Le parole che non vorreste mai sentire (sono quelle più importanti). L'intervista tra Nitro e Bologna Violenta. Intervista

NitroNitro
23/05/2014

Due generi completamente diversi, ma due anime in fondo affini. Il cinema horror, il metal, e la verità che va detta in faccia. L'intervista doppia tra Bologna Violenta e Nitro Wilson.

 

Bologna Violenta: Piacere, io sono Nicola.
Nitro: Nicola anche io, piacere.

Bologna Violenta: Tu sei di Vicenza ho visto!
Nitro: Certo… anche tu sei veneto, non lo sapevo

Bologna Violenta: Eh sì, sono di Treviso. Tu hai presente le cose che faccio?
Nitro: Guarda, ti dico la verità, da ignorante non sapevo nulla, però essendo comunque una persona curiosa appena mi hanno detto che avremmo dovuto fare questa intervista mi sono andato un po’ a sentire le cose che fai e devo dirti… minchia! È stata una bella sorpresa, se ti devo dire la verità non me l’aspettavo. Solitamente mi son sempre interessato della musica che c’è in Veneto però non immaginavo che una roba del genere potesse uscire da qui… Almeno, la musica che fai ha un sapore molto molto straniero secondo me, molto particolare, non saprei neanche in che genere catalogarla.

Bologna Violenta: La cosa strana è che io dal Veneto mi son spostato a Bologna, e lì ho iniziato a fare questa cosa qua. Adesso sono rientrato dopo una decina d’anni e quello di cui volevo parlare con te è proprio questo: ho visto che anche tu sei andato a Milano da Vicenza, pensi che riusciresti a lavorare lo stesso da Vicenza o comunque ti senti obbligato a stare a Milano?
Nitro: Non so te, ma io ho preso un po’ Milano come il mio grande ufficio. Quando sono a casa mi faccio i cazzi miei, esco con gli amici, vado fuori a bere, eccetera. Quando sono a Milano invece ho il tempo di lavorare. Per assurdo anche adesso mi faccio una settimana a casa ogni due o tre mesi per scaricare un attimo lo stress accumulato e stare un po’ tranquillo. Anche se voglio mettermi a scrivere non ci riesco perché lì mi rilasso troppo, non lo so. Non so se ti succedeva la stessa cosa quando stavi a Bologna e magari tornavi a casa.



Bologna Violenta: Per me è stato diverso perché io son andato a Bologna che ero più grande di te
Nitro: Scusa se ti interrompo, così capiamo subito, quanti anni hai tu?

Bologna Violenta: Allora, io ne ho 38.
Nitro: Minchia! (ridono, ndr)

Bologna Violenta: Sono più grande di te, però non ti preoccupare sono giovanile!
Nitro: No ma infatti, soprattutto sentendo la musica che fai, cazzo.

Bologna Violenta: Sai com’è, la musica mantiene giovani (ride)
Nitro: Di brutto! È proprio una verità assoluta. Comunque, stavamo dicendo?

Bologna Violenta: Ti dicevo, per me è stato diverso perché sono andato via quando sentivo che qua a Treviso avevo un po’ esaurito tutto – io qua facevo anche il fonico, facevo un sacco di robe, avevo uno studietto e altre cose così. Poi sono andato a Bologna proprio perché ho pensato che a Treviso non ci fosse più niente per me. Da lì mi è saltato in mente di partire, è stato proprio uno scontro violentissimo con la realtà, della serie “ah eri bravo a Treviso? Ok, a Bologna non sei un cazzo di nessuno”.
Nitro: Bravo.

Bologna Violenta: E quindi lì ho dovuto ricominciare da capo e Bologna Violenta è nata più o meno dopo una serie di fallimenti bolognesi. Però mi sono reso conto anche della differenza che fa un posto come Bologna, soprattutto per me che vengo da un paesino in provincia di Treviso.
Nitro: Per me è lo stesso, vengo da un paesino in provincia di Vicenza di otto, diecimila abitanti.

Bologna Violenta: Il mio ne fa duemila scarsi (ride)
Nitro: Ecco, più o meno le realtà sono quelle.

