Own Boo intervistati dai Fast Animals And Slow Kids Intervista

10/06/2014

I Fast Animals And Slow Kids e gli Own Boo hanno due approcci piuttosto diversi alla musica: i primi più aperti, spontanei e favorevoli al distribuire i propri album gratuitamente per farsi conoscere, i secondi più tradizionalisti ma accomunati da una passione molto affini: sbattersi tanto, suonare il più possibile e aspettare che arrivino i risultati.
Ecco la loro intervista doppia.

 

Complimenti per il disco, bravissimi. Registrato benissimo, una cosa che mi ha veramente colpito. È vero che avete 20 anni? Quanto giovani siete?
L'escalation va dai 21 ai 23.

Ed è tutta farina del vostro sacco? Un fratello più grande, un papà che vi fa ascoltare i Beatles?
Le influenze ci sono, Luca (il chitarrista) ha una mamma che gli faceva ascoltare i Rolling Stones, mio padre i Gipsy King e i Queen, poi col tempo ci siamo interessati a roba nuova, ma è farina del nostro sacco, le influenze sono venute col tempo.

Tipo quel filone psichedelico stile Tame Impala, Tamples...ci ho preso?
Con i Tame Impala ci siamo stati dietro strainfottati per due anni come suoni e tutto, poi ci è passato. I Temples li ascolto più io sinceramente; le sonorità anni 60, anche se non è quello che li caratterizza maggiormente, sono belle ma è roba che è già sentita. Mentre i Tame Impala al tempo ci avevano proprio stupiti.

La psichedelia è una cosa che va tanto, ma non in Italia. In Italia le band nuove è raro che si buttino su queste influenze alla Beatles, alla Tame Impala, che alla fine la voce assomiglia a John Lennon.
Assolutamente, tant'è che ho visto su Instagram una foto sua con Sean Lennon.
 


Ascoltare i Beatles è fondamentale per un musicista.
Esattamente.

Parliamo del vostro ep. Ho fatto degli esperimenti psicologici, perché a me la musica piace ascoltarmela a seconda delle situazioni in cui mi trovo; tipo la mattina quando mi sveglio che c'ho le caccole, oppure di notte quando sono triste e fuori piove. Tra le varie cose ho visto che questo disco è molto etereo, mi sembra ampio, e quindi stavo correndo vicino al Tevere, a Perugia, e mi sono accorto che questo era il migliore di tutti gli ascolti che avevo fatto. Allora la domanda che ti faccio è: dove ascolteresti il tuo disco, in che luogo, in che momento anche se vuoi?
Wow! Sai che in realtà questa domanda è super, ma non ci ho mai pensato? Però è una bella domanda! Alla fine son quattro tracce, non si tratta proprio di un vero disco…però me lo ascolterei la sera, magari come aperitivo, o magari la sera tardi prima di andare a dormire quando sei nel letto, tranquillo, devi prender sonno, ti leggi un libro, te lo metti su. Io lo vedo molto così, poi non so il resto della band. Però, sì non lo vedrei come un disco scatenato.

Lo so, però per esempio "Gloom" secondo me è una canzone che invece ha un tiro che spacca. La cosa che mi piace molto è quell’incastro di chitarra e batteria che ti spiazza, perché la chitarra quando entra riaddrizza la canzone che invece ti aspettavi con un beat completamente differente. Quella cosa mi è piaciuta molto.
È molto kraut rock, ci siamo molto ispirati a quei suoni ma non è stato voluto. Nel momento in cui il batterista ha cominciato a suonare quel riff di batteria tum pum pa pa pa, molto serrata, abbiamo detto “cazzo questo è kraut rock!” un po’ alla Toy, tipo No Weekend se vogliamo proprio dare dei riferimenti. Non lo so, volevamo fare una traccia un po’ diversa e in effetti siam contenti del risultato.

Il disco, te lo dico sinceramente, mi è piaciuto molto. Infatti la domanda che mi sorge spontanea a questo punto è: come strutturate gli arrangiamenti? C’è un genietto che fa tutto quanto e che dice “tu fai così, tu fai cosà”? Perché questo nel nostro caso è possibile: c’è l’orsetto, che è il chitarrista, che ci comanda veramente a bacchetta perché è bravissimo. Da voi c'è un genio del genere oppure fate tutto insieme?
Diciamo che nel nostro gruppo la musica la scriviamo io e Luca, e il cinquanta percento dei testi li scrive anche la cantante. Dopodiché l’arrangiamento la maggior parte delle volte lo svolgiamo insieme, anche perché abbiamo un batterista che ha tutto un suo modo di pensare alla batteria, ascolta tantissime cose diverse e quindi ogni tanto ci mette qualche chicca. Alla fine li rivediamo insieme, però insomma le parti musicali le scriviamo io e Luca.

