Video Première: IO e la TIGRE - "I Santi" Intervista

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01/11/2015

IO e la TIGRE torneranno presto con un nuovo album dal titolo "10 e 9", che sarà pubblicato da Garrincha Dischi a Dicembre. In attesa del disco, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con la band per farci raccontare il nuovo video "I Santi" (che vi presentiamo qui sotto in anteprima) e i progetti futuri del gruppo.

Il video de "I Santi" è infarcito di icone femminili, tra le quali spicca quella di Elizabeth Siddal, la celebre musa dei preraffaelliti. Perché avete scelto proprio lei, una figura tutto sommato infelice?
Da anni IO dorme con Elizabeth Siddal di fianco al suo letto, impressa in una copia dell’Ophelia di John Everett Millais. Così, diverse volte ci siamo trovate davanti a questo quadro a parlare della sua storia tormentata, romantica e contemporanea al tempo stesso. Elizabeth è stata una donna tanto talentuosa quanto fragile, che ha permesso ad uno stronzo (si può dire su Rockit?) di farla sentire sbagliata e, a causa di questa sofferenza intensa e protratta, si è “annegata” nel Laudano. Ecco. Elizabeth è una sorta di antenata che si è sacrificata e il suo sacrificio deve servirci da monito.
La biografia di Elizabeth è estremamente interessante per diversi punti di vista: come musa di un movimento pittorico, come donna e come artista; infatti, venne utilizzata nelle opere dei preraffaelliti come icona della donna angelicata, dell’amore spirituale. Dante Gabriele Rossetti (uno dei massimi esponenti della confraternita) si innamorò di lei ma a questo amore non riuscì ad essere fedele. Sia prima che dopo il loro matrimonio, Elizabeth subì infatti i tradimenti di Rossetti con Jane Morris, la modella dei preraffaelliti che incarnava l’amore passionale e donna che diede a Rossetti la figlia che Elizabeth non riuscì a dare a causa della sua cagionevole salute. Questi tormenti amorosi hanno gettato ombra anche sulle velleità artistiche di Elizabeth. Per timidezza non pubblicò mai le sue poesie e sebbene alcuni giudicassero i suoi quadri superiori a quelli del marito, suo maestro, difficilmente ci si ricorda di lei.
Ecco, quindi la ragione della nostra scelta.

Lei morì proprio a causa di una polmonite contratta mentre posava per la celebre Ophelia: voi avete preso delle precauzioni di qualche tipo durante lo shooting del video? :)
Per essere precisi, la salute di Elizabeth fu compromessa terribilmente dopo quell’evento, che però non ne causò direttamente la morte; questa infatti avvenne per sua mano, a seguito dell’ingestione di una dose disperata di laudano. Ci è capitato un aneddoto “impegnativo” sul set. La vasca che vedete nel video è stata recuperata in una casa abbandonata e nonostante le ottime condizioni, era però priva di tappo. Così, i registi hanno costruito artigianalmente un tappo, fatto con un piattino di plastica e della colla a caldo. Un’idea geniale se non fosse che, con la paura di farci ammalare, sono stati versati diversi litri di acqua molto calda, (ma calda da sudare!). Dopo nemmeno un minuto, il calore ha fuso la plastica e l’acqua contenuta nella vasca ha iniziato ad uscire allagando la stanza. Ecco, diciamo che a questo punto, quella di noi che si trovava all’interno della vasca semivuota ha iniziato a sentire un discreto freddo, rischiando così di perpetrare la leggenda. Per la cronaca, è arrivato il pronto intervento (aka Francesco, il maestro della maschera), che ha saputo inventarsi un modo per arginare la vasca, mentre gli altri erano impegnati ad asciugare il lago con degli stracci e l’unico mocio disponibile.



"I Santi" è un consiglio rivolto alle donne a non indossare le vesti delle crocerossine per cercare di "salvare" uomini che invece non cambieranno mai?
Diciamo che la sindrome del “Io ti salverò” è per fortuna abbastanza trasversale e inoltre si manifesta sia nei rapporti amorosi che nelle amicizie.
Il testo è un monito che si sviluppa in un dialogo con un’amica e con se stessi allo stesso tempo. Fotografa una situazione che probabilmente è capitata almeno una volta a tutti; ovvero il tentativo di far ragionare qualcuno che viene toccato nelle sue corde più sensibili, quelle corde che lo portano ad agire al di là della ragione, impantanato in rapporti insani. A chi è capitato probabilmente sa pure che, in queste relazioni “poco salubri”, si ha a che fare con personaggi molto seduttivi, che solitamente giocano una parte sempre “al limite del crollo”, in grado di stimolare l’istinto materno/paterno e di soccorso e di chi gli sta intorno. Il fatto è che proprio quella condizione al limite, dona a questi personaggi lo status necessario per creare questi rapporti di dipendenza, solo che uno quando ci è dentro fino al collo non se ne rende conto. E non si rende conto che, la sua presenza, rappresenta per l’altro nulla di più di un conforto, una forma di rassicurazione e di esercizio del controllo; come quei santini che uno non prega, ma la cui presenza lo fanno sentire in pace con dio.

Il pezzo è una ballata delicata che anticipa il vostro nuovo album "10 e 9" in uscita a Dicembre per Garrincha Dischi. Anche il resto dell'album ha queste atmosfere?
Come abbiamo scritto nel nostro manifesto fondativo, “IO e la TIGRE sono la carezza e lo schiaffo” e questo brano sicuramente rappresenta una carezza particolarmente intensa, una carezza che può aiutare a sottolineare la forza degli schiaffi contenuti nel resto del disco. Rispetto alle carezze dell’ep e a quelle contenute in “10 e 9”, ne “I Santi” la chitarra viene totalmente sostituita da una tastiera. Per questa ragione, partire con un brano del genere poteva rappresentare un azzardo, perché non ricalca la nostra classica formazione chitarra-batteria. Così, visto che dopo questo anno insieme riusciamo a guardare alle nostre canzoni come il frutto di una maggior capacità di giocare con gli strumenti, senza paura di perdere la nostra identità, dopo un’esitazione iniziale, ci siamo buttate. Iniziando questo nuovo ciclo destabilizzando quelle che potevano essere delle aspettative sul nostro disco. Questo è un disco che si mantiene fedele a ciò che siamo: la carezza e lo schiaffo, con un anno di amicizia in più nel cuore e sulle gambe. Un disco fedele al “nostro suono” e ciò è dato anche dal fatto che nella produzione artistica ci ha affiancate nuovamente Andrea Cola (Sunday Morning), il quale ha registrato il nostro disco su bobina nel suo StoneBridge Studio (FC).

Tag: nuovo video

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