Bologna Violenta: Tornando al discorso iniziale: anch’io ti conoscevo solo di nome, quindi sono andato a vedermi un po’ di video e un po’ di cose che hai fatto. C’è una considerazione che voglio fare. Voi siete la scena hip hop, una scena che io non seguo per quanto non mi dispiaccia, nel senso che per esempio Snoop Dogg me lo ascolto a casa molto spesso, mi piace. La cosa che mi ha molto colpito di voi è che siete molto poco ipocriti su certe cose. Ho visto il video che hai fatto con Salmo e siete là che vi fumate una canna senza nessun problema. Mi colpisce molto questa cosa perché dico “cazzo, sarà che sono giovani e coraggiosi, però non è da tutti mettere in faccia alla gente quello che si è veramente”. Secondo me è per questo che voi riuscite ad arrivare anche ai più giovani, che si riconoscono in voi più che in tanti vecchiardi pallosi del rock, che son sempre gli stessi che girano e rigirano da anni. È una considerazione da esterno; io vedo un po’ come vanno le cose, la vostra roba fresca arriva a tantissima gente. Quindi la mia curiosità è: quanto conta Mtv in questa cosa qua?
Nitro: Allora…partiamo dal fatto che io non ho nemmeno la tv, la uso solo per giocarci con l’Xbox. Però ti posso dire che secondo me ogni mezzo che ha una rilevanza mediatica (vedi You Tube, Facebook, Mtv) è un’arma a doppio taglio. Se riesci a sfruttarlo bene e vai a mostrare quello che sei senza fare il pagliaccio può veramente darti l’occasione di mostrarti agli altri. Prendi Spit per esempio, il programma di Mtv dove sono andato io: conosco tutti i partecipanti, son tutti miei amici, gli voglio bene, ma solo alcuni sono riusciti ad affermarsi dopo aver partecipato a quel programma; questo vuol dire che andare a Mtv Spit non vuol dire per forza avere successo. Ci vuole sempre la sostanza, che almeno fino a qualche anno fa era la roba più importante. Adesso, non so.



Bologna Violenta: Guarda, sono contento che tu la veda così. Io cerco di seguire la tv e vedo ogni tanto The Voice, qualche X Factor, roba così. Secondo me la cosa più brutta è l’illusione che danno ai partecipanti di star facendo qualcosa che li renderà famosi. L’altra sera hanno detto a tre concorrenti squalificati, tre persone delle quali la gente si dimenticherà un minuto dopo: “questo è solo il primo passo di un nuovo inizio, perché da qui in poi…”. Cioè, ma cosa cazzo state dicendo?
Nitro: Tu te lo ricorderai meglio di me, non so se ti ricordi chi erano i Jalisse. Hanno vinto Sanremo, ma adesso chi cazzo sa chi sono…
Bologna Violenta: Eh appunto sì, io li conosco (ride). Me li ricordo quando sono usciti da Sanremo, ho detto ‘ora saranno fuori’… Adesso calcola che i Jalisse fanno roba tipo i Lacuna Coil (ride).

Nitro: Posso chiederti una cosa? Io non so molto del tuo operato artistico, conosco solamente le canzoni. Per esempio non so come sono i tuoi live… Ho letto un po’ la tua biografia, ho letto che hai fatto un sacco di date ed è una cosa che apprezzo molto perché anche io quest’anno, da quando è uscito il disco, ho fatto veramente tantissime date. Penso che suonare dal vivo sia la soddisfazione più grande per un musicista, no? Convieni?
Bologna Violenta: Penso che nella carriera del musicista sia forse la cosa più importante, perché è lì che sei faccia a faccia col pubblico.
Nitro: Bravo! Ma è anche la prova del nove, no? Non so te, ma io sono andato a molti concerti di artisti che magari mi piacevano ma non mi rapivano, non mi facevano impazzire. Poi li ho visti dal vivo e mi son ricreduto.
Bologna Violenta: Sì succede che poi torni a casa, metti su l’album a mille e quello diventa il tuo disco preferito subito. Lo senti sotto un’altra ottica, no?

Nitro: Certo, certo, assolutamente. Comunque volevo chiederti, che tipo di influenze hai avuto per arrivare a certa roba? Mi piace un sacco perché è veramente malata, si sente che c’è uno studio minuzioso dietro
Bologna Violenta: Guarda io… ti spiego. Sono diplomato in violino, ho suonato in orchestra per anni, ho fatto il maestro di violino, ho un tipo di impostazione classica che ti permette di conoscere l’armonia, le note, come scrivere per un’orchestra. Allo stesso tempo però mi è sempre piaciuta la musica estrema. Da ragazzino ascoltavo i Negazione, i Napalm Death, tutto il giorno, a sfinimento. La cosa figa è che ho iniziato con la cassetta degli Iron Maiden, poi pensavo “eh pestano poco” e allora passavo agli Anthrax, e continuavo “eh sì pestano poco” e quindi c’è stata una degenerazione! (ride)
Nitro: Certo, ma è sempre così! Vai ad estremizzare, sempre.
Bologna Violenta: Sì, perché cercavo una cosa sempre più incazzata, sempre di più, sempre di più, e quindi già nel ‘94­’95 ho cominciato a suonare nei primi gruppi, facevo crossover all’epoca. Pensa, nel mio primo gruppo c’erano tre cantanti rap!