Quindi siete una di quelle band che prova tanto?
Eh sì. Proviamo tipo quattro cinque volte a settimana.

Bravi cazzo, bravi! Secondo me questa è veramente la base per migliorare, bravissimi. Sta cosa mi piace un botto, che provate un sacco. Grandi!
Anche perché io e Luca viviam da soli. Io mi sono trasferito da poco a Brescia, quindi vivendo da soli e non lavorando, perché grazie a Dio le cose con la band stanno andando bene. Non sarebbe possibile mantenere un lavoro e suonare allo stesso tempo, ti manderebbero a cagare dopo una settimana. Allora siamo a casa a fare nulla, cioè alla fine suoniamo tra di noi e ci annoiamo, ce lo stiamo prefissando ogni giorno, come fosse un lavoro. Prima per noi era un po’ più una specie di hobby, invece adesso alle 4 si va a provare fino alle 8 ed è così tutti i giorni.

Giustissimo! Tu considera che adesso io, intanto che chiacchero e ti chiedo le cose, sono chiuso in una casa perso al confine tra Umbria e Toscana, tra le colline di fronte a un lago dove stiamo registrando il disco, e sono ormai quindici giorni che viviamo insieme io e i ragazzi. La differenza si nota, perché inizi a ragionare da band, capito? Sei insieme nelle problematiche e in tutto. Quindi per me siete bravi per questo.
Ma passiamo oltre: avevo questa domanda che in realtà è un po’ stupida, però ve la volevo fare… chi è Edie?

Il testo l’ha scritto la cantante ed è ispirato a Edie Sedgwick, che sarebbe la modella scoperta da Andy Warhol intorno al ’65.

Finita in eroina pesantissima.
È ispirato a lei e a tutto quel filone della pop art, a New York, ai Velvet Underground… Noi avevamo in testa "All Tomorrow’s Party" dei Velvet Underground proprio perché è una delle nostre band preferite, e quindi abbiam voluto riprendere un po’ questa cosa.

Benissimo, grande. E in generale nell'ep rimane questa tematica della pop art, rientra anche negli altri testi oppure sono pezzi scorporati tra di loro, uno parla di una cosa e uno di un’altra?
Non cerchiamo un filo conduttore, nel senso che anche se la nostra musica ha tratti di psichedelia, non parliamo spesso di natura, droghe, amore e cose così. Quel che ci viene scriviamo, non cerchiamo per forza un filo conduttore, almeno in quanto ai testi. Come genere musicale poi naturalmente tendiamo ad essere più coerenti, ma cerchiamo comunque di prendere tante cose, rendere ogni pezzo particolare a suo modo e basta.

Ci siete riusciti. Come dici tu stesso dietro questo disco sembra proprio ci sia una ricercatezza, mi immagino che ci sia stata un po’ di attività meticolosa…
In realtà questo è successodopo. Questi pezzi li abbiamo scritti l'estate scorsa a caso, ci siamo messi lì e abbiam suonato e figata, sono usciti uno dietro l’altro. Poi naturalmente in studio abbiamo affinato un po' tutto. Invece adesso ci siam messi sotto per la scrittura dell’album che uscirà in inverno e per questi pezzi nuovi sì, stiamo cercando di fare proprio le cose fatte bene, pensare anche a un album non come "devo fare dodici canzoni e le scrivo" ma come una roba un po' più concettuale e particolare.

Quindi comunque lo zampino dei produttori c’è, vi hanno aiutato anche nella struttura dei pezzi perché, se non sbaglio, uno di loro suonava con i The Record's, o sbaglio? Che sono una bandona della Madonna!
Sì, esatto, ci ha aiutato Pier. Alla fine il pezzo lo scrive la band, lo suona in un certo modo, ma ha certe atmosfere che molto spesso sono lavoro del produttore. Basta che lui (o lei) modifichi una cavolata e ti stravolge il pezzo e te lo fa rendere figo, ecco.

