondo e visitare posti nuovi se non fosse per la musica. Vedi il mondo in un'ottica diversa. Finchè si sta seguendo una vera passione i sacrifici non si possono neanche definire tali, non ti pesano. Quando salgo sul palco solitamente mi butto e basta senza pensarci: mi tremano le gambe per le prime tre canzoni ma poi passa tutto, alla fine sto facendo una cosa che mi piace davvero tanto e dal momento che si crea una bella connessione con il pubblico mi sento subito a mio agio. 

Che musica hai ascoltato crescendo?

Prima di essere una musicista sono una grande ascoltatrice di musica in generale. Mi piace tanto ascoltare. Anche andare ai concerti è una cosa che faccio regolarmente. Crescendo ho ascoltato gli Oasis tantissimo, il primo CD che ho comprato da sola con i miei soldi è stato What's the Story Morning Glory. Ascoltavo i Clash, i Velvet Underground, gli Stones, i Beatles. La scena brit pop, ah e anche i The Kinks...

Quali sono le canzoni che tutti dovrebbero ascoltare? 

Le Freak di Chic. She's Electric degli Oasis. Pale Blu Eyes dei Velvet Underground e poi My Old Man di Mac DeMarco e All Day and All of the Night dei Kinks.

HER SKIN sul palco/ Foto di AQLHER SKIN sul palco/ Foto di AQL

Com'è secondo stato per te crescere nella provincia di Modena?

Ho un rapporto di amore odio con Modena e con la sua provincia. Fino a qualche anno fa la soffrivo molto, evidentemente il fatto di essere lontana da tutto, di dover per forza avere una macchina per andare a sentire un concerto, era la parte che mi pesava di più. Però allo stesso tempo mi ritengo anche fortunata ad essere cresciuta in un posto così tranquillo: mi ha dato il tempo di sviluppare la mia di arte come volevo, senza pressioni. Adesso a 23 anni vivere un posto un po' più movimentato sarebbe bello e aiuterebbe anche di più secondo me. Stando a Milano secondo me hai un po più di possibilità lavorative rispetto a una città come Modena, che comunque ti da la possibilità di emergere dato che siamo in pochi e ci conosciamo tutti. A Modena ho notato proprio tanta collaborazione tra musicisti e molto supporto reciproco. C'è tanta apertura mentale nella musica forse anche per questo ci si aiuta un po' tutti. 

Qual è il più grande superpotere che ha la musica su di te?

Credo che la musica sia davvero in grado di guarire. Nella mia esperienza fare musica, andare ai concerti mi ha fatto incontrare ad esempio le persone a cui tengo di più, mi ha fatto visitare i posti e i luoghi che ho amato maggiormente. La musica è da sempre una sorta di diario aperto per me, è fondamentale.

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L'articolo HER SKIN: "La musica è il mio diario aperto" di Redazione è apparso su Rockit.it il 28/02/2020 11:18

Tag: in collaborazione

Pagine: HER SKIN

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