Nitro: Anche per me il crossover ha costituito una grande parte dell’adolescenza, andavo fuori di testa per i gruppi crossover.
Bologna Violenta: Mi ricordo quando è uscito il primo video dei Rage Against The Machine, bellissimo… è stato quello che mi ha avvicinato all’hip hop, con quello ho iniziato a cercare di capire cos’era quel mondo. Quindi sì, ho iniziato con questi gruppi e poi ho iniziato a lavorare come violinista e come turnista, persino per Ligabue, robe veramente assurde! (ride). Alla fine mi sono detto che volevo fare una roba super estrema. Ero da solo, non suonavo con nessuno, volevo una roba super tirata e ho scritto il primo disco, proprio così, al volo. Poi da lì ho cercato di diventare sempre più estremo, e quindi con l’ultimo disco sulla banda della uno bianca…

Nitro: Sì tra l’altro il concept è incredibile, frate. Me lo devo ancora ascoltare tutto perché in questi giorni sono sempre in giro, però quel che ho sentito, unito al concept, è incredibile! Sarà che io sono un po’ giù con queste cose qui, un po’ di cronaca nera, un po’ di film oscuri… Questo panorama qui un po’ dark mi fa impazzire proprio, quindi sicuramente me lo ascolterò di brutto, anche perché ho bisogno di influenze. Io solitamente quando devo scrivere, quando devo produrre, ascolto musica che non sia rap
Bologna Violenta: È come faccio io. Per il penultimo disco ho detto “devo ascoltare di tutto, voglio tutto il mio background dentro la mia musica”. Così mi sono ascoltato tutti i vinili che ho. Non sono tantissimi, ma quei 3­400 in ordine alfabetico li ho ascoltati tutti (ride). Anche adesso faccio così, se devo fare un disco passo dal mercatino dell’usato, prendo i dischi che costano di meno, robe a caso. Infatti se ascolti bene, in mezzo ai pezzi ci sono robe di chiesa. Tra l’altro ti consiglio di ascoltarti il disco leggendo anche la guida all’ascolto, dove si possono trovare le strutture dei pezzi con i crimini raccontati, perché le canzoni sono pensate come delle mini colonne sonore

Nitro: Bellisimo! Molto filmica la cosa, no? Forse è per questo che Rockit ci ha coinvolto in questa chiacchierata, perché io e te abbiamo un immaginario molto filmico, che è una cosa che secondo me è molto figa perché può anche portare gente alla quale non gliene frega un cazzo del rap ad ascoltare il tuo rap. Se c’è una persona a cui piace la musica classica, ma a cui piace anche David Lynch, se sente un mio pezzo in cui cito sempre David Lynch, potrebbe interessarsi alla mia musica, no? È un linguaggio che va plus partem, oltre i generi.
Bologna Violenta: Sì, infatti, sono d’accordo. In passato ho scritto qualche colonna sonora, mi è sempre piaciuto pensare di fare musica da film, o anche solo musica descrittiva. E infatti il mio secondo disco è una specie di mondo movie in musica; non so se hai presente cosa sono i mondo movie.
Nitro: No!
Bologna Violenta: Ne approfitto per consigliarteli (ride). Sono i vari Mondo Cane. Sono tutta una serie: mondo cane, mondo cane oggi, l’orrore continua… Praticamente sono dei finti documentari. Prima ho visto l’intervista che hai fatto su Mtv in cui dicevi che ci sono dei film che vanno a raccontare proprio le cose più intime che abbiamo dentro. Dei film che ti fanno toccare quelle corde di merda che tu non vorresti mai toccare, le paure del tipo che spegni la luce e dici “no cazzo non dormo!”. Questi mondo movies sono tremendi. Il primo è uscito nel ’62 e dicevano che tutto quello che si vedeva era vero; praticamente andavano in giro per il mondo a riprendere le cose più assurde e più atroci, dai cinesi che squartano…

Nitro: Fighissimo! Tipo una specie di Cannibal Holocaust.
Bologna Violenta: Esatto! Cannibal Holocaust è venuto fuori praticamente da questo tipo di film qua. Il mio secondo disco si chiama “Il nuovissimo mondo”, e guarda caso inizia proprio con un arpeggino che sembra quello di Cannibal Holocaust. Ho scritto un disco che era, in pratica, una specie di colonna sonora di un film horror bruttissimo e inguardabile, che non è un horror, è un documentario molto figo… io te lo consiglio perché diventi scemo.
Nitro: Figo, figo, figo!