Questo di sicuro, poi ci sono scelte e scelte. Nel nostro caso con i FASK cerchiamo di scappare da qualsiasi forma di aiuto dall’esterno.
No certo, infatti Pierre la prima cosa che fa è arrivare, sentire il pezzo finito da noi e basta. Poi magari ci dice “qua io non suonerei il basso”, punto, però non aggiunge nient’altro perché vuole che venga tutto dalla nostra testa e sia una cosa sincera, altrimenti faremmo un disco con lui e basta. Tra l’altro anche la scelta che abbiamo fatto di registrarlo in presa diretta è stata proprio questo motivo: non volevamo una roba pettinata.

Quindi l’avete fatto in presa diretta...bello cazzo!
Tutto, tutto in presa diretta tranne un paio di doppie voci, echi e cose così, però tutto il resto in presa diretta.

Scusami io vado più sullo specifico e magari è una domanda che non ha senso farti, però dal vivo come la gestite? Nel senso, se l’avete registrato in presa diretta, dal vivo vi trovate a vostro agio? 
Eh il live… Diciamo che una volta io e Luca avevamo due pedaliere davvero troppo ingestibili, nel senso che avere certi suoni fighissimi porta anche dei problemi, di trasporto, suoni, ronzii … comunque Luca andava tantissimo sui fuzz, distorsioni, compressori, per me invece era tutto phaser, riverberi. Quindi adesso abbiam cercato di rendere tutto più scarno per dare un sound più incisivo, una roba più semplice e più diretta, meno shoegaze insomma, perché alla fine non avrebbe neanche tanto senso, coprirebbe anche la cantante, non renderebbe più giustizia alle parti suonate, secondo noi.

Quindi alla fine riuscite comunque a ricreare, anche con meno pedali e tutto quanto, questa roba qua?
Certo, certamente, ma alla fine nel disco non c’è tanta roba di effetti all’interno eh, solo un paio, però belli.

Ok d’accordo, son molto belli infatti, alla grande!
C’è un nostro amico, un nostro caro amico, che ci costruisce lui i pedali, cioè è un piccolo genietto! E quindi gli chiedi “voglio questo suono”, glielo fai sentire, si mette lì e ti fa il pedale, quest’estate abbiamo passato solo così le giornate, a provare i suoni, cose così.

Ma è un grande! Veramente, mega stima! Anche perché cavolo, mettersi giù a 22-23 anni ad impegnarsi in queste cose non è da tutti... io già adesso non ho voglia di fare na mazza, pensa se ne avevo a 21-22, col cazzo proprio! Quindi bravi che vi concentrate così tanto sul suono. Questo è importante, mi date anche un po’ speranza che magari tutta questa generazione di cui faccio parte anche io si dia una svegliata. Anche se io di anni ne ho 25, non è che sia proprio sto gran veterano.
E daje, due anni in più di me…

Esatto, faccio lo splendido ma in realtà sono un bamboccio!
Ma no!

Però ecco, la cosa è che secondo me ci deve essere più attenzione al concetto di suono e di suonare bene, quindi provare tanto e riuscire ad ottenere poi anche dal vivo un risultato. Riuscire a fare una roba incisiva. E secondo me voi state facendo veramente un percorso bello, perché guarda questo ep proprio suona, suona tanto, ma tanto bene, mi da piacere ascoltare roba italiana fatta così che non mi suoni italiana, e quindi grandi!
Ah, grazie, questo è davvero un bellissimo complimento. Purtroppo, va be'…

Eh ma è così, è così. Non è neanche purtroppo, sii orgoglioso della musica in Italia, secondo me può dare tanto, io ci credo ancora a sta roba qua della musica italiana che non rimanga solo in Italia, io ci credo.
Conosco persone che bene o male anche loro ci mettono del suo, son forti, purtroppo non è tanto la band stessa a contare... va be', non stiamo qua a parlare di sistema, si può andare avanti un’ora, però è proprio che la gente si accontenta di poco, non prova neanche ad ascoltare qualcosa di nuovo e quindi le cose girano un po’ di meno a livello di genere musicale.

Io la vedo così.
Purtroppo è così ma comunque di gente forte ce n’è, questo è vero.

Ma io dico semplicemente di far così: suona, suona bene e fai il massimo che puoi e vedi i risultati. Se ognuno facesse le cose nel proprio piccolo, senza attribuire il problema del non ascoltare la musica ai massimi sistemi, saremmo un passo avanti. Secondo me il problema del non ascoltare la musica è che c’è poca gente che fa musica e che fa quello che vuole ascoltare. Nel vostro caso vi piacciono i Tame Impala? Vi piacciono i Beatles? Vai!
Esatto, e la maggior parte delle persone lo fa o perché va di moda o perché così ha la possibilità di fare il pazzo. In realtà è sbagliato molti suonano generi che magari non c’entrano niente con loro come persone.

