Iosonouncane ci racconta in anteprima lo spettacolo inedito con Paolo Angeli Intervista

Iosonouncane, foto di Silvia CesariIosonouncane, foto di Silvia Cesari
14/11/2017

Il 24 novembre, all'interno del festival Linecheck e della nuova cornice della Milano Music Week, Iosonouncane si esibirà in uno spettacolo totalmente inedito, concepito con Paolo Angeli, uno dei suoi musicisti preferiti. Paolo Angeli è un maestro della chitarra sarda preparata, uno speciale strumento da lui concepito nel corso di decenni di ricerca. In attesa di poterlo vedere dal vivo, abbiamo fatto a Iacopo Incani qualche domanda su cosa aspettarci dalla loro collaborazione. Qui le prevendite per l'evento.

Al prossimo Linecheck Festival ti esibirai al fianco di Paolo Angeli, ci puoi dare qualche anticipazione su come sarà questo live?
Sarà un set in duo totalmente inedito, in cui, all'interno di un flusso continuo che prevede parecchia improvvisazione, compariranno brani (o frammenti di brani) di entrambi. Saremo uno a destra e uno a sinistra, io con una chitarra acustica, una elettrica e campionatori. Paolo con la sua chitarra sarda preparata. Entrambi canteremo.

Com'è stata la preparazione? Avete fatto già fatto delle prove insieme?
Proveremo a Milano il giorno prima del concerto.

Come si sviluppa l'improvvisazione? Di solito da cosa partite, un elemento ritmico, un frammento di brano?
Da una qualsiasi di queste cose o da altre. Si tratta appunto di un'improvvisazione. A volte ci sono elementi prestabiliti dai quali partire, altre volte no e si improvvisa radicalmente.


(Paolo Angeli, foto di Nanni Angeli)

Angeli è un artista poco conosciuto dal grande pubblico, ma è stato protagonista di diversi festival europei di musica innovativa. Per tua stessa ammissione, è uno degli artisti che più hai ascoltato e amato negli ultimi anni e lo consideri il miglior artista italiano del decennio. Quali sono in particolare gli aspetti che ti hanno colpito della sua musica?
Paolo è sicuramente poco conosciuto da un certo tipo di pubblico italiano e non, ma è un artista molto stimato a livello internazionale e i cui tour hanno toccato e toccano tutti i continenti. La musica di Paolo è arcaica e contemporanea, sperimentale e popolare allo stesso tempo. Il risultato del suo lavoro di ricerca è profondissimo, unico e trascinante.

Entrambi, tu con i tuoi brani e lui per mezzo delle sonorità della sua personalissima chitarra sarda, rappresentate in maniera unica la vostra terra d'origine, la Sardegna. Com'è stato unire il tuo suono alla sua "musica inclassificabile, sospesa tra free jazz, folk noise, pop minimale"?
La chitarra sarda è uno strumento della tradizione impiegato nel Canto in RE. Lo strumento suonato da Paolo, invece, è la "Chitarra sarda preparata", una sorta di ibrido fra chitarra baritona, violoncello e batteria, strumento da lui creato di modifica in modifica nel corso di due decenni a partire, appunto, dallo strumento tradizionale. Per me e Paolo la Sardegna e la tradizione in generale non sono un punto d'approdo sicuro, ma piuttosto un vascello stabile con il quale poter affrontare lunghe traversate. Per quanto i risultati del nostro lavoro siano molto distanti fra loro, a legarci c'è probabilmente lo stesso approccio.



L'esibizione al Linecheck non sarà la vostra prima collaborazione. Il vostro sodalizio, infatti, è nato quando Angeli ha partecipato al finale di "Buio", traccia del tuo ultimo lavoro "DIE", mentre la vostra prima (e finora unica) esibizione è stata lo scorso ottobre a Nuoro. Come sono andate queste due esperienze? Pensi che questa unione artistica potrà avere nuovi risvolti in futuro?
È stato tutto estremamente semplice e naturale, tanto per "DIE" quanto per il concerto di Nuoro. Siamo due musicisti molto diversi: io sono principalmente un compositore, Paolo principalmente un improvvisatore. Nonostante questa differenza sostanziale è stato naturale e immediato trovare uno spazio sonoro e lessicale comune, perché la stima reciproca è tanta e la voglia di ognuno di entrare nel mondo dell'altro enorme. Abbiamo voglia di suonare insieme, sorprenderci per quel che accade e divertirci.

Sempre in tema di collaborazioni "trasversali", quest'estate (in occasione del festival Derive) hai sonorizzato un'opera di Edoardo Tresoldi. Come è stato partecipare ad un evento del genere e da dove sei partito, rispetto all'opera di Tresoldi, per scrivere una composizione ad hoc?
Io sono un compositore, un arrangiatore e un produttore, e quando lo ritengo necessario utilizzo anche la parola. In questi ultimi anni ho pubblicato dischi che raccolgono canzoni, ho lavorato come produttore, ho composto colonne sonore per documentari e spettacoli teatrali. Nessuno dei miei lavori, quindi, è per me trasversale o secondario. La collaborazione con Edoardo Tresoldi è perfettamente in linea con tutto il mio lavoro. Ho sonorizzato l'opera con una composizione di 40 minuti e ho avuto solo due settimane per scriverla, arrangiarla, registrarla e produrla. Per farlo mi sono basato sugli appunti visivi e le suggestioni che Edoardo stesso mi inviava col progredire della costruzione dell'opera. Abbiamo visto il risultato di questa collaborazione a distanza solamente la sera della sonorizzazione, stupendoci e entusiasmandoci entrambi per la perfetta simbiosi fra i rispettivi lavori.

Tag: festival linecheck

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


    LEGGI ANCHE:

    Claudio Lolli - Esisto anche io