Bologna Violenta: Anche per me è interessante questa cosa di andare a toccare le paure, i tasti più deboli del nostro essere umani. E ho l’idea che nei tuoi pezzi è come se dicessi “ti sputo un po’ in faccia la realtà, quella più di merda che c’è”
Nitro: A me piace… cioè, se dovessi riassumerlo in una frase direi che mi piace dire quello che vorresti dire ma non vorresti mai sentire, quelle cose che quando le senti ti fanno paura, capito?

Bologna Violenta: Ti caghi in mano, certo sì. Guarda ti capisco perfettamente. E infatti secondo me l’arte deve andare a toccare queste corde qui.
Nitro: Bravo, perché dire le cose che vanno bene a tutti è scontato, non consenti un cambiamento dell’ascoltatore alla fine del film, no?
Bologna Violenta: Esatto!
Nitro: Se gli dici quello che sa già, che palle, non gli resta niente.

Bologna Violenta: Chiaro. Oppure glielo devi dire subito, ma talmente male che lui per un’ora e mezza non pensa ad altro che a quella cosa lì (ride). Però insomma, sono cose anche più grandi di noi. Volevo chiederti una cosa, ma tu di metal cosa ascolti?
Nitro: Come ti dicevo, io ho fatto un po’ il cammino che hai fatto tu, però negli ascolti. Mio padre suonava in un gruppo rock, quindi sono nato e cresciuto ascoltando Led Zeppelin, Deep Purple, Black Sabbath, Jethro Tull, il rock classico anni ’70 insomma. Poi da lì ho sempre un po’ più estremizzato. C’è stato un periodo in cui mi piaceva molto il crossover, poi ovviamente i classici del metal, quelli che non possono mai mancare: Iron Maiden, Metallica e altri. Poi ho avuto anche un periodo nu metal, mi piaceva e sai perché? Perché aveva questa tendenza ad andare molto sulle basse che era un po’ hip hop, capito? Mentre invece il metal era più sulle alte, tant’è che adesso i Motorhead hanno prodotto delle cuffie senza bassi (ride). Non so se hai sentito questa storia. Tra l’altro io ho registrato il mio disco con le cuffie dei Motorhead perché togliendo i bassi sentivo benissimo la mia voce e riuscivo a impostarla come volevo.

Bologna Violenta: In quello che faccio io i bassi ci sono, però anche se non ci sono devo dar fastidio. Se mi manca quella roba lì diventa una serata al karaoke. Hai mai pensato di fare un pezzo, non dico proprio crossover, ma una cosa che sia pesantissima e con dei chitarroni, tipo cose proprio un po’ più metal?
Nitro: Sì, sì, sì, sì. Assolutamente. Penso che sarà quello che farò quando mi sarò rotto i coglioni di fare rap.
Bologna Violenta: Ok (ride).
Nitro: Avendo anche molti amici che suonavano in band del genere mi sono fatto dare un’infarinatura su come impostare la voce per lo scream, il growl, e quelle cose lì. È una cosa che mi è sempre interessata perché secondo me la puoi mettere anche nel rap



Bologna Violenta: Infatti. La cosa che mi salta all’orecchio è che i pezzi che fai tu, ma anche Salmo, son dei pezzi pesantissimi con voi sopra incazzatissimi che ne dite di ogni. Io faccio musica strumentale, quindi siamo agli antipodi su questa cosa evidentemente…ma ti voglio fare una confidenza.
Nitro: Certo.
Bologna Violenta: Faccio proprio fatica a seguire i testi. Quando ho sentito i tuoi pezzi dovevo tornare indietro e riascoltare quello che dicevi anche dieci volte (ride).
Nitro: Eh va be’, diciamo che nei testi non sono proprio semplice e immediatissimo…però preferisco così francamente, perché come dicevo prima, non puoi dire quello che la gente si aspetta di già. Poi probabilmente io che ho sempre dato molto peso alle lyrics farei fatica a comprendere appieno un tuo disco senza averlo ascoltato cinque, sei volte di seguito.