Questo è un principio estendibile a qualsiasi forma dell’arte: tendenzialmente se tu non ascolti quello che fai, o se non ti piace quello che ascolti e che produci, a maggior ragione non convincerai mai nessuno, perché tanto il primo fan della tua musica devi essere te, per come la vedo io.
Esatto, assolutamente sì.

A prescindere da questo, ti voglio dire l’ultima cosa. La domanda è questa, potrebbe un po’ rompere i coglioni, però ecco, te la faccio lo stesso. Perché non fare un free download, o un up to you? Non è per convincere nessuno alla svendita cieca di musica, però io dico che voi siete la tipica band che dovrebbe far sentire la propria musica a costo di sacrificare anche un qualsiasi principio, perché il disco suona, suona bene e dà piacere ascoltarlo. Ci avete mai pensato a un up to you, a un free download, qualcosa del genere? Non che questo sia la soluzione eh, però è un modo per permettere che la vostra musica, che è una boccata di aria fresca, giri di più.
Sai che non ci abbiamo proprio pensato? Abbiamo solo detto “registriamo questa cosa, facciamone su un disco” e bo, alla fine se la gente è interessata. Le persone alle quali piace davvero la musica li comprano ancora i dischi. Preferiamo avere una cerchia più ristretta di ascoltatori che siano però davvero interessati, che quindi magari i dieci euro li spende. E questo non perché ci vogliamo arricchire, perchè alla fine lo sappiamo che c’è poco da far soldi finchè non arrivi a certi livelli, ma è proprio per creare un giro. Ad esempio noi non abbiamo neanche mai spammato la pagina, non abbiamo mai invitato nessuno, cioè se a uno piace e interessa, se lo va a cercare e ascolta, può mettere il like, può comprarsi il disco. Poi è vero che naturalmente, come hai detto tu, sarebbe bello mettere un free download perché potresti allargare questa cerchia, magari anche con persone che non ci arrivavano da sole, però per ora abbiam deciso così. Abbiam detto “facciamo il disco, facciamolo uscire”, basta.

Non lo so. Ok. No io te lo chiedevo semplicemente perché magari l’impostazione che abbiamo noi è “cazzo ascoltaci ti prego a tutti i costi, ti vogliamo far sentire la nostra musica!”. Cioè l’idea nostra è di convincere le persone che c’è qualcosa di buono, che noi siamo fan di noi stessi e che ci piacerebbe se tu potessi ascoltare quello che facciamo, e quindi per questo siamo i primi promotori di noi stessi, invitiamo tutti, rompiamo il cazzo su Facebook, siamo dei bambini di merda, sempre a invitare tutti. Non lo so, sono impostazioni forse diverse.
No, certo, io non ho detto che questa soluzione sia quella sbagliata, cioè alla fine sono scelte e naturalmente in tutte le scelte che si fanno, l’importante è farle bene e con un certo ordine. Noi abbiamo scelto questa via casualmente e abbiamo visto che è andata, cioè sta andando abbastanza bene, poi alla fine non lo so cosa faremo in futuro.

Benissimo. Allora ragà, per tagliare la testa al toro, concentrarsi sulla musica e sul suonare bene, secondo me risolve qualsiasi tipo di dilemma anche sul free download, non free download e qualsiasi cosa sia. 
Assolutamente! 

Via, ci si saluta, è arrivato il momento! 
È stato proprio una bomba, grazie mille!

Tag: intervista

Pagine: Fast Animals And Slow Kids OWN BOO

Commenti (4)

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  • seymour 10/06/2014 ore 18:11 @seymour

    gloom rules & brat rules.

  • seymour 10/06/2014 ore 18:13 @seymour

    ad esempio io mi sono già comprato sia il vinile che la cassetta. che coglione eh?

  • Sifone Lafricano 10/06/2014 ore 18:33 @Motozap

    bella intervista.. il ragazzo dei FASK sembra più entusiasta dell'album degli Own Boo di quanto lo siano loro stessi eheheh

  • bussiriot 23/06/2014 ore 07:39 @bussiriot

    intervista, intervistati ed intervistatore da 30+lode......passione e ispirazione. applausi infiniti a questi ragazzi.

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