Bologna Violenta: Chiaro. Ti dicevo, la cosa che mi è saltata all’orecchio è che è tutto molto pesante, però sopra comunque ci son delle chitarrine dolci che fanno il giretto tranqui, e quindi a me vien da dire “spingi cazzo, spingi su ste cazzo di chitarre, dacci ancora di più!” (ride). Non so se aspettarmi una roba super violenta per il futuro… insomma, sono curioso di vedere cosa farete.

Nitro: Prima o poi sì, dai. Io invece volevo chiederti, hai mai pensato di entrare nel mondo della cinematografia attraverso la musica? Cioè, creare proprio colonne sonore?
Bologna Violenta: Il mio sogno è fare colonne sonore da grande (ride). Sì, ho scritto un po’ di colonne sonore per un po’ di cortometraggi, mi piacerebbe molto, è che a volte non mi sento molto competente.
Nitro: Poi dipende, secondo me la roba che hai tu nella tua musica è più importante di tutto il resto. Per dirti, a volte mi arrivano basi che suonano benissimo, sembrano beat americani, e poi ci sono basi che suonano meno bene ma hanno un’atmosfera bella che mi fa scrivere le cose. Alla fine prendo quelle con l’atmosfera bella e scarto quelle che suonano bene, capito? Perché un conto è fare un prodotto confezionato e perfetto, ma senza personalità, un altro è farlo con una certa personalità. Per esempio, Carpenter si fa le colonne sonore con un sintetizzatore di merda per i suoi film. Non che siano fighissime, però sono adatte a quel tipo di atmosfera che vuole dare lui. Per quello dico che secondo me tu non dovresti non sentirti competente, dovresti trovare il contenitore giusto dove stare.
Bologna Violenta: Sono d’accordo. È che sai, vado al cinema, ascolto le colonne sonore, sento come son mixate le cose, magari per questo non mi godo neanche il film. Ascolto questo cose e mi dico “no, ma io non potrei mai fare una cosa del genere” (ride).
Nitro: Ma anche se la farai, tu non la sentirai mai così perché è roba tua, non avrai mai le orecchie del fan.
Bologna Violenta: Esatto! È come quando ti registri la voce la prima volta, no?
Nitro: Bravo! Ma chi è sto coglione? (ride)

Bologna Violenta: Poi ci si fa l’abitudine. Quando ero in tour coi gruppi dovevo fare i backing vocals, che è una cosa che mi piace fare molto, però ogni volta che bisognava fare il check guarda, un dramma (ride)
Nitro: Penso che il check sia il momento più odiato dai musicisti, io lo detesto, odio fare il check.
Bologna Violenta: Ma guarda, io dal punto di vista tecnico la faccio molto semplice, nel senso che in questo tour ho quattro canali e due sono canali stereo e basta, e quindi il soundcheck posso anche non farlo e una volta fatto il linecheck un secondo prima di suonare, io suono.
Nitro: Comodo! Comodo di brutto!

Bologna Violenta: (ride) Eh sì, ma a proposito di cinema e robe così, adesso per questo ultimo disco ho fatto anche i visual.
Nitro: Bravo! Vedi che stiamo viaggiando sullo stesso binario, più o meno? Lo sto facendo anche io per il live del prossimo disco, molti visual con scene di film…
Bologna Violenta: Pensa che in molti mi hanno chiesto chi mi avesse fatto i visual e io gli ho risposto “li ho fatti da solo perché… be’, io sapevo cosa mettere” (ride)
Nitro: Bravo! Hai ragione, la cosa migliore è farsi le robe da soli
Bologna Violenta: Chi se ne frega, devi imparare a usare settecento programmi, ma alla fine io faccio i concerti e quando faccio i venticinque minuti di “Uno bianca” la gente non dice “a” (ride).
Sono pietrificati dalla violenza!

Nitro: Bellissimo! È giusto! (ride)
Bologna Violenta: Tra l’altro ho guardato prima il programma, speravo che anche tu suonassi il mio stesso giorno al MI AMI, ma ho visto che sei il giorno dopo e quindi ci perderemo…
Nitro: Non è detto sai, perché io sono in giro comunque, quindi può darsi che venga anche il giorno prima per vedere la situazione.
Bologna Violenta: Bravo, bravo, è proprio una bella cosa.

Nitro: Ci becchiamo lì!

Tag: intervista doppia

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